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imagesCA8PUQ3Y10 maggio 2013 - È difficile immaginare che intuizioni lungimiranti e soluzioni di eccellenza possano provenire proprio da luoghi perlomeno inospitali come le carceri italiane. Eppure succede. Sarà il tempo dilatato della detenzione, lo spazio abitativo annullato, la privacy quotidiana abolita; sicuramente tutte condizioni privative che, per qualche fenomeno - divino o darwiniano - elevano il supplizio in sconcertanti reazioni interiori. Strani moti dell’anima a testimonianza di risorse dell’uomo nascoste e potenti. 

Plasmando con le mani la propria materia, un vetraio di Bollate mostra il legame intestino tra fantasia e realtà. Guardi lampade, soprammobili, utensili prodotti nei suoi quattro metri e vedi l’imperfezione manuale farsi beffa di qualsiasi effetto speciale. Quotidianamente il musicista di San Vittore interagisce con persone diverse e passeggere in modo frammentato, casuale e confuso. Ma per un’ora al giorno ricompone proprio insieme a loro tutto un puzzle spezzettato di rapporti, “cogliendo la nota”- dice lui- e saltando senza soluzione di continuità tra  blues, ragge, rap oppure jazz, samba, wave; nessuna di queste oppure tutte queste. Similmente, l’attore della compagnia teatrale che ad Opera silenziosamente ascolta compagni, volontari e operatori è capace di rappresentare la realtà come nessuno nemmeno se lo immagina. Con una combinazione azzeccata di sguardi riesce a far ricordare il valore delle cose, come solamente chi ha maggiore comprensione di se stesso, dei rapporti tra uomini e uomini e tra uomini e cose può fare. 

Potrebbe sembrare che tradurre caos in armonia sia solamente appannaggio di menti superiori. Ancora una sconfessione. Dalle ripetitive attività di scansione si scorgono i dibattiti sulla precisione tecnica che nessuna impresa di servizi massivi offre. Se la premessa era “alienazione”, in questi laboratori puoi trovare passione e precisione. Noiosi processi di data entry sono passati al setaccio ogni giorno e comparati attraverso l’operato dell’uno e dell’altro, tanto da diventare sperimentazione e scambio di minuziose tecniche. Piccole intuizioni, veri e propri brevetti dell’ingegno silenzioso che solo l’appassionato produce. Il risultato? Da una parte, qualità del servizio. Dall’altra, persone migliori. 

E così si scopre che certe forme di libertà possono essere per gran parte dentro; che possono superare fortemente i confini dello spazio e le minuzie degli appetiti.  


 Luigi Palmiero (Prap Lombardia)

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