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Fiamme Azzurre Story

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  • (aggiornamento 25 marzo 2016) Il Gruppo Sportivo Fiamme Azzurre è stato costituito con Decreto Ministeriale 25 luglio 1983, su iniziativa del magistrato Raffaele Condemi e del campione olimpico dei 200 metri Pietro Mennea, prematuramente scomparso: attivo dalla stagione agonistica 1985, si è imposto negli anni con i suoi atleti ai massimi livelli in campo nazionale ed internazionale.
  • Il Gruppo Sportivo è attualmente costituito in 19 sezioni: atletica leggera, canoa, ciclismo, judo, lotta, nuoto, sollevamento pesi, pattinaggio a rotelle, pentathlon moderno, pugilato, scherma, sport equestri, sport del ghiaccio, sport invernali, tennis tavolo, tiro a volo, tiro con l’arco, triathlon e vela.
  • Dalla prima partecipazione ai Giochi Olimpici estivi, risalente all’edizione di Seul 1988, e fino ai Giochi di Londra 2012, circa 80 atleti della Polizia penitenziaria hanno avuto l’onore di far parte delle spedizioni azzurre ai Giochi: il primo podio olimpico è arrivato a Barcellona 1992, per merito del pentathleta Roberto Bomprezzi, bronzo nella prova a squadre. A questo alloro sono seguite altre sette medaglie olimpiche: tre portano la firma di Giovanni Pellielo, unico tiratore nella storia ad essere salito sul podio in tre edizioni consecutive dei Giochi (sei partecipazioni nella “fossa olimpica”: bronzo a Sydney 2000, argento ad Atene 2004 e poi a Pechino 2008) ed un’altra medaglia di bronzo è stata conquistata dalla ciclista Tatiana Guderzo, nella prova su strada in linea di Pechino 2008. Dalla partecipazione ai Giochi di Londra 2012 sono arrivati altri tre podi olimpici: un argento ed un bronzo dal pugilato, rispettivamente con Clemente Russo (pesi massimi) e con Vincenzo Mangiacapre (pesi superleggeri), ed una medaglia di bronzo con lo sciabolatore Aldo Montano nella prova a squadre.
  • Il debutto nei Giochi Olimpici invernali è avvenuto a Torino 2006, con il bobista Omar Sacco e con la pattinatrice Carolina Kostner, che ha avuto anche l’onore di rivestire il ruolo di portabandiera della delegazione olimpica italiana. E cinque sono state le presenze (su sei atleti allora in organico nelle discipline della neve e del ghiaccio) registrate nella successiva edizione di Vancouver 2010, con il miglior piazzamento (sesto posto) della specialista dello “short track” Cecilia Maffei. La prima medaglia nella rassegna olimpica invernale è invece giunta a Sochi 2014: in terra russa Carolina Kostner, alla terza partecipazione nei Giochi, ha conquistato il bronzo e la nazionale di pattinaggio di figura – composta quasi al completo da atleti della Polizia Penitenziaria grazie alle coppie di danza su ghiaccio (Anna Cappellini-Luca Lanotte) e di artistico (Stefania Berton-Ondrej Hotarek) – ha sfiorato il podio (quarto posto a squadre). Un traguardo importante anche per Deborah Scanzio: a Sochi la freestyler delle Fiamme Azzurre ha chiuso la sua terza Olimpiade con l’11° posto nei “moguls” (dopo il 9° del 2006 e il 10° del 2010).
  • Un eccellente riscontro ha avuto anche l’impegno nel settore dello sport paralimpico, avviato nel 2007 a seguito del Protocollo d’Intesa sottoscritto dal Capo del Dipartimento Amministrazione Penitenziaria e dal Presidente del Comitato Italiano Paralimpico: nei Giochi estivi di Pechino 2008 hanno debuttato alle Paralimpiadi due atleti delle Fiamme Azzurre, con un prestigioso palmarés di un oro e due bronzi ottenuti nel ciclismo da Fabio Triboli, mentre a Vancouver 2010 la partecipazione degli sciatori ipovedenti Gianmaria Dal Maistro e Tommaso Balasso ha portato 2 argenti e 4 bronzi nelle specialità alpine. Dai Giochi Paralimpici di Londra 2012 sono giunti un argento, con l’arciera Elisabetta Mijno, ed un bronzo, con lo spadista Matteo Betti.
  • Nei primi trent’anni di attività, le Fiamme Azzurre hanno contribuito in maniera non episodica alle fortune dello sport italiano, con la conquista di numerose medaglie nei Campionati Mondiali (34 d’oro, 28 d’argento, 37 di bronzo) e nei Campionati Europei (43 ori, 35 argenti, 64 bronzi) delle varie discipline: come pure importante è stato il contributo offerto nelle manifestazioni internazionali titolate di categoria giovanile e paralimpica, nei Campionati Mondiali Universitari e nei Giochi del Mediterraneo.
  • Quanto ai titoli nazionali, l’elevato livello delle selezioni per l’accesso nel Gruppo Sportivo ha progressivamente portato nelle file delle Fiamme Azzurre la massima espressione dello sport italiano, per un totale che si avvia a toccare in un futuro ormai prossimo le 800 maglie tricolori complessive (individuali e a squadre).
  • Allo stesso modo l’Amministrazione penitenziaria è stata attenta ad interpretare il segno dei tempi, avviando iniziative di portata storica non solo per le vicende delle Fiamme Azzurre bensì per l’intero sport italiano: il già ricordato “Protocollo d’Intesa” del 12 luglio 2007 ha sancito per la prima volta la formale e coordinata collaborazione di un Gruppo Sportivo, espressione delle Forze Armate e dei Corpi di Polizia ad ordinamento civile e militare, a favore dello sport per atleti disabili. E proprio per impulso dell’Amministrazione penitenziaria è stata regolamentata per la prima volta la procedura di un apposito reclutamento riservato agli atleti, per titoli sportivi, grazie al D.P.R. 30 aprile 2002 n. 132: uno strumento che ha contribuito a mantenere su livelli di razionale sostenibilità il progressivo inserimento dei nuovi arrivi nei Gruppi Sportivi della Polizia penitenziaria (tanto che l’organico è mediamente fissato in circa 100 unità).