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            cucina multietnica                          

Sabato 26 e giovedi' 31 ottobre alle ore 15.30, si svolgera' presso la sala cinema-teatro della Casa Circondariale di Pescara la gara gastronomica: 'Buon appetito in tante lingue" giunta alla sua terza edizione, nel corso della quale detenuti di diverse nazionalita' si sfideranno nella presentazione di specialita' del Paese d'origine: Albania, Romania, Filippine, Tunisia, Senegal, Polonia, Pakistan, Ghana, nonche' Italia. La manifestazione e' organizzata dal carcere del caoluogo adriatico in collaborazione con la Coop Adriatica di San Giovanni Teatino (Chieti) e l'Istituto alberghiero Filippo De Cecco di Pescara ed e' curata dall'assistente volontario prof. Quintino Marcella, noto nella regione sia quale docente dell'Istituto alberghiero che come apprezzato chef in numerosi ristoranti. Ospite e animatore della serata sara' Germano D'Aurelio, in arte, 'Nduccio. I piatti saranno valutati da una giuria mista organizzata dal presidente onorario dell'Associazione cuochi di Pescara, prof. Nicolo' Di Garbo, dal dirigente scolastico dell'istituto Filippo De Cecco, Alfredina Trivelli, dalla ristoratrice Anna Rita Trozzi e da Paola Davani in rappresentanza della Coop Adriatica. A tutti i detenuti in gara sara' consegnato un premio e un attestato di partecipazione offerto dalla Coop Adriatica. Il concetto di integrazione - osservano gli organizzatori - passa anche attraverso il cibo e il cucinare insieme, dove i sapori ed i saperi si fondono in una miscela di ingredienti che abbatte le barriere ed i pregiudizi.

 

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ristorazioneIl Servizio istruzione e formazione professionale ha stanziato 15.000 euro per progetti orientativi e formativi rivolti ai detenuti della Casa Circondariale di Arezzo, per consentirne l’inserimento o il reinserimento nel mercato del lavoro e per contrastare la discriminazione dei soggetti svantaggiati. I progetti possono essere presentati e attuati da un singolo soggetto oppure da un’associazione temporanea d’imprese o di scopo (ATI/ATS), costituita o da costituire a finanziamento approvato, in quest’ultimo caso i soggetti attuatori devono dichiarare l’intenzione di costituire l’associazione e indicare il capofila sin dal momento della presentazione del progetto. Questi (che sia un singolo o un’associazione) ne possono presentare soltanto uno. L’obiettivo è quello di migliorare il reinserimento lavorativo di soggetti svantaggiati e combattere ogni tipo di discriminazione nel mercato del lavoro, attraverso attività di formazione professionale. I destinatari sono i detenuti della Casa Circondariale di Arezzo e i progetti, in termini di obiettivi e contenuti, dovranno essere inerenti al settore della ristorazione per una durata minima di 125 ore e un contributo orario massimo di 120 euro. Non sono ammissibili i costi indiretti di struttura ed è vietato proporre finanziamenti per corsi Fad e prodotti didattici già realizzati nell’ambito del progetto Trio. Le domande devono pervenire al Servizio Istruzione e Formazione professionale entro le ore 13 del 12 dicembre 2013. Il bando può essere scaricato al link della Provincia di Arezzo. Per ulteriori informazioni:NumeroVerde 800 440 440 e Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo..

 

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Martedì 15 ottobre sarà inaugurata una mostra archeologica allestita all’interno della Casa Circondariale di Massa Marittima:“L’Arte dentro, dentro l’arte. Etruschi a Santa Teresa di Gavorrano”. Si tratta di un progetto inedito per la struttura carceraria cittadina, poiché verranno utilizzati direttamente gli ambienti della zona detentiva della struttura; la mostra consiste in una serie di interessanti reperti archeologici recentemente rinvenuti nel sito etrusco di Santa Teresa, nel territorio di Gavorrano. Saranno inoltre proprio i detenuti del carcere appositamente formati, ad occuparsi dell’accoglienza degli ospiti e a guidarli in un percorso conoscitivo. Dal 26 ottobre infatti l’esposizione sarà visitabile ogni sabato fino al 15 gennaio 2014, semplicemente prenotandosi ai seguenti recapiti: e-mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. , tel. 0566.904187,  fax 0566.905691. Il progetto è stato realizzato grazie alla direzione della Casa Circondariale, all’Amministrazione Comunale di Massa Marittima, alla Soprintendenza per i Beni Archeologici della Toscana, che ha concesso il prestito dei materiali, le autorizzazioni necessarie e ha realizzato l’allestimento della mostra presso il carcere, al Comune di Gavorrano, che ha prestato le vetrine per l’esposizione e l’apparato didattico della mostra, compresi i cataloghi e alla Cooperativa Sistema Museo che ha progettato e realizzato la formazione dei detenuti che faranno da guida ai visitatori. Il carcere, come istituzione, ha bisogno di aprirsi al  territorio, di ampliare la rete di interlocutori in grado di apportare nuove conoscenze, di agevolare percorsi utili al reinserimento sociale ed all’accrescimento culturale e relazionale dei detenuti, il progetto è un’occasione formativa vera e propria: si aprono le porte di un luogo insolito per chi “sta fuori” e si ha modo di mettere in luce le forti potenzialità di chi “sta dentro”, in un luogo “aperto” che si mostra ricco di esperienze attraverso il linguaggio dell’arte.”

