L'Augurio del Vice Capo del Dipartimento Vicario Emilio di Somma
IL SALUTO DEL VICE CAPO DEL DIPARTIMENTO AGLI ATLETI DELLE FIAMME AZZURRE IN PARTENZA PER PECHINO 2008
I Giochi Olimpici di Pechino coincidono per le Fiamme Azzurre con un anniversario particolare: proprio in questi giorni, 25 anni fa, nasceva ufficialmente il Gruppo Sportivo della Polizia penitenziaria.
Detto così sembra quasi banale, ma per tutti noi è un traguardo importante: perché questo quarto di secolo è stato attraversato da un profondo rinnovamento e da riforme che hanno posto gli uomini e le donne del Corpo di Polizia penitenziaria al centro del nostro sistema democratico e della gerarchia dei valori che esso consacra. Solidarietà, legalità, sicurezza dei cittadini. E come, in questa fase della storia del Paese, sono cresciuti la considerazione ed il merito per il personale operante nei servizi istituzionali, così - di pari passo - hanno assunto consistenza e ricevuto continui riconoscimenti le imprese sportive degli atleti inquadrati nelle Fiamme Azzurre. Il Gruppo Sportivo è cresciuto non tanto in termini numerici, quanto soprattutto nella compattezza dei valori tecnici, improntati a criteri di grande selettività nelle procedure di reclutamento.
Un dato vale a comprovare la professionalità e la misura agonistica dei nostri atleti: nelle Fiamme Azzurre militano poco più di 100 effettivi, ma ai Giochi della XXIX Olimpiade saranno 18 i campioni della Polizia penitenziaria a vestire la maglia azzurra, in 7 diverse discipline sportive. Un numero-record nella storia delle nostre partecipazioni olimpiche ed esattamente il doppio della precedente edizione di Atene 2004: in termini percentuali, il dato è straordinario e non trova riscontro in nessun altro Gruppo Sportivo italiano, tanto meno negli altri sodalizi espressione delle Forze Armate e dei Corpi di Polizia ad ordinamento civile e militare, tradizionalmente provvisti di dotazioni organiche molto più rilevanti. Ed è notevole anche l'apporto che le Fiamme Azzurre daranno agli staff federali presenti a Pechino: con i tecnici Umberto Mazzini (pentathlon moderno), Alessandro Bottoni (triathlon) e Cristiano Valoppi (ciclismo), oltre che con Gabriele Gentile, con funzioni di meccanico della squadra di ciclismo.
Già questo elemento basterebbe a valutare, in termini di serietà e competenza, l'impegno che l'Amministrazione penitenziaria ha posto al servizio del movimento sportivo nazionale. Entrare a far parte delle Fiamme Azzurre, per un atleta, è già un privilegio e quasi un segno distintivo: significa avere la consapevolezza che i propri sacrifici, l'applicazione, la passione, le prestazioni conseguite, tutto ciò che costituisce la vita di uno sportivo, hanno trovato la giusta considerazione. E per questo l'Amministrazione penitenziaria ha progressivamente ampliato i propri orizzonti sportivi nel settore delle discipline della neve e del ghiaccio - dopo l'esordio di Torino 2006, per Vancouver 2010 si può fin d'ora ipotizzare la presenza di quattro rappresentanti delle Fiamme Azzurre - e, novità assoluta, anche ai protagonisti dello sport per disabili: tanto che, grazie al Protocollo d'Intesa siglato nel luglio 2007 con il Comitato Italiano Paralimpico, vi saranno con ogni probabilità due nostri portacolori alle Paralimpiadi di Pechino 2008 ed un altro nell'edizione invernale di Vancouver 2010. Rappresentare l'Italia ed il Gruppo Sportivo della Polizia penitenziaria nei Giochi Olimpici costituisce del resto una più alta responsabilità: è nell'ordine delle cose, in particolare perché - sulla scena olimpica - ogni gesto, ogni impresa, ogni comportamento, vengono amplificati da un'attenzione mediatica senza pari. Siamo certi che i nostri atleti si batteranno con la consueta carica agonistica e con quella voglia di vincere che è poi il sale di ogni confronto sui campi di gara. Ma soprattutto seguendo i principi di lealtà sportiva, che - sempre importanti - in un contesto come questo assumono un significato particolare: perché incarnano gli stessi valori fondanti della creatura decubertiniana e perché un sano spirito di competizione, al di là del risultato poi conseguito, sarà filtrato con effetti didascalici dal pubblico presente negli impianti di Pechino e dai milioni di spettatori italiani, miliardi nel mondo, che assisteranno alle prove di ogni sport dagli schermi televisivi. Mai come in questa occasione, gli atleti delle Fiamme Azzurre si presentano competitivi ai Giochi Olimpici: i successi già conseguiti in campo internazionale nel corso di quest'ultimo quadriennio sono la garanzia più evidente del loro valore tecnico. Ed ognuno è stato posto nelle migliori condizioni per realizzare pienamente le proprie aspirazioni. Naturalmente, in un contesto come questo, tutti sono preparati per vincere e la concorrenza per le medaglie si presenta spietata: insieme con il nostro personale incoraggiamento, insieme con l'orgoglio e la simpatia espressa da tutti gli appartenenti al Corpo di Polizia penitenziaria, ai nostri ragazzi e alle nostre ragazze servirà anche un po' di fortuna.
Il responso del campo, come sempre, sarà il miglior arbitro. In bocca al lupo.
Roma, 26 luglio 2008
IL VICE CAPO DEL DIPARTIMENTO VICARIO Emilio di Somma
L'augurio del Vice Capo del Dipartimento Emilio di Somma