Questo sito web utilizza i cookies tecnici. I cookies non possono identificare l'utente. Se si proseguirà nell'utilizzo del sito si assumerà il consenso all'utilizzo.
Se si desidera utilizzare i siti senza cookie o volete saperne di più, si può leggere qui

Valutazione attuale: 0 / 5

Stella inattivaStella inattivaStella inattivaStella inattivaStella inattiva
 
Condividi

Con la nuova Costituzione l’Europa acquisterà una sua personalità giuridica e politica, nel rispetto dell’identità dei singoli Paesi
    
    
La Convenzione europea è riuscita a varare un Trattato Costituzionale che ha raggiunto il consenso su nodi estremamente rilevanti che non erano stati sciolti nel corso di precedenti Conferenze Intergovernative.
Penso al superamento della complessa struttura a pilastri dei vigenti Trattati, alla ripartizione di competenze basata sul principio di sussidiarietà e sulla rafforzata partecipazione dei Parlamenti nazionali; alla tipizzazione degli atti e degli strumenti giuridici e finanziari, con l’introduzione di una gerarchia delle norme; alla creazione di un ministro degli Esteri europeo; all’estensione del processo di codecisione; alla razionalizzazione e miglioramento delle disposizioni sulla politica estera, sulla difesa e sullo spazio di libertà e sicurezza; al rafforzamento di tutti e tre i principali organi dell’Unione - Commissione, Consiglio e Parlamento Europeo - che non altera l’equilibrio di fondo del triangolo istituzionale.
L’Unione acquista una sua personalità giuridica e attribuisce valore giuridico alla Carta dei diritti di Nizza, senza divenire un “super Stato” e neppure uno Stato federale. Il diritto costituzionale, infatti, ci insegna che uno Stato federale nasce quando più Stati deliberano di dare luogo ad una nuova entità, cui decidono di attribuire potere sovrano e di devolvere competenze primarie decisionali su ruolo e futuro della società civile amministrata. Così non è nell’Unione europea. I rappresentanti politici chiamati ad elaborare la bozza di Trattato costituzionale hanno riconosciuto, con grande lungimiranza, il valore primario e insopprimibile delle identità nazionali nelle singole società civili che costituiscono l’Europa.
La principale caratteristica del nuovo assetto europeo sta nella inedita natura di un sistema politico complesso fondato sulla duplice legittimazione degli Stati e dei cittadini. Questo difficile equilibrio dovrà essere il punto di riferimento della Conferenza Intergovernativa, di cui sarà bene limitare la portata ai soli punti realmente controversi. Per mantenere questo spirito ed assicurare una maggiore continuità e coerenza con il lavoro svolto dalla Convenzione, sarebbe stato auspicabile che alla Conferenza avessero potuto partecipare non solo i rappresentanti della Commissione e del Parlamento europeo, ma anche il Presidente della Convenzione Giscard e i suoi due vice presidenti Amato e Dehane. Purtroppo a Salonicco si è persa l’occasione, per l’ostilità di alcuni Governi, di ufficializzare l’ipotesi.
L’obiettivo della Presidenza italiana resta quello di rispettare le indicazioni di calendario emerse a Salonicco, conducendo la Conferenza a ritmo serrato in modo da poter pervenire già a dicembre ad un accordo.
Il primo Trattato di Roma avviò l’unificazione europea. Il futuro Trattato dovrà segnare il passaggio alla nuova Europa riunificata: un’Unione politicamente ed economicamente più forte, destinata a divenire un fattore di stabilità e prosperità sulla scena mondiale.
La revisione in senso costituzionale dei Trattati rappresenta l’occasione per portare finalmente a compimento questo processo, costruendo un’Unione che sia al tempo stesso una comunità di valori e di diritti, uno spazio economico e monetario unificato ed una potenza in grado di costituire un arco di volta del nuovo sistema di relazioni internazionali del XXI secolo.
    

Joomla templates by a4joomla