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moldavia231 ottobre 2014 - Anche quest’anno l’Accademia Europea di Polizia “CEPOL” ha organizzato un programma di scambio rivolto agli appartenenti al ruolo di Commissario con esperienza e competenza almeno triennale nel campo operativo. L’obiettivo principale dell’iniziativa consiste nello scambio di conoscenze sulle varie articolazioni delle organizzazioni delle polizie europee, allo scopo di migliorare la qualità della cooperazione di polizia. Dallo scorso anno, inoltre, il programma in argomento si è aperto al partenariato con i paesi dell’Est, nell’ambito della Politica dei Paesi Vicini Europei.
In tale contesto, si è realizzata la partecipazione della Polizia Penitenziaria al programma tramite l’accoglienza di un funzionario della Polizia di Stato della Repubblica di Moldavia (in servizio presso la Special Division Operation) ed il successivo invio, nello stesso Stato, del V. Commissario Ornella Manta in servizio presso l’Istituto penitenziario di Palermo “Ucciardone”.
Il V. Commissario Manta, pertanto, ha rappresentato lo Stato italiano in un’esperienza non soltanto internazionale ed oltre i confini dell’Unione Europea, ma altresì interforze, contribuendo a implementare in tal modo quel processo di visibilità della Polizia Penitenziaria sia sul territorio italiano nel contesto di operatività che sul piano transnazionale. Lo scambio, organizzato sulla tematica della lotta al terrorismo,  si è sviluppato sull’approfondimento dei ruoli e delle competenze delle due forze di polizia, nella consapevolezza della diversità che ne connota l’operato e le finalità, anche nello specifico campo preso in considerazione.
Ed in tale cornice si è realizzata la visita del funzionario italiano presso the Penitentiary Department of the Republic of Moldova accolta, oltre che dal funzionario della Polizia di Stato dott.ssa Grosu Viorica nella qualità di tutor, anche da due funzionari di tale Dipartimento che ne hanno curato l’accoglienza e la visita presso le strutture penitenziarie del loro Paese.
Benché la Moldavia non faccia attualmente parte dell’Unione Europea e tenda con ogni sforzo di raggiungere i parametri da questa richiesti per farvi ingresso, si può certamente affermare la proficuità dell’exchange programme in argomento sotto diversi punti vista: da un lato l’auspicio che il nostro Paese possa fungere da stimolo per il miglioramento delle condizioni detentive di uno stato ancora terzo e dall’altro il trarre comunque da queste ultime spunto per la realizzazione di quel processo di sorveglianza dinamica che origina dalle determinazioni della stessa Unione Europea.

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