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locandinaA3Martedì 26 novembre 2013 nella sede del Museo Criminologico è stata inaugurata l’installazione multimediale: Mura di Pietra, di Parole, di Figure realizzata dagli insegnanti e dagli studenti del Laboratorio di Storia del liceo Scientifico Statale Louis Pasteur di Roma. Il lavoro è stato realizzato nell’ambito di un progetto di didattica laboratoriale volto ad approfondire il tema “inclusione/esclusione” nelle sue diverse declinazioni. Nel corso dell’incontro i docenti e gli studenti del Liceo Louis Pasteur hanno presentato con grande entusiasmo l’attività didattica del Laboratorio e in particolare le tematiche affrontate nel progetto in corso.

La ricerca ha ripercorso diverse fonti storico-documentarie: dall’indagine sul territorio, alle carte d’archivio, alle opere bibliografiche. Così a partire dalle Mura Aureliane e dalla periferia romana, confini antichi e moderni della città, sono stati analizzati anche altri “recinti” come l’ex manicomio di Santa Maria della Pietà, con le carte dell’internato Cesare Braico, già medico garibaldino dei Mille, o quelli dell’istituzione carceraria attraverso la documentazione del Museo Criminologico.

Mura di Pietra, di Parole, di Figure costituisce la prima tappa del progetto che è articolato in tre anni: nel primo anno oggetto d’indagine sono state le forme concettuali e materiali del recinto, del circoscrivere, del localizzare. La prossima tappa riguarderà i temi del separare e del classificare e poi ancora quelli del legare e del connettere.

In questo quadro grande risalto è dato all’utilizzo dell’informatica. Oggi infatti grazie a questo strumento, nell’ambito della ricerca storica, il documento e il libro antico, il cimelio museale o l’indagine fotografica, restituiti in forma digitale, possono arricchirsi di infiniti “link”, organizzandosi in reti ipertestuali dinamiche e sempre suscettibili di modifiche e correzioni. Gli studenti hanno così realizzato una mostra multimediale che sarà possibile visitare sino al 30 novembre nel Museo Criminologico in Via del Gonfalone –Roma. L'installazione, a differenza delle tradizionali mostre documentarie, non offre un percorso prestabilito al visitatore che sarà invece invitato a eslorare liberamente i contenuti e a cercare un sentiero suo proprio di ricerca. 

 

 

 

