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Con l’obiettivo di promuovere un ulteriore e più intenso percorso di collaborazione tra il volontariato e gli operatori dell'amministrazione penitenziaria impegnati nell'ambito dell'esecuzione penale  il 13 novembre 2014 è stato sottoscritto un protocollo operativo tra il Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria e la Conferenza Nazionale Volontariato e Giustizia (CNVG).
Il Protocollo rafforza e potenzia la collaborazione tra Amministrazione Penitenziaria e Volontariato, definisce gli ambiti di intervento e le modalità operative dell’attività del Volontariato in relazione alle specifiche peculiarità di ogni singola struttura penitenziaria.
Uno dei punti di maggiore forza previsti dall’intesa è la collaborazione dei rappresentanti delle Associazioni di Volontariato nell’elaborazione del Progetto d'istituto disposto annualmente dalle Direzioni delle carceri. L’accordo prevede, inoltre, specifici interventi per la formazione congiunta dei volontari e delle figure professionali deputate al trattamento che operano negli istituti penitenziari.
La CNVG, attualmente composta dalie seguenti organizzazioni: AICS – Antigone - ARCI - Caritas Italiana - Comunità Papa Giovanni XXIII - Forum Salute Carcere - Libera - SEAC - Jesuit Social Network Italia Onlus - e da 18 Conferenze Regionali, è riconosciuta dal Ministero della Giustizia come soggetto referente per le scelte programmatiche che riguardano gli ambiti di intervento del volontariato nelle sue diverse forme ed espressioni nel settore penale e penitenziario.


 

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lanciano14 novembre 2014 - Sono circa un centinaio le lettere arrivate alla giuria del premio “Lettere d’amore dal carcere”, lettere arrivate da tutta Italia, che celebrano l’amore a 360 gradi.
Il concorso, organizzato con la collaborazione del Comune di Lanciano, il Comune di Torrevecchia Teatina, la Casa Circondariale di Lanciano ed il Museo delle Lettere d’Amore, è giunto alla sua seconda edizione ed ha segnalato 10 brani e premiati 4, con due ex aequo.
Alla premiazione, che si è tenuta questa mattina presso il teatro Fenaroli, hanno partecipato il prof Vito Moretti, il vicesindaco Pino Valente, il direttore della Casa Circondariale di Lanciano Lucia Avvantaggiato ed il prefetto Fulvio Rocco De Marinis.
“Nelle lettere è stato interpretato il concetto di amore a maglie larghe - ha detto il prof Moretti - e i detenuti sono riusciti ad esprimere tutto ciò che agita il cuore”.? E durante la premiazione, presentata da Stefano Angelucci Marino, tutte le interpretazioni di questo amore, sono state espresse, attraverso la lettura a cura del Teatro Studio, di alcuni stralci delle lettere segnalate e premiate e con la musica della AccordiVersi Onlus.
Brani letti con il cuore, che spesso sono andati oltre il concetto classico di “lettera”, mettendo in risalto l’accezione più intima, attraverso il puro piacere di scrivere o la voglia di esternare un po’ di quel mondo che, da dietro le sbarre, spesso non viene fuori. (fonte www.lancianonews.net)

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31 ottobre 2014 - Proponiamo di seguito alcune delle immagini del libro fotografico “Valelapena – storie di riscatto dal carcere di Alba” presentato il 25 ottobre presso l’Istituto penitenziario.
Il volume, curato dal giornalista economico Luigi dell’Olio e dal fotografo Armando Rotoletti, testimonia il progetto che si sta portando avanti nella Casa circondariale dal 2006. Sedici i detenuti che ne fanno parte: ricevono annualmente la formazione, lavorano nel vigneto, seguono e coordinano tutte le fasi successive. Sono state realizzate quattro produzioni di vino con l’etichetta Valelapena di circa 1.500 bottiglie annue. Il progetto ha inoltre consentito l’inserimento lavorativo di tre detenuti in aziende agricole e la creazione di posti di lavoro all’interno dell’Istituto. La visibilità esterna permette inoltre di veicolare anche gli altri prodotti (miele e ortofrutta) nelle manifestazioni fieristiche e mercati della zona.

