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Il Capo del Dipartimento ha visitato il Contingente di Polizia Penitenziaria in servizio di missione EULEX in Kosovo

Il 21 maggio il Capo del Dipartimento Franco Ionta ha fatto visita al contingente della Polizia Penitenziaria impiegato alle dipendenze della missione EULEX in Kosovo. L’incontro si è svolto a Pristina, presso la Base del Reggimento Carabinieri MSU. Il contingente di Polizia Penitenziaria è composto da dieci unità tra cui due donne ed ha il compito di contribuire a supportare le attività di alcuni istituti penitenziari, il coordinamento e l’espletamento del servizio traduzioni dei detenuti sia attraverso un’attività di osservazione, formazione e consulenza sia mediante l’esercizio di limitati poteri esecutivi, in determinati ambiti e in circostanze ben definite (vedi Le Due Città marzo 2011).
Il Capo del DAP è stato accolto dal Comandante della Base MSU Col. Eduardo Russo e ha incontrato l’Ambasciatore italiano a Pristina Michael L. Giffoni.
La visita del Capo del DAP al contingente della Polizia Penitenziaria si è svolta in un clima informale e cordiale; i ragazzi del contingente hanno accolto il Capo all’aeroporto di Pristina e lo hanno accompagnato presso la Base MSU di Pristina dove il Col. Russo e i suoi collaboratori hanno tenuto un briefing sulla missione.
Il Presidente Ionta ha consegnato ai dieci ragazzi del contingente un attestato di riconoscimento per il servizio prestato complimentandosi per la professionalità e la competenza che, anche all’estero, contribuisce al prestigio del Corpo di Polizia Penitenziaria.

Pubblichiamo alcune riflessioni che gli agenti hanno inviato a “le Due Città” in occasione della visita

“Operare lontano dal contesto in cui si lavora normalmente e assolvendo spesso a dei compiti abbastanza differenti dalle mansioni che svolgiamo in Italia ci pone innanzi a difficoltà che solo con lo spirito di sacrificio, l’alto senso di abnegazione e un forte spirito di gruppo si riescono a superare. La sapiente guida dei nostri responsabili fa sì che i nostri sforzi quotidiani apportino un contributo all’obiettivo che questa missione esige. La visita del Capo del Dipartimento Franco Ionta ha suscitato una piacevole emozione che ha trovato il culmine nel vedere la più alta carica del DAP indossare la nostra tuta di servizio come uno di noi. La tensione e l’emozione si sono dissipate immediatamente grazie al Presidente Ionta che, con ognuno di noi, si è relazionato come un padre di famiglia che viene a visitare i suoi figli lontani da casa. La delegazione che lo accompagnava ha magnificamente interpretato lo scopo della visita facendoci sentire come una famiglia che si riunisce in occasione di una festività. Il giorno 21 Maggio per noi è stata la Festa del Corpo in Kosovo, perché questa è la sensazione che la visita ha lasciato dentro di noi. In questa giornata la più alta carica del nostro Dipartimento e la delegazione hanno festeggiato e ci hanno omaggiato di una giornata che resterà a lungo nei nostri ricordi. Desideriamo cogliere l’opportunità per poter pubblicamente ringraziare anche gli Ispettori Capo Filippo La Legname e Davide Rado, rispettivamente referente e vice referente del contingente, che con la loro sapiente guida e i preziosissimi consigli fanno sì che ognuno di noi operi sempre al massimo delle capacità e dia lustro al Corpo di polizia penitenziaria in ambito Europeo”.
(Fabrizio Floris - Intervention officer Dubrava Team)

“Personalmente il momento più emozionante della visita in Kosovo del Presidente Ionta è stato quando l’ho visto arrivare, accompagnato dal Comandante della base MSU, indossando la tuta mimetica della Polizia Penitenziaria: quella scena mi ha fatto venire la pelle d’oca e ho provato un forte senso di ammirazione per quel gesto di rispetto nei confronti del Corpo di Polizia Penitenziaria. L’incontro autentico e genuino con il Capo, e con tutti gli altri ospiti, ha contribuito a rafforzare il senso d’appartenenza alla grande famiglia dell’Amministrazione Penitenziaria e ha permesso al sottoscritto di percepire il senso di apprezzamento per quanto viene fatto in teatro di missione”.
(Davide Rado – Planning Officer)

“In qualità di autista mi è stato chiesto di accogliere il Capo dell’Amministrazione Penitenziaria e lo staff che lo accompagnava il 21 maggio scorso all’aeroporto di Pristina. Personalmente e professionalmente parlando, nei miei quasi quattordici anni di servizio ho fatto tantissime esperienze lavorative importanti, per questo posso orgogliosamente dire che l’emozione provata nell’accogliere il Presidente Ionta e gli altri appartenenti al Corpo in tuta di servizio blu, ha suscitato in me una grande emozione.
L’appartenenza al Corpo che il Capo dell’Amministrazione Penitenziaria, accompagnato dal generale Mauro D’Amico e dagli altri membri dell’Amministrazione, ci ha trasmesso, mi ha fatto vivere una esperienza significativa, importante e piena di orgoglio. Seppur lontani dalle nostre famiglie, l’affetto trasmessoci è stato unico, sebbene la visita sia stata così breve. Sono fiero di poter rappresentare la Polizia Penitenziaria in Italia e all’Estero, soprattutto sapere che l’Amministrazione è cosi vicina seppure fisicamente lontana da noi. Vi ringrazio di cuore della visita. Vi mando i miei più sinceri saluti di cuore”.
(Donato Rizzi – Interventior Team officer)

