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10 maggio 2013 - metamorfosis“…il relatore ci ha detto che non è mai tardi per cambiare, ogni momento è giusto per smettere un qualcosa che ci fa male … ci ha parlato anche della volontà dell’uomo che è fondamentale : se uno vuole fare qualcosa e c’è la buona volontà lo si può fare senza fatica… Il nostro cervello ogni giorno elabora tantissimi pensieri , alcuni anche negativi per  cui bisogna concentrarsi  sui pensieri positivi … I bambini  quando fanno una corsa lo fanno felicemente  perché a loro,  non importa di vincere o perdere. Ci ha parlato anche della madre che, a 66 anni, operata di cancro, è riuscita ad affrontare questo momento difficile anche grazie allo sport: dopo una corsa urlava di gioia per avere raggiunto il traguardo…”
Sono le parole di A.M. , uno dei ristretti del circuito detentivo media sicurezza, che ha partecipato alla conferenza svoltasi nel carcere di Frosinone, presso la Sala teatro,   lo scorso 13 aprile .
L’Associazione ASI GRUPPO IDEE promotrice del progetto con il supporto della FIDAL e dei formatori  dell’Associazione “ 6 PIU’ ” hanno tenuto una conferenza volta a promuovere, con i ristretti del circuito Media Sicurezza della Casa Circondariale di Frosinone, un percorso motivazionale al cambiamento comportamentale.
L’esperienza, realizzata in precedenza con grande successo con i detenuti del circuito Alta Sicurezza, ha suscitato altrettanto interesse, sensibilizzando i partecipanti a  riflettere sulle potenzialità e capacità insite in ciascun essere umano utili a  rendere ogni uomo artefice del proprio cambiamento.
La conferenza s’inserisce nella progettualità di preparazione atletica che i formatori dell’ASI GRUPPO IDEE – FIDAL svolgono da tempo nell’Istituto penitenziario di Frosinone, che ha introdotto anche i valori del Rugby all’interno del Penitenziario. I ristretti del circuito Alta Sicurezza ed alcune sezioni detentive del circuito Media sicurezza, due volte a settimana, accedono al campo sportivo interno, per seguire un corso di preparazione atletica.
L’attività sportiva rappresenta una importante opportunità di miglioramento personale, si tratta di una pratica attraverso la quale migliorare la propria capacità di socializzazione e di condivisione, sia in gruppo ma anche sul piano individuale, che la rigida regolamentazione della vita detentiva, spesso, non consente di curare al meglio.
L’attività motivazionale che integra il progetto è essenziale e, per questo, si auspica il proseguimento e l’ampliamento di un percorso tanto positivo. Un ringraziamento particolare è diretto agli operatori penitenziari delle Aree Sicurezza e Trattamentale, che hanno contribuito significativamente alla riuscita dell’iniziativa.

Filomena Moscato