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colonia penale12 novembre 2014 - Si apre con il carcere il progetto multimediale che ieri ha avuto il suo esordio  con il primo dei sette confronti organizzati nella sede della Nuova Sardegna di Sassari. All’incontro hanno partecipato, oltre agli studenti di quattro scuole superiori di Sassari e Porto Torres, il direttore del Parco di Porto Conte, Vittorio Gazale; il magistrato di sorveglianza Riccardo De Vito; la responsabile dell’area educativa del carcere di Bancali Maria Paola Soru e due dei sei detenuti del progetto DIGITABILE che hanno lavorato con l’Archivio di Stato al progetto di recupero e digitalizzazione dell’archivio della colonia penale di Tramariglio il cui materiale è stato pubblicato nel volume “Memorie di vita carceraria della colonia penale di Tramariglio” (Carlo Delfino Editore). Oltre che parlare del libro, l’incontro ha toccato i temi della legalità e del carcere come istituzione, del lavoro in carcere come modalità di inclusione sociale, della prevenzione e della riparazione come altro aspetto della giustizia. Si segnala che tutto l'incontro è visibile in streaming sul sito del quotidiano.

 

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moldavia231 ottobre 2014 - Anche quest’anno l’Accademia Europea di Polizia “CEPOL” ha organizzato un programma di scambio rivolto agli appartenenti al ruolo di Commissario con esperienza e competenza almeno triennale nel campo operativo. L’obiettivo principale dell’iniziativa consiste nello scambio di conoscenze sulle varie articolazioni delle organizzazioni delle polizie europee, allo scopo di migliorare la qualità della cooperazione di polizia. Dallo scorso anno, inoltre, il programma in argomento si è aperto al partenariato con i paesi dell’Est, nell’ambito della Politica dei Paesi Vicini Europei.
In tale contesto, si è realizzata la partecipazione della Polizia Penitenziaria al programma tramite l’accoglienza di un funzionario della Polizia di Stato della Repubblica di Moldavia (in servizio presso la Special Division Operation) ed il successivo invio, nello stesso Stato, del V. Commissario Ornella Manta in servizio presso l’Istituto penitenziario di Palermo “Ucciardone”.
Il V. Commissario Manta, pertanto, ha rappresentato lo Stato italiano in un’esperienza non soltanto internazionale ed oltre i confini dell’Unione Europea, ma altresì interforze, contribuendo a implementare in tal modo quel processo di visibilità della Polizia Penitenziaria sia sul territorio italiano nel contesto di operatività che sul piano transnazionale. Lo scambio, organizzato sulla tematica della lotta al terrorismo,  si è sviluppato sull’approfondimento dei ruoli e delle competenze delle due forze di polizia, nella consapevolezza della diversità che ne connota l’operato e le finalità, anche nello specifico campo preso in considerazione.
Ed in tale cornice si è realizzata la visita del funzionario italiano presso the Penitentiary Department of the Republic of Moldova accolta, oltre che dal funzionario della Polizia di Stato dott.ssa Grosu Viorica nella qualità di tutor, anche da due funzionari di tale Dipartimento che ne hanno curato l’accoglienza e la visita presso le strutture penitenziarie del loro Paese.
Benché la Moldavia non faccia attualmente parte dell’Unione Europea e tenda con ogni sforzo di raggiungere i parametri da questa richiesti per farvi ingresso, si può certamente affermare la proficuità dell’exchange programme in argomento sotto diversi punti vista: da un lato l’auspicio che il nostro Paese possa fungere da stimolo per il miglioramento delle condizioni detentive di uno stato ancora terzo e dall’altro il trarre comunque da queste ultime spunto per la realizzazione di quel processo di sorveglianza dinamica che origina dalle determinazioni della stessa Unione Europea.

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Gli-ombrelli-parlanti-420x236Ombrelli con frasi d’amore e di felicità prodotti dai detenuti del carcere di Lecce. Sono “Gli ombrelli di Serena”, iniziativa  promossa dalla cooperativa sociale Piano di Fuga per aiutare una bambina affetta da autismo in cura a Bari. L‘iniziativa è stata presentata domenica 9 novembre presso il chiosco-bar sBARra di Borgo San Nicola di Lecce in cui lavorano detenuti che usufruiscono dei permessi lavoro ed ex detenuti.Testimonial del progetto il sindaco di Lecce Paolo Perrone e il direttore della Casa circondariale Rita Russo. “Gli ombrelli parlanti di Serena” è una produzione di ombrelli costituita per la maggior parte da detenuti che stanno scontando la pena all’interno del carcere leccese, con brevi frasi poetiche e di speranza suggerite da Chiara Scardicchio, mamma della piccola Serena. La produzione stampata tra le mura della Casa circondariale serve per sostenere il percorso formativo e riabilitativo della piccola: tutti i proventi delle vendite del progetto saranno destinati a lei. Per acquistare “Gli ombrelli parlanti di Serena” è possibile inviare una mail a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

