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L'agente scelto Antonella Barbarotto, all'Ucciardone dal 1999 si dice soddisfatta del suo lavoro, e dichiara: "Mi occupo della trasmissione e della ricezione fax all'ufficio segreteria e in più collaboro con i colleghi della segreteria per le pratiche inerenti le malattie e le aspettative del personale. Sono nell'Amministrazione da nove anni, dopo aver partecipato al concorso quindici anni fa, da diplomata, come tante ragazze alla ricerca di un primo lavoro, e non per passione. All'inizio non volevo neanche andare, anche perché non avevo frequentato un corso specifico, non conoscevo la struttura carceraria. All'inizio avevo tante paure e perplessità. Adesso sto bene, non ho grossi problemi, né con i miei superiori diretti, né con i miei colleghi. Anche fuori dall'ambiente di lavoro, la gente è curiosa di conoscere il mio lavoro, non c'è più quella prevenzione di un tempo". L'agente scelto Francesco Novara, 34 anni, originario di Trapani, all'Ucciardone dal 1993, si occupa del servizio a turno e fa con grande dedizione il suo lavoro. "Lavoro in trincea, afferma, in prima linea. Sono all'interno, a contatto diretto con i detenuti. Le difficoltà vanno superate con la professionalità che si acquisisce negli anni. Per quanto riguarda invece gli extracomunitari, vi sono dei limiti, perché pochi di noi conoscono le lingue straniere. Io stesso ho provato più volte a chiedere di frequentare un corso di lingua araba, ma inutilmente. Il nostro lavoro, infatti, non è soltanto aprire e chiudere le celle, è molto più complesso. Noi facciamo da educatori, da assistenti sociali, da confessori, da controllori, spesso siamo l'unico contatto con l'esterno per il detenuto. Per cui tutti gli sfoghi e le rabbie si proiettano su di noi. Per questo ci troviamo a volte in difficoltà, per doverci accollare problemi che non sono nostri, doverli ascoltare, dimenticando e mettendo da parte i nostri, quelli personali. Una volta dentro l'istituto, devi essere con la mente serena, altrimenti non si può lavorare".    

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