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latina5 febbraio 2014 - «Siamo Donne. Nella Commedia della vita», non esiste titolo migliore per lo spettacolo teatrale andato in scena il 31 gennaio nella Casa Circondariale di via Aspromonte. «Otto detenute (dell'ala di massima sicurezza, ndr) si sono confrontate con testi e versi tratti da classici del teatro - raccontano gli organizzatori - in un viaggio che ha messo assieme Filumena Marturano e Medea, il teatro greco, quello dialettale e Bertolt Brecht. Drammi interpretati da chi nella vita è già stato protagonista di vicende spesso uniche, terribili, violente, e che ha deciso di lasciare cadere la maschera per presentarsi semplicemente come persona». E’ stata proprio questa l’intuizione di Giorgio Maulucci, per una vita preside del Liceo Classico del capoluogo pontino, grande esperto di teatro che ha voluto dirigere questa iniziativa voluta dalla direttrice della Casa circondariale Nadia Fontana, «che ha aperto le porte delle celle all'arte, credendo nella forza vivificatrice e formativa dell'arte stessa».In platea, tra gli ospiti invitati c’erano anche Alessandro D'Alatri, che in via Aspromonte ha girato con queste detenute il video di Renato Zero “Un'apertura d'ali”, e Alessandro Marverti, interprete di Romanzo Criminale. La preparazione e la prima dello spettacolo sono state seguite anche dal fotografo Tonino Mirabella che prossimamente sarà impegnato in un progetto di più ampio respiro nel carcere.
http://foto.ilmessaggero.it/italia/latina_spettacolo_teatrale_di_otto_detenute_del_carcere_di_via_aspromonte/0-62432.shtml?idArticolo=497997#0

fonte: www.ilmessaggero.it latina 4 febbraio 2014

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volterraVenerdi 21 febbraio 2014 sarà il giovane Riccardo Agostini, chef e patròn del ristorante Il Piastrino di Pennabilli (RN, www.piastrino.it), ad affiancare i detenuti nella preparazione della quarta Cena Galeotta.
Il ricavato (costo cena: 35 euro a persona) sarà come sempre interamente devoluto a progetti di beneficenza. In questo caso, a seguito dei gravissimi danni causati dalle piogge dello scorso 31 gennaio, i soldi raccolti nel corso della serata saranno destinati ai lavori di ricostruzione della porzione crollata delle mura medievali di Volterra.
Le Cene Galeotte, che in otto anni hanno portato all'interno del carcere oltre 10.000 visitatori, sono possibili grazie all’intervento di Unicoop Firenze, che, oltre a fornire le materie prime necessarie alla realizzazione dei piatti, assume i detenuti retribuendoli regolarmente. Il progetto è realizzato con la collaborazione del Ministero della Giustizia, la direzione della Casa di Reclusione di Volterra, la supervisione artistica del giornalista e critico enogastronomico Leonardo Romanelli, che provvede ad individuare gli chef coinvolti nell’evento, e il supporto comunicativo di Studio Umami.
Un ruolo fondamentale è inoltre ricoperto dalla Fisar-Delegazione Storica di Volterra (www.fisarvolterra.it) che è partner del progetto e si occupa sia della selezione delle aziende vinicole e del servizio dei vini ai tavoli, sia della formazione dei detenuti come sommelier , di cui ben 10 hanno già positivamente svolto il corso base di avvicinamento al vino e seguiranno il percorso formativo per raggiungere la qualifica di sommelier professionali.

Per informazioni: www.cenegaleotte.it
Per prenotazioni: Agenzie Toscana Turismo, ARGONAUTA VIAGGI (gruppo ROBINTUR), Tel. 055.2345040.

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cesare deve morire

Presenti Cosimo Rega e Giovanni Arcuri, i detenuti di Rebibbia, protagonisti della pellicola Orso d’Oro a Berlino 2012. Ingresso libero. Lunedì 20 gennaio ore 17.30. "Ai fratelli Taviani riesce un miracolo (Alberto Crespi, L’Unità), "Tra i più coinvolgenti adattamenti di Shakespeare mai portati sullo schermo" (Kenneth Turan, Los Angeles Times), "Profondamente emozionante" (Philip French, Observer), "I Taviani filmano con la forza e la bellezza dei loro anni migliori (Paolo Mereghetti, Corriere della Sera). Così la critica mondiale ha accolto l’ultimo film di Paolo e Vittorio Taviani, "Cesare Deve Morire", pellicola pluripremiata, vincitrice dell’Orso d’Oro al Festival di Berlino 2012 e di 5 David di Donatello.

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28 gennaio 2014 - E' in linea la newsletter DAP n. 84

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bimbiSono solo bambini eppure, spesso, la loro infanzia si trasforma in una specie di incubo, una detenzione forzata dove ogni giorno è uguale all’altro e dove la libertà viene relegata in uno spazio angusto. Sono i figli delle madri detenute italiane e straniere che popolano le nostre carceri, piccoli volti innocenti che imparano a fare di una cella la loro casa.

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giornodellamemoria27 gennaio 2014 - Oggi nella Casa circondariale di Pesaro il Teatro Aenigma celebra la Giornata della Memoria 2014 con un reading di testi di autori vari sul tema della Shoa da parte del gruppo teatrale formatosi in occasione del laboratorio che ha coinvolto ex detenuti e cittadini a Pesaro. Anche nella Casa di Reclusione di Roma Rebibbia viene ricordato l'orrore dell'Olocausto con un evento organizzato in collaborazione con i docenti scolastici.

