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Rugby, la Banda lancia gli Azzurri verso una prestazione memorabile -- indietro

Impeccabili. Ce lo aspettavamo, ma la conferma è arrivata puntuale nel pomeriggio del Flaminio, stipato da quasi 35 mila spettatori. La Banda della Polizia penitenziaria ha interpretato in modo splendido gli Inni Nazionali prima del match del Sei Nazioni di rugby tra Italia e Inghilterra: un’esecuzione perfetta, toccante, emozionale. Come deve essere in occasioni come questa: per essere cantato da tutto lo stadio.
E ci piace pensare che l’esibizione degli orchestrali diretti dal Maestro Fausto Remini, al loro debutto nel grande mondo dell’ovale, abbia contribuito a lanciare gli Azzurri verso una prestazione che avrebbe potuto essere memorabile. E che, ne siamo sicuri, rimarrà nel cuore di tutti gli appassionati italiani. I nostri eroi ad un passo dalla leggenda, a mordere i calcagni dei Maestri: fino all’80° minuto col cuore in gola, ad inseguire una vittoria che ogni rugbista italiano aveva finora solo osato immaginare nei suoi sogni di bambino. Ci siamo andati vicini, oggi forse più di altre volte.
Basti pensare a come Planet-Rugby – per il mondo anglosassone la “Bibbia del Rugby” on-line – ha titolato il suo pezzo sulla partita di Roma: “L’Inghilterra si nega agli eroici Azzurri”. E più avanti nel commento: “Come solo raramente accade nel rugby, stavolta non ha vinto la squadra migliore”. Perché, lo anticipavamo nell’annuncio dell’evento su queste pagine, il risultato nel rugby ha talvolta un significato molto relativo: ma strappa più applausi e ammirazione la capacità di affrontare la battaglia con coraggio. Anche sapendo di andare ad incontrare avversari più forti di te. Negli annuari resterà il 12-17 a favore dei Bianchi di Martin Johnson: ma, nel ricordo di tutti, questa dimostrazione di volontà e di sacrificio da parte degli Azzurri faticherà a sbiadire.
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