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Gentile DP, questi i contenuti della newsletter n. 125 del 3 giugno 2015:
Personale

Assenze dal servizio per visite, terapie, prestazioni specialistiche ed esami diagnostici - Circolare del 1 giugno 2015
Dal territorio

Firmato, presso la sede del Rettorato di Perugia, il Protocollo d’intesa per l’istituzione del Polo universitario penitenziario dell’Umbria
Carcere e Teatro

Arte Sprigionata - XXII edizione Pesaro, 3-4 giugno 2015
Eva-Diario di una costola - Opera, 4 giugno 2015
Angeli e Demoni - Modena, 21 giugno 2015

Agenda carcere

Se il paziente è anche detenuto - XVI Congresso SIMSPE - Cagliari 3-5 giugno 2015
Lo Stato della Pena - VIII Assemblea nazionale CNVG - Roma, 5 giugno 2015
La legge sulla sospensione del processo con Messa alla prova - Bologna, 11 giugno 2015
Percorsi di responsabilità sociale tra il carcere e le imprese - Padova, 17 giugno 2015
 

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COMUNICATO STAMPA

 

53a Giornata Mondiale del Teatro

2a Giornata Nazionale del Teatro in Carcere

 

Teatro in carcere – La giornata mondiale del teatro a Venezia:

Balamòs Teatro – Progetto teatrale “Passi Sospesi”

 

 

In occasione della Giornata Mondiale del Teatro, Venerdì 27 Marzo 2015, Balamòs Teatro promuove due iniziative dentro e fuori la Casa di Reclusione Femminile di Giudecca.

 

Il programma di Balamòs Teatro a Venezia:

 

 

Mercoledì 25 Marzo, ore 16.00, Casa di Reclusione Femminile di Giudecca (ingresso riservato): proiezione video STORYboard la ri-nascita nell’incontro di Mattia Canovi, musiche di Matteo Rossetti e Mirco Lamperti. STORYboard è latestimonianzadei progetti di teatro svolti nelle prigioni del Camerun ad opera dei Frati Minori Cappuccini di Lombardia. Segue incontro con Fra Stefano Luca, responsabile dei progetti e regista teatrale.

 

Venerdì 27 Marzo, ore 15.00-19.00, Palazzo Ca’ Dolfin, Università Ca’ Foscari di Venezia, in collaborazione con il Dipartimento di Filosofia e Beni Culturali dell’Università Ca’ Foscari di Venezia, l’Associazione Nazionale dei Critici di Teatro e il Coordinamento Nazionale di Teatro in Carcere: incontro pubblico sul teatro in carcere e sul progetto teatrale “Passi Sospesi” di Balamòs Teatro alla Casa di Reclusione Femminile di Giudecca.

 

Nel corso dell’incontro saranno presentati il lavoro svolto nel 2014 da Michalis Traitsis nell’ambito del progetto e la relativa documentazione audiovisiva: la mostra fotografica Scatti Sospesi di Andrea Casari e il documentario Passi Sospesi di Marco Valentini.

 

A seguire interventi di:

Giulio Baffi, presidente Associazione Nazionale dei Critici di Teatro

Massimo Ongaro, direttore artistico del Teatro Stabile del Veneto

Valeria Ottolenghi, responsabile relazioni esterne Associazione Nazionale dei Critici di Teatro

Giovanni Maria Pavarin, Presidente del Tribunale di Sorveglianza di Venezia

Paolo Puppa, Università Ca’ Foscari di Venezia

Daniele Seragnoli, direttore Centro Teatro Universitario di Ferrara

Gabriella Straffi, direttrice Casa di Reclusione Femminile di Venezia. 

 

in conclusione dibattito e domande

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Gentile DP, questi i contenuti della newsletter n. 118 del 13 marzo 2015:
Personale

Pubblicato sulla G.U. n. 52 del 4 marzo 2015 il DM 10 dicembre 2014 relativo al "Regolamento delle uniformi del Corpo di Polizia Penitenziaria" - lettera circolare della Direzione Generale del personale e della formazione

Statistiche

Aggiornamenti al 31 dicembre 2014
Detenute madri e asili nido

Detenuti lavoranti

Serie storiche
Detenute madri e asili nido - Anni 1993 - 2014
Detenuti lavoranti - Anni 1991 - 2014
Corsi professionali  - Anni 1992 - 2014

Agenda

Mostra fotografica "Bail Bond" di Clara Vannucci - Casa Reclusione Opera, 19 marzo - 2 aprile 2015 - Unica data di apertura al pubblico esterno 19 marzo 2015
Carcere aperto e recidiva, i risultati di un'indagine empirica sull'esperienza di Bollate - Milano, 23 marzo 2015
Salute e malattia dei detenuti in Italia: i risultati di uno studio multicentrico - Convegno a Roma, 10 aprile 2015 - iscrizione obbligatoria
 

