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L’ispettore Annamaria Satìra, 43 anni, originaria di Reggio Calabria, da quattro anni nella Casa circondariale, dove si occupa del coordinamento della sezione femminile, lamenta la carenza di personale. Gestire le detenute è molto impegnativo, aggiunge, perché hanno più esigenze, sono molto più legate alla famiglia e quindi fanno continue richieste. L’agente scelto Rosa Bonucci, originaria di Potenza, 30 anni, da 7 lavora alla sezione femminile, e si dichiara soddisfatta del lavoro, ci tiene a precisare, scelto con convinzione e non come mero fatto occupazionale. L’assistente capo Mario Cossu, 41 anni, sposato, originario della provincia di Sassari, da 21 anni nell’Amministrazione e a Reggio da 13, proveniente da Alba, si occupa del servizio a turno, è coordinatore del gruppo sportivo degli agenti e afferma di essere molto soddisfatto del proprio impegno. L’assistente capo Tommaso Chirichi, 39 anni, originario della provincia di Lecce, a Reggio da 17 anni, addetto alla sala avvocati e magistrati, dichiara che il suo è un compito delicato, dovendo controllare che i colloqui si svolgano nella massima sicurezza e legalità. L’agente scelto Giovanni Cannizzaro, 31 anni, sposato, originario di Trapani, da 7 in istituto, lavora alla sala regia che è in fase di ristrutturazione, lavori resisi necessari, dichiara, perché il carcere si trova all’interno della città ed ospita persone ad alta pericolosità. L’assistente capo Alfio Schirripa, 39 anni, originario della città e nella Casa circondariale da circa 10 anni, proveniente da Saluzzo, dove è preposto ai reparti per il controllo della sicurezza, si lamenta della struttura che è obsoleta e della esiguità degli spazi che rendono il lavoro piuttosto impegnativo. Si dichiara, comunque, molto gratificato, tanto è vero che ben quattro fratelli l’hanno seguito nell’Amministrazione. L’agente scelto Bruno Fabrizio Loddo, 28 anni, originario di Reggio Calabria, dal 1998 in istituto, dove lavora all’ufficio matricola, è molto contento del processo di informatizzazione, che permette l’identificazione in tempo reale del detenuto «e questo - aggiunge - aiuta moltissimo il nostro lavoro in un carcere dove il numero dei detenuti in ingresso e in uscita è molto alto». Il vice sovrintendente Maurizio Policaro, 33 anni, originario della provincia di Reggio, in istituto da un anno, proveniente da Biella, dove lavora come preposto nei reparti detentivi e nel servizio motociclistico nel Nucleo Traduzioni e nei servizi di rappresentanza, dichiara che se all’inizio la sua scelta è stata soprattutto occupazionale, ora si sente gratificato del proprio lavoro. Il vice sovrintendente Giovanni Sapone, 41 anni, originario della città, sposato, da 22 anni in istituto, dove si occupa del Nucleo Traduzioni e Piantonamento, afferma che il lavoro è molto impegnativo sia per il numero delle traduzioni che per l’alto tasso di criminalità dei detenuti di cui si deve occupare. L’agente Fabio Ferri, 31 anni, originario di Roma, dal 1999 a Reggio, dove si occupa dell’ufficio servizi del personale, è convinto che l’automatizzazione in corso potrà migliorare notevolmente i servizi, con una ricaduta positiva anche sul numero minore di agenti da impegnare nei vari servizi.

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