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maschere7 ottobre 2014 - L'utilizzo smodato di internet e social network può mettere a rischio la serenità di una famiglia? E' questa la premessa del lavoro teatrale di Mario Sei, “A tecnologi@ fu a ruvina mia”, che attraverso i toni della commedia fa riflettere su sentimenti e relazioni nell'era di Facebook. Tra gags, equivoci e giochi di parole a pieno ritmo, lo spettacolo di Teatro6 è andato in scena nella Casa circondariale di Catanzaro per un offrire un momento di spensieratezza ai detenuti nell'ambito di un programma rieducativo teso a promuovere la cultura teatrale all’interno dell’Istituto. Un'iniziativa, offerta a titolo volontaristico dallo stesso autore e regista che è impegnato da qualche mese in attività di laboratorio teatrale con un gruppo di detenuti che saranno i protagonisti della prossima commedia in vernacolo, scritta appositamente per loro. D'accordo con la direzione dell'istituto penitenziario, Mario Sei ha offerto la possibilità di assistere allo spettacolo “A tecnologi@ fu a ruvina mia” - nonostante la scarna scenografia dettata da ragioni logistiche - per stimolare negli stessi detenuti la curiosità su tutto ciò che si cela dietro le quinte e, specialmente, sul particolare lavoro di squadra che gli attori sono chiamati a fare. Alla fine per tutta la compagnia è arrivata un'autentica ovazione con applausi scroscianti per il protagonista Ivan Valle, Brunella Scozzafava, Vanessa Mazza e Nicola Scozzafava, Mila Martino, Totò Amelio, Elena Critelli, Massimo Ruga e Consuelo Citriniti.
Per la direttrice del carcere, Angela Paravati, l'iniziativa rientra a pieno nel programma di attività promosso durante l'anno a sostegno dei detenuti con l'obiettivo di consentire la piena rieducazione sociale: "Voglio rivolgere un plauso a Mario Sei - ha detto - per essersi messo a disposizione spontaneamente ed aver dimostrato vicinanza alla nostra struttura in un momento in cui siamo poco assistiti dagli enti e dalla società civile. Oltre alle attività teatrali, abbiamo promosso anche diversi corsi per praticare lo yoga e imparare il riciclo, senza dimenticare la pratica sportiva in attesa di completare la dotazione della palestra".  Il lavoro di Mario Sei all'interno del carcere - coadiuvato dalle educatrici Vincenza De Filippo e Letizia De Simone - proseguirà, quindi, a stretto contatto con i detenuti della media sicurezza per presentare a fine anno una nuova commedia: "Si intitolerà L'ora d'aria - ha raccontato il regista - ed è stata scritta in dialetto. Saranno 16 gli attori coinvolti in una rappresentazione che mira a riscoprire i valori della tradizione e dell'identità locale specialmente tra le nuove generazioni. Nonostante la mescolanza di etnie, il risultato è assolutamente esilarante". Il regista è impegnato contestualmente anche con un altro gruppo di alta sicurezza: "Sto affiancando - continua - un detenuto nella stesura di un altro testo teatrale scritto da lui stesso. Finora ho ricevuto grandi gratificazioni da parte di tutte le persone coinvolte, il più grande sforzo è stato quello di superare gli iniziali pregiudizi per donarsi all'ascolto e al confronto più sincero". (www.catanzaroinforma.it)