“Dopo un anno e più di missione in Kosovo credevo veramente che l`Amministrazione si fosse in un certo qual modo dimenticata di noi, altre volte mi convincevo invece che lasciandoci operare senza una sorta di controllo ravvicinato, potesse essere espressione di massima fiducia per ciò che si stava compiendo nel teatro di missione.
La visita del Presidente Ionta è stata graditissima. Gradito e inaspettato è stato vedere il Presidente vestire i colori del Corpo di Polizia Penitenziaria, la fierezza con cui portava la mimetica ha dato l`impressione che l`avesse sempre portata, la friendly way di come ci ha accolti o ricevuti.
Innaspettato e gradito è stato anche ricevere la lettera di riconoscimento per il lavoro prestato in missione internazionale, consegnata ad ognuno di noi personalmente dal Capo del DAP, gesto che mi ha fatto sentire non un elemento qualunque in un luogo non familiare, ma persona della Polizia Penitenziaria che presta il suo servizio per conto non solo dell`Amministrazione Penitenziaria ma soprattutto per lo Stato Italiano, di cui sono fiera cittadina.
Mi ritengo sicuramente fortunata per aver avuto la possibilità di spendere parte del mio periodo lavorativo in un territorio estero a carattere internazionale, cercando di portare i valori dell`Amministrazione nonché quelli che ognuno ha in sé come forma mentis personale, ma lontana dalla famiglia, dalle tradizioni, dagli usi e costumi della mia Nazione. Avere la visita di un rappresentante dell`Italia e il Capo della nostra Amministrazione mi rende ancora più orgogliosa del lavoro che ho svolto e sto svolgendo qui in Kosovo.
Spero di poter avere altre occasioni, durante i prossimi mesi, anche libera dal servizio, di incontrare il Capo del Dipartimento, in quanto vorrei che percepisse quello che abbiamo ricevuto e dato a questo territorio, toccando con proprie mani realtà a volte non così evidenti al fine di comprendere l`intero contesto di missione. Vorrei poter esprimere, così, come fa una figlia a un padre, tutti i disagi e i dubbi che si presentano qui in questo contesto. Al termine della missione spero che il Capo sia orgoglioso del nostro operato e che possa spendere positive parole andando fiero dei suoi uomini operanti in missione internazionale”.
(Roberta Tarantino - Prisoner Escorts Group Lipjan)

“Il 2 maggio 2011 il Capo del DAP Franco Ionta é arrivato nella Repubblica del Kosovo, per una visita ufficiale al Contingente di Polizia Penitenziaria impiegato in servizio di Missione (EULEX). Il sentimento più forte provato é stato orgoglio. L’orgoglio di indossare questa divisa e di poter condividere questa sensazione con altri nove colleghi/amici. Ho provato molta stima per il Presidente Ionta dovuta al fatto che, con tutti i problemi che ci sono in Italia all’interno del mondo carcerario, é riuscito a dedicarci un po’ del suo tempo; sorpresa e soddisfazione quando ho visto il Presidente indossare la nostra divisa con tanto di cappellino con la scritta Polizia Penitenziari in grande mostra. Gioia nel sapere che anche negli “alti piani” il nostro lavoro é apprezzato e stimato. Con queste poche parole desidero soltanto dire di essere molto soddisfatto e appagato per la visita del Capo del Dipartimento”.
(Joseph Peritore - Justice component PEG Dubrava Prison - Peje)

“Avete presente quel miscuglio di emozioni con cui da bambini ci si svegliava all’alba della mattina di Natale, certi che quel giorno saremmo stati premiati per tutta la fatica dell’anno trascorso? Attesa, curiosità, sorpresa, soddisfazione, compiacimento, gioia, appagamento. Tutto questo ha suscitato in me la visita del Capo del Dipartimento e di tutta la delegazione che lo accompagnava. Un anno di lavoro, di sacrifici e di tentennamenti, splendidamente ripagati da una delle giornate più ricche di emozioni che io abbia vissuto qui in Kosovo”.
(Loredana Bernardi - Prisoner Escort Group Lipjan)

“La visita del Capo del Dipartimento Franco Ionta in Kosovo ha rappresentato l’occasione per fare un bilancio delle attività svolte, ma soprattutto è stato un momento di grande emozione per tutto il contingente Italiano della Polizia Penitenziaria presente in teatro di missione. Per quanto riguarda le mie dirette sensazioni di questa visita ho percepito contatto umano in un clima decisamente familiare, ed ha soddisfatto completamente le mie aspettative. Le parole del Presidente Ionta durante il nostro incontro e le parole scritte sulla lettera che ci ha personalmente consegnato, rimarranno scolpite per sempre nel mio cuore, e verranno utilizzate per accrescere la mia professionalità. Ed è con sincero orgoglio che sento di dover evidenziare la fiducia che anche altri soggetti istituzionali ripongono nel nostro contingente e nella Polizia Penitenziaria, che ci induce a moltiplicare i nostri sforzi per assicurare un servizio così delicato. Sento di dover rendere un pubblico ringraziamento a coloro che hanno condiviso le nostre ansie e i nostri sacrifici in un clima di accresciuta efficienza e professionalità, dandoci forti intensi incitamenti per una maggiore consapevolezza di uno spirito di corpo sempre più solido”.
(Massimo De Filippi - Prisoner Escort Group Lipjan)

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