Questo sito web utilizza i cookies tecnici. I cookies non possono identificare l'utente. Se si proseguirà nell'utilizzo del sito si assumerà il consenso all'utilizzo.
Se si desidera utilizzare i siti senza cookie o volete saperne di più, si può leggere qui

Condividi

Sono 142 i funzionari del II corso di formazione di Vicecommissari che hanno prestato giuramento alla Repubblica e alla Costituzione
di Gabriele Sapienza


Una nuova generazione di Commissari è pronta per svolgere i propri compiti e per essere inserita nel sistema penitenziario del Paese. Una classe dirigente nuova, giovane, ma animata da valori antichi di giustizia e onestà volti, in primo luogo, alla sicurezza di tutti i cittadini. Uomini e donne che davanti alle istituzioni, ai parenti e agli amici hanno giurato, lo scorso 29 aprile, fedeltà alla Repubblica e alla Costituzione, accompagnati dalle note del Canto degli Italiani suonate dalla Banda del Corpo di Polizia Penitenziaria.
“Giuro di essere fedele alla Repubblica, di osservare lealmente la Costituzione e le leggi dello Stato, di adempiere ai doveri del mio ufficio nell’interesse dell’Amministrazione per il pubblico bene”. Con questa formula, gli allievi del II corso di formazione di Vicecommissari, svoltosi presso l’Istituto Superiore di Studi Penitenziari, hanno concluso il corso e sono entrati a far parte dell’Amministrazione Pubblica in generale e di quella Penitenziaria nello specifico.
A questi ragazzi è andato il saluto del direttore dell’ISSP – Massimo De Pascalis – onorato di essere testimone di “quel processo di accompagnamento alla professione di Commissario di Polizia Penitenziaria […] nella felice circostanza del centocinquantesimo anniversario dell’Unità d’Italia che aggiunge un favorevole auspicio istituzionale all’evento”. I nuovi 142 Commissari sono diventati, con questo giuramento, parte integrante della macchina istituzionale; un complesso ingranaggio per entrare nel quale hanno consolidato la conoscenza delle nozioni giuridiche, approfondendo le materie specialistiche di diritto e ordinamento penitenziario e relazioni sindacali; di ordinamento europeo, organizzazione e gestione delle risorse e deontologia ed etica professionale, oltre alla procedura penale con particolare riguardo alle attività di Polizia Giudiziaria e di processi di conoscenza del detenuto e di gestione degli eventi critici, senza trascurare la mediazione interculturale. Docenti e collaborazioni di altro livello hanno reso la preparazione dei nuovi Commissari un solido punto cardine al quale far riferimento, nel prossimo futuro, in virtù di una formazione che spazia dalla conoscenza completa del mondo penitenziario e del volontariato, passando dallo studio sui manuali fino ad arrivare al tirocinio sul campo. Un percorso di formazione che ha avuto il riconoscimento – nel corso della cerimonia – del Capo del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria, Franco Ionta, e del Ministro della Giustizia, Angelino Alfano. Le parole commosse di Ionta hanno salutato l’elite del Corpo di Polizia Penitenziaria – come egli stesso l’ha definita – “il cui senso di appartenenza, il cui senso di responsabilità, il cui senso dell’Istituzione – in una parola il cui senso dello Stato – gli farà affrontare e risolvere i problemi che la vita professionale elargirà loro con grande generosità”. Dalle difficoltà di studio e di formazione si passerà alle difficoltà sul campo, affrontando e gestendo situazioni professionali di ogni sorta, mettendo in pratica ciò che si è appreso dal punto di vista teorico. Le parole del Capo del Dap hanno richiamato, ancora una volta, l’attenzione istituzionale sulla necessità di abolire quello squilibrio che esiste con le altre Forze di Polizia, soprattutto con la Polizia di Stato. L’Amministrazione è particolarmente vicina a questi nuovi funzionari e cercherà di dare lori i migliori strumenti per intraprendere un percorso lavorativo soddisfacente e confacente alle richieste.
A questi uomini e a queste donne, che ben presto diventeranno il primo elemento di contatto tra il detenuto e lo Stato, il Ministro Alfano ha rivolto parole di incoraggiamento e di incentivo per il passaggio dalla fase preparatoria a quella della pratica professionale. “La carriera del laureato in giurisprudenza – ha dichiarato il Guardasigilli – è una carriera che prevede, che ammette, che consente tante strade. Voi avete scelto questa strada. L’avete scelta nell’anno dell’Unità d’Italia che festeggia i centocinquanta compleanni e voi rappresentate un Corpo che […] c’è stato sempre da quando l’Italia è unita e anche prima, negli stati separati”.
Auguri, quindi, ai 142 nuovi Commissari del Corpo di Polizia Penitenziaria animati da valori universali e sapere umano, uniti ad una piena consapevolezza di un difficile ruolo inserito nella complessità del sistema istituzionale.

Joomla templates by a4joomla