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12 marzo 2015 –  In occasione della Seconda Giornata Nazionale di Teatro in Carcere in concomitanza con la 53a Giornata del Teatro nel Mondo, promossa dall’Istituto Internazionale del Teatro-UNESCO di Parigi, l’Associazione Culturale Baccanica presenta il Reading Teatrale dal titolo “Desideria – L’isola dentro”.
L’evento è previsto per giorno 24 marzo alle ore 16.30 presso i Cantieri Culturali alla Zisa – Sala Perriera, Via P. Gili n.4 Palermo, l’ingresso è riservato agli invitati. “Desideria – L’isola dentro”, prevede delle letture tratte dalle opere di Italo Calvino a cura di Daniela Mangiacavallo, musiche dal vivo di Maurizio Maiorana, con la partecipazione delle attrici Giuditta Jesu  e Giusi Lo Piccolo. Protagoniste e attrici principali del Reading Teatrale sono le donne in esecuzione penale esterna, coinvolte nel progetto artistico “IRIDE: Corpo-Scena in movimento”.
 Laboratorio di teatro e movimento creativo gratuito, “IRIDE: Corpo-Scena in movimento” è  rivolto a donne che beneficiano di misure alternative alla detenzione in carico al U.E.P.E. di Palermo.
Il progetto è ideato e condotto dalla regista Daniela Mangiacavallo  in collaborazione con l’Associazione Culturale Sesamo, nella figura di Valentina Lorito, danzamovimentoterapeuta che cura il lavoro sul movimento. Il laboratorio si svolge all’interno dei Cantieri Culturali alla Zisa, grazie alla concessione di una delle botteghe artigiane da parte del Comune di Palermo – Servizio Attività Culturali. Il progetto è stato fortemente voluto dalla Direttrice del U.E.P.E. - Ufficio Esecuzione Penale Esterna di Palermo, la Dott.ssa Marina Altavilla che insieme all’equipe di lavoro formata da psicologhe e assistenti sociali e a tutto il personale operano in sinergia al progetto.  Fondamentale altresì il sostegno del Provveditorato Regionale dell’Amministrazione Penitenziaria e della Magistratura di Sorveglianza di Palermo.
Il Teatro insieme alla Danzamovimentoterapia diventa una metodologia efficace per il sostegno alla persona e per una crescita personale, umana e artistica e ne favorisce l’inclusione sociale.  Il teatro è tra i più efficaci strumenti per far emergere la propria identità, mantenerla pur trasformandosi nel tempo, stimolando l’individuo alla cura di se stesso.

Presidente
Daniela Mangiacavallo Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Responsabile comunicazione
Caterina Ganci  Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

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Newsletter DAP N. 117

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24 marzo 2015 - Buoncammino ha aperto le porte e i cagliaritani (e non solo) hanno apprezzato. L'ex carcere è stato il più visto tra i beni proposti nel corso delle Giornate Fai di primavera in tutta Italia. 
Per due giorni il carcere di Buoncammino è stato un luogo aperto, il protagonista cagliaritano delle Giornate Fai di primavera. Ad appena quattro mesi dal trasferimento dei detenuti nel nuovo carcere di Uta il gigante sul colle ha fatto il pienone: più di ottomila le presenze ieri e anche oggi molti cagliaritani si sono messi in fila per visitare le celle dell'ex penitenziario.
In tutta Italia il bene più visto è stato proprio l'ex carcere di Cagliari con oltre 28.000 persone. La lunga coda che si è formata nel viale antistante il penitenziario a fine serata ha spinto la Delegazione Fai e il Comune di Cagliari a far continuare le visite anche oltre l'orario previsto.