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teatri delle diversitàIl 30 novembre e 1 dicembre prossimi ad Urbania avrà luogo la quattordicesima edizione del Convegno internazionale su “I teatri delle diversità” promosso dall’omonima rivista fondata da Emilio Pozzi e Vito Minoia nel 1996.
L’ iniziativa, a cura del Teatro Aenigma - Centro Internazionale di Produzione e Ricerca all’ Università degli Studi di Urbino “Carlo Bo”, con il Patrocinio dell’Ateneo Feltresco,  promuove eventi artistici  e riflessioni approfondite su diversi aspetti del Teatro di Interazione Sociale. In questa occasione saranno presenti docenti, registi, attori e  operatori che lavorano artisticamente nei luoghi del disagio valorizzando la diversità. Nelle due giornate si alterneranno momenti di spettacolo e di riflessione su esperienze artistiche e ricerche.
Il tema principale sarà quello del teatro in carcere con due sessioni di lavoro: la prima dedicata alle esperienze sceniche negli otto istituti penitenziari marchigiani, a conclusione di un progetto unitario biennale con gli operatori che intervengono nei differenti contesti;  la seconda, con il coinvolgimento di alcune selezionate esperienze nazionali,  dopo la stipula del Protocollo d’Intesa tra il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria attraverso l’Istituto Superiore di Studi Penitenziari (Ministero della Giustizia) e il Coordinamento Nazionale Teatro in Carcere, organismo fondato proprio a Urbania tre anni fa e che oggi annovera al suo interno 44 compagnie da 14 Regioni italiane.
Altri temi in evidenza nel Convegno saranno: il rapporto tra marionette e terapia, anche alla luce delle più recenti iniziative della Associazione francese “Marionnette et Thérapie” ed un focus di natura spettacolare su due esperienze consolidate (quelle di Néon Teatro di Catania e Stalker Teatro di Torino, entrambe con un curriculum trentennale) e molto rappresentative del campo dei « Teatri delle diversità », oggetto di riferimento per gli studi innovativi promossi dalla Rivista  omonima che gode di sempre maggiore credibilità in ambito accademico internazionale.
Il Convegno si apre a conclusione dello spettacolo “Nessuno escluso” di Néon Teatri per le scuole di Urbania programmato alle ore 9.00 di sabato 30 novembre.  Dopo i saluti delle autorità previsti alle 10.15, l’’intera mattinata è dedicata al Progetto Regionale di Teatro in carcere nelle Marche con interventi di Cooperativa Koinema,  Fondazione Teatro delle Muse, Associazione teatrale Sassi nello Stagno, Teatro Aenigma, Compagnia teatrale Art’ò, Compagnia teatrale La Pioletta,  Associazione LaGrù, Associazione Teatroaponente, Simone Guerro. 
Nel pomeriggio sono previste due tavole rotonde:  la prima dedicata a marionette e burattini, coordinata dal maestro di fama internazionale Mariano Dolci, docente a contratto di Teatro di Animazione all’Università di Urbino, sulle valenze educative e terapeutiche dei pupazzi animati in diverse esperienze narrate da esperti italiani come Corrado Vecchi e Rosario Perricone; la seconda, dal titolo “Le poetiche degli artisti nelle attività di gruppo” sarà condotta da Valeria Ottolenghi, esponente del direttivo della Associazione Nazionale dei Critici di Teatro, e darà conto, attraverso le testimonianze degli operatori, delle esperienze di teatro in carcere recentemente condotte a Vigevano, Padova, Saluzzo, Venezia e Bamenda (Camerun) da Mimmo Sorrentino, Maria Cinzia Zanellato, Grazia Isoardi di Voci Erranti, Michalis Traitsis di Balamòs Teatro, Frate Stefano Luca.
Ancora un doppio appuntamento a conclusione di serata al Teatro Bramante con la replica dello spettacolo “Nessuno escluso” di Nèon Teatro (regia di Monica Felloni, direzione artistica di Piero Ristagno), al quale è stato assegnato il “Premio Teatri delle diversità 2013” (in collaborazione con l’Associazione Nazionale dei Critici di Teatro) e la performance “Action” di Stalker Teatro, direzione artistica di Gabriele Boccacini.
La sessione domenicale si aprirà alle 10 con gli interventi del regista fiorentino Francesco Gigliotti, insieme ad alcuni allievi del Teatro Universitario Aenigma su “Studio sulle tecniche performative delle maschere e del recitare all’improvviso” e di Yosuke Taki (regista e studioso giapponese) su “Rigenerare il Kyogen con la linfa della Commedia dell'Arte”. Quello del confronto e della contaminazione tra le Tradizioni ed i linguaggi teatrali è uno degli orizzonti che la Rivista ha sempre volentieri esplorato in chiave interculturale.
A seguire una riflessione sul poema “Profezia” di Pier Paolo Pasolini a cura del professor Peter Kammerer con il coinvolgimento dell’attrice Graziella Galvani e di studiosi e testimoni del pensiero dell’intellettuale friulano (Angela Felice, Paolo Garofalo, Mirella Pol Bodetto). Si tratta in questo caso della prima iniziativa del Centro Studi “Catarsi-Teatri delle diversità Emilio Pozzi”, in forma di anticipazione sui temi del XV Convegno della rivista (Urbania, novembre 2014).
Per tutta la durata del Convegno nella Sala Volponi “Percorsi interiori” -Teatro in Carcere mostra fotografica di Franco Deriu sul lavoro del Teatro Aenigma nella Casa Circondariale di Villa Fastiggi a Pesaro.
La manifestazione,  ideata e coordinata da Vito Minoia, studioso di Teatro educativo e inclusivo, nonchè direttore della Rivista europea Teatri delle diversità, è Patrocinata dalle città di Urbania, Pesaro, Urbino, dall’Università degli Studi di Urbino “Carlo Bo”, dalla Provincia di Pesaro e Urbino (assessorato alle politiche culturali), dall’Associazione Nazionale dei Critici di Teatro, dall’Associazione Incroci Culturali in Friuli.  Patrocinata e sostenuta dalla Regione Marche (Assessorato alla cultura), dal Ministero dei Beni, Attività Culturali e Turismo (Dipartimento generale dello spettacolo dal vivo), dalla Cooperativa Sociale Labirinto e da altri Enti, Associazioni di Volontariato e Cooperative del Territorio.
Per iscriversi al convegno,  per il programma esteso e info sugli spettacoli si rimanda al sito www.teatroaenigma.it  tel. 339 1333907

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cirijpgNovembre 2013-Intanto il nome , Ciriaca + Erre, dove Erre sta per l’iniziale di un cognome  abbandonato negli anni per motivi che forse hanno a che fare con una  lunga assenza paterna  ( evocata nella sofferta  opera “Il giorno e la notte hanno lo specchio giusto, l’uomo no”del 2006).
Poi le tante declinazioni  artistiche – videomaker, performer, scultrice ma anche, in passato, pittrice.  E, ancora,  i tanti prestigiosi luoghi in cui ha esposto o si è esibita, dal  Mama’s theatre, uno degli spazi più innovativi di New York, al   MAMM Multimedia Art Museum Moscow, passando per il  Macro Testaccio di Roma, Palazzo Bagatti Valsecchi di Milano, Palazzo Ducale di  Genova,  Palazzo Collicola di Spoleto, l’Istituto di Cultura Italiano a Berlino. Infine, gli accostamenti eccellenti ad artiste come Gina Pane e Marina Abramovic.