(fonte www.ilpaesenuovo.it)

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 workshopIl 25 ottobre presso l’ Hotel “Janna e’ Sole” Porto Ottiolu (NU) si è tenuto il workshop sul tema “ Il Progetto Galeghiotto dopo due anni ….il racconto di una esperienza” nell’ambito del Progetto curato dal Provveditorato regionale dell’amministrazione penitenziaria della Sardegna con le Direzioni delle Case di reclusione di Isili, Is Arenas e Mamone, e finanziato dalla Cassa delle ammende.

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teatro carcere 1505 novembre 2014 - Fare teatro in carcere significa soprattutto creare le premesse per un buon reinserimento nella società. La probabilità di recidiva, normalmente al 70%, scende infatti all’8% per i detenuti che si sono messi alla prova come attori durante la pena. Alle esperienze del teatro in carcere è dedicata l’iniziativa “Detenuti, stranieri, attori”, aperta al pubblico, organizzata dal Master Immigrazione dell’Università Ca’ Foscari Venezia per venerdì 7 novembre alle 14 all’Auditorium Santa Margherita, Venezia.
Tra i relatori, il direttore della rivista “Catarsi. Teatri delle diversità” Vito Minoia, che offrirà una panoramica sulle esperienze di teatro in carcere in Italia; Paolo Puppa e Maria Ida Biggi, docenti a Ca’ Foscari e studiosi del teatro, i quali presenteranno, anche con filmati, esempi e testimonianze di detenuti-attori.
L’esperienza italiana del teatro in carcere iniziò nel 1988, a Volterra, con la Compagnia della Fortezza. Da allora ha avuto grande diffusione in Italia e in Europa.
Introduce il convegno Pietro Basso, professore di Sociologia a Ca’ Foscari e coordinatore del Master Immigrazione, il quale spiega che «la riforma carceraria italiana, che ha fatto scuola in Europa, portò attività come il teatro nelle carceri e avviò un processo virtuoso di apertura del carcere alla società. Il teatro rappresenta una formidabile opportunità di riscatto per il detenuto, il quale comprende il proprio valore e la possibilità di coinvolgere gli altri».
«Oltre a mitigare l'esperienza di detenzione e a favorire l’inserimento sociale, il teatro in carcere rappresenta una diversa modalità di fare lavoro sociale, di carattere inclusivo. Teatro in carcere che, con il cambiamento della popolazione carceraria avvenuto nell'ultimo decennio, ha visto sulla scena sempre più immigrati, diventando così anche un’esperienza interculturale, un modo di fare mediazione», conferma Fabio Perocco, professore di Sociologia a Ca’ Foscari e coordinatore del Laboratorio di Ricerca Sociale del Dipartimento di Filosofia e Beni Culturali.
La conferenza punterà un riflettore anche sul progetto teatrale “Passi Sospesi” realizzato negli Istituti Penitenziari di Venezia, Casa di Reclusione Femminile di Giudecca, Casa Circondariale di Santa Maria Maggiore di Venezia e Casa Circondariale SAT di Giudecca. Interverrà Gabriella Straffi, direttrice del Carcere Femminile di Venezia, mentre le conclusioni, sul rapporto tra carcere e società, saranno affidate a Chiara Ghetti, già docente a Ca’ Foscari e oggi direttrice dell’Ufficio esecuzione penale esterna di Venezia, ufficio che si occupa delle misure alternative alla pena carceraria. (fonte www.unive.it)

la locandina

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padova29 ottobre 2014 - Nasce a Padova il secondo centro ricreativo e sociale per detenuti e condannati in misura alternativa. Dopo quello di Firenze oggi è stato presentato il Progetto Oasi (finanziato da ministero del Lavoro e Fondazione Caripari). Si tratta di una struttura, gestita dai Padri Mercedari, a cui si potranno rivolgere i detenuti del carcere di Padova in regime di semi-libertà, affidamento o arresti domiciliari. Gratuitamente potranno trovare alloggio, consulenza legale, sostegno psicologico, corsi, computer, una biblioteca, un servizio di scrittura di curriculum vitae e molto altro rendendo così meno traumatico il rientro nella società, soprattutto al termine di lunghe carcerazioni.

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