Stefania ha scelto la canoa a 10 anni per passione, ma anche per tradizione familiare: il papà Stefano e il fratello maggiore Filippo avevano entrambi preso la pagaia in mano e gareggiato a buon livello fino alla categoria juniores. Ed ora, sulle orme di Stefania, anche la sorellina Susanna (classe ’92) si sta cimentando nella disciplina con ottimi risultati nelle competizioni giovanili. In forza alla Canottieri Comunali Firenze fino al dicembre 2006, con l’ingresso nelle Fiamme Azzurre la canoista toscana sta rispondendo in pieno alle aspettative di tutto il movimento italiano, che vede in lei l’autentico talento in grado di primeggiare a livello internazionale. La carriera agonistica di Stefania, pur così ricca di successi, ha conosciuto anche momenti non facili: ad esempio nel 2006, allorchè alle difficoltà del passaggio nella categoria assoluta si è unito un problema fisico che ne ha in parte frenato l’ascesa. Nel frattempo la giovane Cicali aveva anche provato a trasferirsi a Pavia, per studiare Economia aziendale nel locale ateneo: ora però è tornata a Firenze per frequentare i corsi della facoltà di Psicologia, nei rari momenti di libertà che le lasciano i raduni federali (praticamente permanenti, con sedi privilegiate a Mantova e a Castel Gandolfo). Fatto sta che il 2007, con l’arruolamento nella Polizia penitenziaria, è stato per Stefania l’anno del pieno rilancio e del vero esordio nella canoa dei “grandi”: un bronzo europeo in K4 nella rassegna di Pontevedra, poi il decisivo apporto dato alla doppia qualificazione olimpica per Pechino 2008, come capovoga sugli equipaggi del K2 500m (in compagnia di Fabiana Sgroi) e del K4 500m (con la stessa Sgroi, oltre a Galiotto e Fagioli).