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llochinDomenica 24 novembre, alle 17.00 all’Hotel Cenobio dei Dogi di Camogli, nell’ambito delle iniziative organizzate dall’Associazione Culturale “L’Ochin”, “Esperienze di Teatro in carcere” con la partecipazione di Silvia Neonato e Luca Guzzetti (Associazione L’Ochin), Milò Bertolotto (già assessora alle carceri-Provincia di Genova), Franca Fioravanti (Teatro delle nuvole), Alessandro Baldacci, Buby Senarega (cantautore), Mikael Kazgandjian (Università di Genova) e la proiezione di due filmati sulle esperienze di teatro nei carceri di Chiavari e Marassi.. Ingresso libero.
Dopo l’incontro dell’anno scorso dedicato alla visione del filmato girato nel carcere di Genova dal Laboratorio di Sociologia visuale dell’Università di Genova, L’Ochin ritorna sul tema del carcere proponendo una riflessione sul tema del ruolo che le attività teatrali possono svolgere in un contesto carcerario.Parlare di carcere attraverso il racconto di esperienze teatrali cui partecipano persone detenute nelle carceri di Genova Marassi e Chiavari.Un’occasione per conoscere una realtà, quella dei laboratori teatrali negli istituti di pena, che permette alle persone recluse di esprimere se stessi ed i propri talenti attraverso un lavoro impegnativo di studio e di riflessione.C’è chi ha detto che l’arte vera è dove nessuno la va a trovare. Non sappiamo se tra gli attori detenuti del Teatro Necessario e del Teatro delle Nuvole ci siano futuri grandi attori, ma è certo che questi lavori hanno il merito di portare all’attenzione del mondo la voce degli esclusi.Perché il carcere, di cui si parla quasi esclusivamente per invocare la certezza della pena, per fatti tragici come i suicidi sempre più numerosi (115 da inizio 2013) in realtà è un non luogo dove chi entra diventa invisibile al mondo esterno. Una ingiustizia che si somma a tutte le altre violazioni di diritti delle persone recluse per i quali l’unica pena da scontare per i reati commessi dovrebbe essere la privazione della libertà. (Associazione Culturale “L’Ochin”)

 

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LOCANDINAIl gruppo teatrale "i Ricercati" ha tenuto in data 7 novembre 2013,  all’interno del teatro dell’istituto di Roma Rebibbia, lo spettacolo “Due svitati in abito da suora”.

 

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diritti infanziaIl 20 novembre, in occasione della Giornata Mondiale per i Diritti dell'Infanzia e dell'Adolescenza, La CECILIA Soc. Coop. Sociale ONLUS organizza, nelle otto ludoteche-spazi delle affettività e nelle aree verdi dei carceri di Roma e del Lazio, iniziative di animazione e di sensibilizzazione al problema della genitorialità in carcere. Per occasione nella ludoteca “Le meraviglie di Alice” nel carcere di Regina Coeli alle ore 11,30 sarà presente il Sottosegretario alla Giustizia On. Avv. Giuseppe Beretta, l’assessore ai Servizi Sociali di Roma Capitale Rita Cutini, il Provveditore Lazio Ministero della Giustizia Maria Claudia Di Paolo, Presidente della Consulta Penitenziaria di Roma Capitale responsabile progetto coop. Cecilia ONLUS Lillo Di Mauro.
La cooperativa Cecilia ONUS da oltre 25 anni interviene a sostegno dei minori sottoposti a provvedimenti dall’A.G., della genitorialità in carcere e a tutela dei diritti dei bambini e delle bambine che hanno genitori detenuti per i quali con i fondi della Cassa delle Ammende, di Roma Capitale, e della Regione Lazio ha realizzato otto ludoteche e spazi delle affettività nei carceri di Roma e del Lazio.  Il 20 novembre, in occasione della Giornata Mondiale per i Diritti dell'Infanzia e dell'Adolescenza, che questo anno compie il suo 23° anniversario da quando fu approvata dalleNazioni Unite la Convenzione sui Diritti dell'Infanzia, i bambini e le bambine saranno coinvolti a dipingere delle superfici di carta utilizzando con le loro dita e i palmi delle mani per imprimere le loro impronte quale messaggio tangibile della loro richiesta di aiuto alle istituzioni.
 