fonte:www.unionesarda.it 23 marzo 2015

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atempodebito11 marzo 2015 -  Presentato in anteprima al Cinema Multiastra di Padova il film "A tempo debito". La stanza composta di banchi e sedie sistemate in cerchio fa pensare a un'aula scolastica qualsiasi, se non fosse per quella porta pesante e le finestre rinforzate con delle sbarre di ferro che rivelano la vera natura di ciò che circonda quel luogo: un carcere.
Quella camera è adibita ad aula per svolgere corsi scolastici. E infatti i banchi sono spesso occupati da detenuti che seguono la scuola media oppure i corsi di alfabetizzazione. Sulla lavagna le tracce del tema non dicono se si trattava di un compito da svolgere in classe, o in cella. La porta viene aperta in continuazione da detenuti che infilano la testa per vedere cosa succede. Ma il curioso di turno viene sempre richiamato da qualcuno e la porta si richiude.
 Il tanto interesse su cosa sta succedendo è dovuto ad una voce di corridoio, secondo la quale in quella stanza si sta girando un film. Infatti nei reparti detentivi è girato un volantino strano che informava la popolazione detenuta che si stavano cercando degli attori per un film. Poi c'era stato il casting, e adesso quindici detenuti sono stati chiamati e si trovano in questa stanza. Di fronte a loro, una donna sistema la telecamera, un'altra regge in alto un microfono, mentre un uomo comincia a parlare di cinematografia, di attori e di interpretazione.
Si chiama Christian Cinetto ed è un regista vero che vuole realizzare un cortometraggio. Ha scelto la Casa circondariale perché, dice, "vogliamo mostrare il carcere preventivo, quello dove le indagini sono ancora aperte, e i detenuti non sanno né dove né per quanto saranno ancora rinchiusi". Per fare questo è stato autorizzato ad incontrare il gruppo dei detenuti due volte a settimana nell'aula scolastica. Sono state inoltrate richieste al Ministero per poter girare anche in altri spazi, come il campo da calcetto, qualche corridoio, un reparto detentivo. Intanto c'è una stanza e quindici detenuti con la voglia di sperimentare. Solo due di loro sono italiani, gli altri tredici rispecchiano un po' la composizione degli stranieri che vivono oggi in Italia. Colori diversi, lingue diverse, vite diverse. La prima cosa da fare è coinvolgerli in un progetto comune. Fargli raccontare la loro condizione detentiva può essere un punto di partenza. "Abbiamo capito che se davvero volevamo trovare un punto d'incontro, quello non poteva essere che il loro stesso stato di detenuti in attesa di giudizio", spiega il regista.
Inizia così un percorso che dura cinque mesi. Si riprende tutto, le conversazioni e ogni loro espressione, le difficoltà nell'insegnare e ogni loro imbarazzo. Ogni incontro offre la possibilità di scoprire qualcosa di nuovo sulla loro quotidianità, spesso ti permette perfino di scavare nelle loro anime, ed è tutto prezioso. Il regista lo chiama raccontare il loro "limbo", senza conoscere i reati che questi uomini hanno commesso, per dare una visione autentica dell'essere umano oltre il suo crimine.
Le persone imparano a studiare le loro parti, superano gli imbarazzi e interpretano scene di quotidiana galera. Questo le fa avvicinare di più. Scherzano tra di loro, si appassionano insieme, e alla fine sembrano una vera troupe cinematografica. "Abbiamo scavato per trovare qualcosa in comune per creare, tutti e quindici insieme, nonostante le difficoltà culturali, una storia da condividere, nella quale ciascuno di loro fosse protagonista", racconta Christian.
I cinque mesi passano in fretta. Le riprese finiscono. Il regista lascia il carcere con decine di ore di registrazione su cui lavorare, mentre i detenuti tornano nelle loro celle ad aspettare il processo. La loro avventura cinematografica è finita. La troupe invece, con quelle riprese, ha realizzato un documentario dal titolo "A tempo debito" per offrire al pubblico la possibilità di vedere un altro racconto della "realtà" dentro le mura della Casa circondariale di Padova. "Lo abbiamo intitolato "A tempo debito", spiega Cinetto, "perché il tempo è l'elemento essenziale: lo è per i detenuti, che vivono in un'attesa che non dipende dal loro arbitrio, ma da chi deciderà per loro; lo è per noi che abbiamo lavorato nel tempo per mettere insieme queste persone e portare avanti un progetto nonostante gli attriti e le chiusure. Debito perché tutti i protagonisti hanno un debito da pagare".
A riflettori spenti, quella stanza composta di banchi e di sedie sistemate in cerchio sicuramente oggi è tornata alla sua routine carceraria, occupata da detenuti, mentre gli insegnanti si danno i turni per riempire la lavagna di parole e di numeri. Ma forse proprio grazie a quell'aula scolastica, oggi tutti hanno la possibilità di conoscere un pezzo di carcere in attesa di giudizio.
da Ristretti Orizzonti

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rcoeli18 marzo 2015 - L’Ordine degli Psicologi del Lazio, il Garante regionale delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale della Regione Lazio e il Provveditorato Regionale dell’Amministrazione penitenziaria del Lazio hanno siglato un Protocollo d’Intesa per riconoscere e garantire il diritto alla salute delle persone detenute nella regione Lazio.
Con la dichiarazione d’intenti, che segna l’avvio di una proficua collaborazione tra le diverse Istituzioni sottoscrittrici, l’Ordine degli Psicologi del Lazio si è impegnato in primo luogo a promuovere la professione di psicologo all’interno degli Istituti di pena e degli Uffici di Esecuzione Penale Esterna, assicurando il rispetto del principio della continuità terapeutica.
La piena affermazione di tale principio garantirà alle persone detenute la possibilità di proseguire l’intervento psicologico/psicoterapeutico sia con professionisti afferenti al sistema penitenziario sia con professionisti che le abbiano eventualmente prese in carico al di fuori di tale contesto.
L’Ordine si è inoltre impegnato a monitorare e a sostenere interventi mirati verso le persone in attesa di giudizio, attività di collaborazione con le équipe multidisciplinari del sistema penitenziario, attività di valutazione diagnostica per la predisposizione di programmi trattamentali, interventi di riabilitazione e re-inserimento socio-affettivo, attività progettuali per il sostegno del personale penitenziario.

Il testo del protocollo

 

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