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Il Tirreno, 10 settembre 2014
Le macerie e il degrado stanno lasciando spazio all’ottimismo. È quanto sta accadendo a Pianosa, l’ex isola del diavolo, 10,3 chilometri quadrati di territorio piatto, fino a quindici anni fa sede di un carcere di massima sicurezza. Sono lontani gli anni del penitenziario, della comunità locale che garantiva servizi e vita propria all’isola.
Dopo la chiusura del carcere l’isola è passata al Parco dell’Arcipelago toscano, Aquavision ha garantito collegamenti quotidiani spingendo per la riqualificazione turistica del gioiello del Tirreno. Ma i problemi non sono mancati. L’incuria, progressivamente, ha attaccato le case e i manufatti del paese, in lotta contro l’abbandono.
Lo splendido porticciolo è in degrado, Forte Teglia è sorretto da impalcature. Il piccolo centro storico rischia di cadere a pezzi, le facciate delle case ormai disabitate sono visibilmente danneggiate, alcuni edifici sono a rischio dal punto di vista strutturale. Solo con risorse importanti e l’impegno degli enti coinvolti, Parco e Demanio su tutti, l’isola potrà cambiare la sua faccia.
E domenica, nel corso dell’evento culturale ed enogastronomico organizzato dal Comune di Campo, Parco e amministrazione penitenziaria, si è avuto la sensazione di un impegno comune, che finalmente possa andare oltre alle solite dichiarazioni di facciata. "Abbiamo avuto una nuova conferma di come ci sia la volontà di collaborare da parte di tutti - fa sapere il sindaco di Campo nell’Elba Lorenzo Lambardi, presente all’iniziativa organizzata domenica - il vero salto di qualità per Pianosa lo si potrà avere grazie agli investimenti del Parco e del Demanio, ma credo che già adesso l’aria sia cambiata".
Il riferimento del sindaco Lorenzo Lambardi è al protocollo di intesa firmato recentemente con il Parco e l’amministrazione penitenziaria, che punta ad intensificare la presenza sull’isola dei detenuti in stato di semilibertà da impiegare per i lavori di piccola manutenzione e gestione del territorio. Una manutenzione di cui l’isola piatta ha estremo bisogno: "Il centro storico e il porticciolo fanno i conti da anni con l’incuria e l’abbandono - racconta il sindaco Lambardi - alcuni buoni risultati e miglioramenti si vedono già, soprattutto per quanto riguarda il decoro e l’accoglienza ai turisti. Ma c’è ancora molto da fare. L’accordo con i detenuti può dare una grande mano per migliorare l’aspetto dell’isola, così come sono importanti i progetti in essere per l’enogastronomia, con lo sviluppo dell’agricoltura di qualità e a chilometri zero".
La rinascita dell’agricoltura di qualità
Una giornata per valorizzare le eccellenze di Pianosa, quelle offerte dall’orto che i detenuti stanno curando sull’isola e i prodotti del generoso mare toscano. Oltre che delle bellezze naturalistiche e archeologiche, l’escursione organizzata domenica sull’isola dal Parco Nazionale ha permesso di andare alla riscoperta di alcuni prodotti tipici, sapientemente cucinati dallo chef Alvaro Claudi insieme al personale della cooperativa San Giacomo. Il tutto dopo l’osservazione del cielo con gli Astrofili elbani. Un modo per festeggiare Pianosa che sta rinascendo.
I detenuti che sono al lavoro sull’isola, "40 per ora" come ha annunciato il direttore dell’amministrazione penitenziaria Vittorio Cerri, hanno ricostruito i muri a secco e ristrutturato la torretta del muro del carcere. Un progetto pilota che permettere l’intensificazione della manutenzione dei percorsi verdi, delle aree archeologiche la sistemazione di muri e l’ampliamento dell’orto.
"Mi sembra che Pianosa stia cambiando in meglio - ha detto il presidente del Parco Nazionale dell’Arcipelago, Giampiero Sammuri - questo rapporto molto buono che abbiamo con l’autorità penitenziaria, con il comune di Campo ci consente di lavorare in modo produttivo insieme". Le emergenze restano molte sull’isola quella più importante è il patrimonio immobiliare abbandonato, ma la strada per i recupero è appena iniziata. "È una realtà importante - ha commentato l’assessore regionale Gianfranco Simoncini - come Regione dovremo sostenere questo percorso. Pianosa rappresenta un patrimonio bellissimo che deve essere valorizzato e recuperato".

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