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La-Drola-Rugby19 novembre 2013 - La squadra di rugby del carcere Lorusso e Cutugno di Torino ha deciso  di aderire alle iniziative promosse in occasione della giornata internazionale contro la violenza sulle donne: domenica 17 novembre è stato osservato osservato un minuto di silenzio prima del fischio d’inizio di tutte le partite dei campionati di rugby che si disputano in Piemonte. Sostengono l’iniziativa l’Associazione Ovale oltre le sbarre, lo Zonta International con 40 club italiani, il Dipartimento per l’Amministrazione Penitenziaria che hanno scelto questa forma di partecipazione al programma di sensibilizzazione contro la violenza domestica patrocinata dalla Federazione Italiana Rugby con Avon Cosmetics e il centro antiviolenza Cooperativa Cerchi d’acqua.

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concerto scuola-nuchis28 ottobre 2013 - Non è mai troppo tardi per tornare sui banchi di scuola, neanche se si ha 50 anni e si sta scontando una pena in una struttura carceraria di alta sicurezza come quella di Nuchis. La dimostrazione di ciò sono undici uomini che hanno deciso di seguire le lezioni delle maestre del centro permanente territoriale della scuola Diaz di Olbia per conseguire la licenza di scuola media. Gli insoliti alunni sono tornati sui banchi di scuola già dai primi giorni di ottobre e la direttrice scolastica Raffaella Ricciardi ha deciso di organizzare un concerto di inaugurazione dell'anno scolastico 2013-2014, concerto che si è tenuto ieri tra le sbarre del penitenziario di Nuchis. "Abbiamo pensato che era giusto donare un concerto e un'ora di svago anche a questi altri nostri allievi, così come l'abbiamo fatto per gli alunni più piccoli che frequentano la Diaz a Olbia", ha detto la Ricciardi. Quello di quest'anno è il secondo anno consecutivo in cui viene attivato il corso per i detenuti e i risultati raggiunti sono stati davvero positivi, sia a sentire le insegnanti che a detta degli ex studenti.
"La mia esperienza è iniziata l'anno scorso, quando ancora non c'era stato il trasferimento all'interno di questo nuovo carcere e si stava a Tempio alla Rotonda. Mi è capitato per caso, - ci ha raccontato Anna Maria Ragnedda, insegnante di Lettere - ma mi ha talmente colpito che spero di poter insegnare in futuro ancora all'interno delle carceri. E' un'esperienza che forse cambia più noi maestri che loro. Si può parlare tanto delle carceri, ma bisogna puoi entrarci dentro per capire bene cosa significa vivere qui. Sono affezionata ad ognuno dei miei alunni", ha concluso l'insegnante. Si dice che la cultura rende l'uomo libero e questo è il caso in cui il connubio tra le cultura e la musica ha reso l'uomo ancora più libero, nonostante si trovi a scontare una condanna che reca le parole "fine pena mai".
Se per il resto della tua vita dovrai vivere vedendo il sole filtrare attraverso una finestra con le grate, allora anche un piccolo concerto può cambiarti la giornata o addirittura la settimana. Perché loro, i detenuti di Nuchis che hanno deciso di seguire le lezioni scolastiche, hanno atteso con ansia questo concerto in cui tre maestri, Alessio Ferreri insegnante di piano, Cristina Serra di violino e Laura Cocco maestra di tromba, hanno suonato solo per loro. L'attenzione era altissima e gli applausi sono volati come alla prima di una grande opera teatrale. Molti dei presenti hanno conseguito la licenza di scuola media lo scorso anno e non negano il fatto che è stata dura per loro mettersi a studiare; gli altri, quelli che quest'anno si metteranno alla prova non hanno perso neanche una parola di ciò che la direttrice Raffaella Ricciardi ha detto loro prima di iniziare il concerto.
"Seguono 16 ore di lezione settimanale ed è davvero bello vedere  al mattino l'aula piena di gente e il susseguirsi delle insegnanti. Questa è la dimostrazione che il carcere di Nuchis è una realtà che si muove e che interagisce con la realtà esterna. E' la filosofia del nostro istituto penitenziario e continueremo a portare avanti queste iniziative", ha dichiarato la direttrice del carcere, Carla Ciavarella che ha preso parte al concerto. Dalle musiche celtiche a "Libertango" di Piazzolla, da "Summertime" di Gershwin a Ennio Morricone: le note hanno invaso la sala della biblioteca del carcere e hanno reso "liberi" almeno i pensieri dei presenti. 

fonte www.sassarinotizie.it 25/10/2013
di Antonella Brianda

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