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Fratelli e sorelle. Storie di carcere" di Barbara Cupisti, documentario in
due puntate che nel 2012 si è aggiudicato il premio Ilaria Alpi per il
miglior reportage italiano lungo, è disponibile gratuitamente on demand sul
portale Raicinemachannel.it.
Si tratta di un documentario di grande attualità che affronta il tema delle
carceri italiane attraverso le testimonianze di chi vive dietro le sbarre:
detenuti, agenti di polizia o funzionari dell'amministrazione penitenziaria,
restituendo un ritratto reale dell'umanità carceraria, e che proprio in
questi giorni con il richiamo di Napolitano si conferma di stringente
attualità.
Le due puntate, rispettivamente dedicate alla drammatica situazione dei
penitenziari italiani e al tema del recupero dei detenuti, sono state
realizzate da Clipper Media con Rai Cinema, la collaborazione del Dap
(Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria del ministero della
Giustizia) e Rai Teche. Andate in onda in prima visione su Rai 3 tra maggio
e giugno dello scorso anno, sono introdotte entrambe dalle parole
pronunciate dal presidente della Repubblica nel luglio del 2011, che già da
allora richiamava l'attenzione del Paese "sul diritto dei cittadini a una
giustizia giusta e all'effettivo rispetto della loro dignità se colpiti da
sanzioni o da condanne".
E rimarcava "l'evidente abisso che separa la realtà carceraria di oggi dal
dettato costituzionale sulla funzione rieducativa della pena, e sui diritti
e la dignità della persona. Una realtà non giustificabile in nome della
sicurezza che ne viene insidiata più che garantita".
"Fratelli e sorelle" realizzato da Barbara Cupisti, già vincitrice di un
David di Donatello per il documentario "Madri", rientra nella linea
editoriale di Rai Cinema sul cinema del reale. Molti di questi film vengono
periodicamente proposti sul portale www.raicinemachannel.it, all'interno del
canale Doc, uno spazio dedicato ai documentari cinematografici italiani sui
temi più importanti della nostra esistenza, della nostra storia, della
nostra cultura.
 

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OperaMilano 22 ottobre, presso l’Urban center della Galleria Vittorio Emanuele, Alessandra Naldi, garante dei detenuti del Comune di Milano da' l'avvio a "Consigli dilettura su carcere e dintorni", un ciclo di cinque incontri, da lei curato, per avvicinare il mondo dei reclusi a chi sta fuori. Le case di reclusione saranno luoghi aperti alla città per farsi comprendere dai cittadini. L’incontro introduttivo: "Appunti sul carcere", sarà l’occasione per avvicinarsi alle prigioni e comprendere come raccontarle. Intervengono Silvia Buzzelli, docente di Diritto penitenziario all'universita' Milano- Bicocca che ha scritto un libro sul carcere e Lucia Castellano, consigliere regionale di Patto civico- Lista Ambrosoli, ex direttrice del carcere di Bollate. Il 26 novembre l’appuntamento successivo, avrà come tema: "La vita quotidiana in cella, le ritualita' per sopportarla e come si sopravvive all'oppressione, le azioni che si compiono per preservare l'identita'", spiega
Naldi. Due gli strumenti per combattere l'angoscia delle quattro mura: arredare l'ambiente, cercare di mettere un po' di se'all'interno dello spazio in cui si e' costretti. Di questo parlera' Giorgia Gay, corrispondente dal Veneto di Redattore sociale e autrice di una ricerca su come rendere casa un luogo ditre metri per quattro. Insieme a lei ci sara' Davide Dutto, fotografo, coautore del Gambero nero, un libro sulle ricette di cucina "dietro le sbarre". Anche fare da mangiare e' un modo per
evadere, almeno un momento, dalla routine carceraria ed entrare in una dimensione piu' normale della vita. I prossimi appuntamenti ci saranno da gennaio, con al centro le mamme in cella, il sistema della giustizia minorile e gli stranieri detenuti.

 

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