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Giustizia: Cassazione; credo zen e cibo vegetariano… più tutela per i detenuti buddisti
La Stampa, 16 gennaio 2014
 I reclami dei detenuti buddisti, che chiedono cibo vegetariano e la visita di un maestro zen, devono essere trattati come violazioni di diritti, attivando così la procedura giurisdizionale (Cassazione sentenza 41474/13).
Un detenuto denunciava la lesione dei suoi diritti da parte della direzione della casa circondariale nella quale era ristretto, in quanto gli avevano negato la somministrazione di cibo vegetariano e l’ingresso di un maestro buddista zen. La Cassazione ha annullato senza rinvio il provvedimento del magistrato di sorveglianza impugnato; ribadendo un principio affermato dalla Corte Costituzionale (sent. n. 26/1999), ha precisato che "lo stato detentivo non elimina la titolarità dei diritti in capo al detenuto e che al riconoscimento della titolarità di un diritto non può non accompagnarsi il potere di farlo valere innanzi a un giudice". In pratica, visto che "l’attuale sistema di tutela giurisdizionale dei detenuti nei confronti dei provvedimenti dell’amministrazione penitenziaria non risulta disciplinato compiutamente dalla legge", è dovere del magistrato di sorveglianza "impartire disposizioni dirette ad eliminare eventuali violazioni dei diritti dei condannati e degli internati". È per questo che la Cassazione non ritiene soddisfacente la risposta del magistrato, che si era limitato a consigliare alla direzione del carcere di sostituire l’impresa fornitrice del vitto. Per quanto riguarda l’accesso del maestro buddista zen, invece, lo stesso magistrato aveva fatto presente che queste cose dipendevano dal Ministero. Adesso servono risposte concrete. In conclusione - affermano gli Ermellini - "se implicitamente o esplicitamente una domanda afferma di denunciare una violazione di un diritto, il fondamento di quella domanda è quel diritto e la procedura attivata". Pertanto, la domanda potrà essere ritenuta infondata, ma la procedura "è doverosa perché il condannato ha lamentato la lesione di un diritto".

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pane

"Pane libero", "pane quotidiano": questi i nomi, non a caso, delle fragranti pagnotte che vengono sfornate ogni giorno nella Casa di Reclusione di Alessandria San Michele. Da alcuni mesi il forno a legna rotante di cinque metri di diametro (uno dei più grandi del Piemonte) lavora a pieno ritmo nella Casa di Reclusione. Furgoncini partono per la consegna del pane biologico, lievitato naturalmente con lievito madre da farine macinate a pietra, nei 24 supermercati Coop di Piemonte, Liguria e Lombardia che hanno già aderito al progetto. In un prossimo futuro la produzione si moltiplicherà per appassionare i buongustai delle tre regioni. L’ambizioso progetto, ideato e realizzato con la Casa di Reclusione dalla Cooperativa Sociale Pausa Café in collaborazione con Eataly e Coop Consorzio Nord Ovest e finanziato dalla Compagnia di San Paolo di Torino, ha coinvolto tutto il personale dell’Istituto.

La Dottoressa Elena Lombardi Vallauri, direttore della Casa Circondariale di San Michele, evidenzia il fatto che la realizzazione del progetto ha animato positivamente i detenuti, sia quelli coinvolti personalmente nel lavoro sia quelli che semplicemente ne sono a conoscenza, perché da sempre il pane è il segno della condivisione sotto molti punti di vista, che all’interno di una struttura penitenziaria non può che sollevare gli animi con proficui effetti educativi.

L’organizzazione prevede il lavoro, anche notturno, per 5 detenuti assunti dalla Cooperativa, che appresa l’arte, sono adesso in grado, autonomamente, di produrre, secondo le istruzioni del maestro d’arte Giovanni Mineo il pane. "La Cooperativa Sociale Pausa Café promuove il lavoro intramurario come strumento di dignificazione della pena e di riscatto personale e sociale. In carcere si possono valorizzare competenze e formare professionalità, restituendo persone al territorio e prevenendo la recidiva" sostiene il Presidente Marco Ferrero.

L’obiettivo ancora da realizzare è l’assunzione di altri tre detenuti per il lavoro al forno (preparazione, cottura e confezionamento) e aumentare le ore di lavoro e la produzione in misura adeguata a rifornire tutti i punti vendita Coop di Piemonte, Liguria e Lombardia.

La notizia di questo i progetto, finalizzato a conciliare l’attività rieducativa dei detenuti con un lavoro che porta frutti evidenti con favorevoli ricadute economiche a pioggia che coinvolgono tutti i soggetti interessati, ha attirato l’attenzione di Rai 1 e della sua nota giornalista Anna Scafuri che ha realizzato, all’interno del penitenziario alessandrino, un reportage che sarà trasmesso la sera di venerdì 7 giugno alle 23.00 circa nel programma di approfondimento TV7.

La Dottoressa Elena Lombardi Vallauri, ringraziando la Polizia Penitenziaria e tutti i suoi collaboratori, sottolinea che è questa una preziosa occasione per conoscere e comprendere il carcere e la molteplicità di azioni utili che, tra le sue mura, tendono alla sicurezza della società attraverso la diretta sperimentazione dei valori che sono il fondamento del vivere civile responsabile, dando vita allo slogan "lavoro serio e onesto per un carcere migliore" .

www.tuononews.it, 19 gennaio 2014

 

 

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