Numerosi altri atleti della Polizia penitenziaria sono stati presi in considerazione ed inseriti durante l'ultimo quadriennio nella categoria dei "probabili olimpici" (o addirittura nel "club olimpico"), ma per motivi tecnici o problemi fisici non faranno parte della spedizione azzurra. Altri ancora hanno cullato a lungo la speranza di una partecipazione ai Giochi di Pechino, essendo stati impegnati in manifestazioni di alto livello internazionale ed anche nelle competizioni valide per il conseguimento della “carta olimpica”. Vogliamo ricordare qui alcuni di loro, perché molti sono campioni di livello assoluto, che sicuramente avrebbero dato lustro ai colori azzurri: Francesco Bruyere, Marco Caudana e Alessandro Bruyere (Judo), Federica Mastrantoni (Taekwondo), Valentina Minguzzi (Lotta), Daniela Reina, Giulio Ciotti e Rossella Giordano (Atletica Leggera), Brenda Spaziani (Tuffi), Elisa Frisoni e Lisa Gatto (Ciclismo), Alessandro Ficco (Sollevamento Pesi), Francesca Zanirato (Canoa), Francesca Quondamcarlo e Marta Simoncelli (Scherma).
In questa sede cerchiamo invece di analizzare le possibilità e le prospettive dei nostri atleti in sede olimpica. Naturalmente, quando si parla di Giochi Olimpici, già la semplice partecipazione è indizio di grande valore tecnico di un atleta: è comunque chiaro che differenti sono le ambizioni di partenza dei campioni della Polizia penitenziaria.
ATLETICA LEGGERA
Ragazze come Chiara Rosa (peso), Zahra Bani (giavellotto) e Anna Incerti (maratona) hanno preso parte in questo quadriennio a tutti i più prestigiosi eventi del calendario internazionale, con importanti piazzamenti: sono atlete collaudate, esperte – sia pure in diverso grado – e consapevoli delle proprie possibilità sulla scena olimpica. Per Vincenza Calì, invece, le ultime stagioni sono state dedicate in massima parte al pieno recupero della condizione fisica, messa a dura prova da varie vicissitudini: ed è sintomatico che, con il decisivo contributo delle Fiamme Azzurre, questo grandissimo talento dello sprint azzurro abbia ritrovato lo smalto dei giorni belli proprio nella stagione di Pechino. Più in generale, deve ricordarsi che l'atletica – conosciuta come la “Regina dei Giochi” – è forse lo sport nel quale è più difficile primeggiare: praticata universalmente, questa disciplina vede presente su piste e pedane il mondo intero, con autentici fenomeni. Per i nostri atleti sarà comunque un onore competere: e faranno del loro meglio.
CANOA
Stefania Cicali è il classico cavallino rampante del kayak azzurro: il palmarèes dell'atleta toscana, in campo giovanile, è impressionante. Già al primo impatto con la categoria assoluta, Stefania ha dimostrato tutto il suo valore, contribuendo alla qualificazione olimpica di due barche italiane (K2 e K4 500m). Alice Fagioli, una new-entry della stagione olimpica, è invece atleta già esperta e vanta moltissime partecipazioni ad Europei e Mondiali. Il sogno “proibito” è naturalmente quello del podio con il K4: ma già un piazzamento in finale sarebbe da ritenersi risultato storico per il settore femminile.
CICLISMO
In questa disciplina abbiamo fatto praticamente il pieno: tra i selezionati della pista, le Fiamme Azzurre ne vantano tre su quattro ( Vera Carrara nella corsa a punti, Angelo Ciccone e Fabio Masotti nell'americana), mentre nella squadra che sarà schierata nella prova su strada femminile le atlete della Polizia penitenziaria sono due su tre (Marta Bastianelli e Tatiana Guderzo, con Vera Carrara riserva di lusso). Che dire? Quando si ha tra le proprie file la campionessa del mondo in carica della strada, Marta Bastianelli (iridata a Stoccarda 2007), o un'atleta come Vera Carrara , capace di salire 5 volte sul podio (2 ori, 1 argento e 2 bronzi) nelle ultime 7 edizioni dei Mondiali su pista, è gioco-forza avere delle speranze di medaglia. Per la coppia dell'americana i pronostici non sembrerebbero così favorevoli, ma la specialità è di difficile interpretazione e le sorprese si materializzano ad ogni angolo. Quanto a Tatiana Guderzo, atleta reclutata in questa stagione come Bastianelli e Ciccone, ha dimostrato di possedere tali doti di talento e combattività che qualunque impresa appare possibile.
NUOTO
Federico Colbertaldo non è solo una speranza: in realtà il giovane nuotatore trevigiano, che ha scelto quest'anno le Fiamme Azzurre, è già un personaggio plasmato a tuttotondo nel settore del mezzofondo in vasca. Le dimostrazioni di efficienza date in stagione, soprattutto in occasione del “Trofeo Settecolli”, ne fanno uno dei naturali candidati al podio sui 1500 metri stile libero. Con il suo primato personale potrebbe puntare anche ad un piazzamento in finale nei 400 metri stile libero.
PENTATHLON MODERNO
Anche in questo caso parliamo di una disciplina nella quale le Fiamme Azzurre hanno fatto la storia: e non per nulla, a Pechino, saranno tre su quattro gli atleti della Polizia penitenziaria che andranno a comporre la spedizione azzurra. Con Andrea Valentini, Sara Bertoli e Claudia Corsini – tutti già presenti ad Atene 2004 (Sara, in Grecia, era “riserva viaggiante”) ci sarà anche il tecnico Umberto Mazzini. Il percorso di avvicinamento ai Giochi è stato – inutile negarlo – irto di difficoltà: ma la tempra agonistica dei nostri rappresentanti è tale da lasciare aperta perfino la speranza di una medaglia.
TIRO A VOLO
Giovanni Pellielo: basta il nome. Bando alla scaramanzia: dopo il bronzo di Sydney 2000 e l'argento di Atene 2004, logica vorrebbe che la progressione sul podio della “fossa olimpica” si completasse per il vercellese a Pechino 2008. Quel che è certo, il popolarissimo “Johnny” non ha lasciato nulla d'intentato per presentarsi in Cina nelle migliori condizioni psico-fisiche della sua lunghissima carriera (Pellielo è alla quinta partecipazione olimpica), proprio per provare a raggiungere il risultato storico che meriterebbe più di ogni altro tiratore. Come nel precedente quadriennio, l'atleta-simbolo delle Fiamme Azzurre è stato il primo campione dell'intero sport italiano a guadagnarsi la “carta olimpica”.
TRIATHLON
Le Fiamme Azzurre vantano tradizionalmente un particolare “feeling” con le discipline multiple: non per niente la prima, storica, partecipazione olimpica di un triatleta azzurro è legata – con Alessandro Bottoni a Sydney 2000 – proprio ad un portacolori della Polizia penitenziaria. E non per niente alla nostra Nadia Cortassa è legato il miglior piazzamento olimpico del triathlon italiano (5^ ad Atene 2004). Proprio la campionessa torinese è considerata la punta di diamante di un movimento che al femminile – grazie alla qualificazione del giovane talento Charlotte Bonin - è rappresentato interamente dalle Fiamme Azzurre. La prova è naturalmente difficilissima: incrociamo le dita.