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Oro, argento e bronzo, questo il bottino di medaglie conquistato dalle Fiamme Azzurre alle Olimpiadi e Paralimpiadi di Pechino.
di Giorgio Nicastro

È venuto da Pechino il primo oro assoluto conquistato in una manifestazione olimpica da atleti delle Fiamme Azzurre, il gruppo sportivo della Polizia Penitenziaria.

L’ha conquistato alle Paralimpiadi che si sono svolte nella metropoli cinese subito dopo la XXIX edizione dei Giochi Olimpici, Fabio Triboli, ciclista non più giovanissimo (è nato a Lecco nel maggio del 1966), che non essendo evidentemente soddisfatto dei due bronzi già conquistati nell’inseguimento individuale su pista e nella prova a cronometro su strada è arrivato primo nella prova in linea su strada (76 chilometri). Giova ricordare che il neo campione paralimpico (gareggia tra i disabili nella categoria LC1, per una lesione ad un braccio causata da un incidente automobilistico quando aveva cinque anni di età) già alle Paralimpiadi di Atene, quattro anni fa, aveva conquistato la medaglia d’argento nella combinata su strada e quella di bronzo nell’inseguimento.

È evidente che primato chiama primato: l’oro di Triboli (ma sarebbe stato già storico il bronzo della pista…) è stato infatti “attratto” dalle medaglie (un argento e un bronzo) vinte qualche giorno prima, sempre a Pechino, nella versione “normodotata” dei giochi decoubertiniani, rispettivamente da Giovanni Pellielo (tiro a volo, specialità fossa olimpica) e da Tatiana Guderzo (ciclismo su strada, gara in linea) che costituivano un’accoppiata di medaglie mai prima d’ora conquistate dalle Fiamme Azzurre ai Giochi Olimpici. Uno storico primato per le Fiamme Azzurre, che nel caso del “tiratore Johnny” costituisce a sua volta un record assoluto, mai nessuno specialista del tiro a volo essendo riuscito a salire sul podio olimpico per tre volte consecutive. Non delle Fiamme Azzurre, non dell’Italia, ma del mondo intero!

E Pellielo ha già preso la mira di Londra, dove se Iddio vorrà, cercherà di eguagliare in presenze olimpiche un altro celeberrimo tiratore azzurro, Andrea Benelli, già superato quanto ad allori conquistati.

Nei suoi giorni romani per ricevere dal Presidente Giorgio Napolitano l’onorificenza al merito della Repubblica e dal Presidente Berlusconi una sapida stretta di mano, Pellielo è stato ricevuto anche dal Capo del Dipartimento dell’Amministrazione penitenziaria, Franco Ionta, che si è detto pronto a sfidare il pluri campione italiano. Subito dopo Pechino, Pellielo ha infatti rinnovato il suo “parco tricolore” vincendo, e non senza fatica, il suo ottavo titolo italiano.

Veterano lui, Pellielo, che è un Fiammazzurra da tempo immemorabile, matricola lei, Tatiana Guderzo, ventiquattrenne veneta di Marostica approdata alle Fiamme Azzurre soltanto pochi mesi fa, a maggio di quest’anno.

«È stato il coronamento di un sogno. Dopo le esperienze con le piccole società della mia zona, mi ero prefissa non solo e non tanto di entrare in un gruppo sportivo dei Corpi militari o delle Forze dell’ordine, ma proprio di far parte delle Fiamme Azzurre della Polizia Penitenziaria. Sì, lo so, rispetto ad altre strutture hanno forse meno visibilità: sarà anche per la loro, nostra, giovane età. Ed anche, credo, perché la nostra polizia sconta il ruolo difficile, e per certi versi ingrato, di lavorare con persone detenute, in uno status quindi di evidente difficoltà. Il paragone potrebbe essere quello dell’organizzazione di una qualsivoglia manifestazione, da una festa ad un concerto: c’è chi predispone gli inviti, chi è in prima fila, chi presenta, e c’è anche chi lavora dietro le quinte, in silenzio, senza apparire. Nel ciclismo, la mia specialità, ci sono per esempio i gregari, i cosiddetti portatori d’acqua.

Ecco, senza chi lavora dietro le quinte, senza i gregari, l’organizzazione, la festa, vanno a ramengo. La Polizia Penitenziaria, anche per questo, mi è sempre piaciuta: essere ora parte integrante del suo gruppo sportivo mi rende felice. Ho coronato, come dicevo, il mio piccolo sogno. Ma non me ne starò con le mani in mano: perché intendo dare alle Fiamme Azzurre, nel mio piccolo, una maggiore visibilità, a cominciare proprio da questa medaglia».

E mostra con orgoglio il bronzo al collo conquistato a Pechino e che le è valso, tra l’altro, l’onorificenza di Cavaliere al merito della Repubblica.

Medaglia per medaglia, quella d’argento dell’altro “vip” delle Fiamme Azzurre a Pechino, Giovanni Pellielo, la porta forse con maggiore nonchalance, forse perché per lui è la terza olimpica (ed è record assoluto, come abbiamo visto) e quasi quasi pensa che pur ignorato dalla stampa sportiva, l’ottavo titolo italiano abbia meriti forse addirittura superiori, agonisticamente parlando, della stessa gara olimpica: «Pensi che per vincere il titolo nazionale ho dovuto centrare un piattello in meno del record mondiale!».

Conversatore piacevole, Pellielo è anche attento alle vicende istituzionali e, sollecitato, non si fa pregare nell’analizzare gli interventi istituzionali cui ha assistito: «È sempre piacevole assistere direttamente alle vicende che ci riguardano, che riguardano il nostro Paese, quasi ci fosse una sorta di partecipazione attiva. Così al Quirinale, così a Villa Madama. Il discorso del Presidente Napolitano è stato molto profondo, direi istituzionale, con riferimenti ai valori espressione della nostra società. Sono stati estremamente interessanti tutti e due gli interventi». l

tutti i risultati

Questi i piazzamenti ottenuti dagli atleti delle Fiamme Azzurre in gara alle Olimpiadi di Pechino:

• Giovanni Pellielo (tiro a volo): secondo e medaglia d’argento nella fossa olimpica;

• Tatiana Guderzo (ciclismo su strada): terza e medaglia di bronzo nella prova in linea e 12° nella prova a cronometro individuale;

• Alice Fagioli e Stefania Cicali (canoa): 8° nel K4 500 ;

• Federico Colbertaldo (nuoto): 10° nei 1500 st.l. e 11° nei 400 s.l.;

• Stefania Cicali (canoa): 12° nel K2 500;

• Chiara Rosa (atletica leggera): 13° nel lancio del peso;

• Angelo Ciccone (ciclismo su pista): 13° nella corsa a punti e 14° nella madison;

• Fabio Masotti (ciclismo su pista): 14° nella madison;

• Anna Incerti (atletica leggera): 14° nella maratona;

• Claudia Corsini (pentathlon moderno): 14° nella prova individuale femminile;

• Vera Carrara (ciclismo su pista): 14° nella corsa a punti, e ritirata nella prova in linea di ciclismo su strada;

• Andrea Valentini (pentathlon moderno): 17° nella prova individuale maschile;

• Vincenza Calì (atletica leggera): 28° nei 200 metri (eliminata nei quarti di finale) ed eliminata nelle batterie della staffetta 4x100;

• Sara Bertoli (pentathlon moderno): 32° nella prova individuale femminile;

• Charlotte Bonin (triathlon): 44° nella prova individuale femminile;

• Zahra Bani (atletica leggera): nc nel lancio del giavellotto (eliminata in qualificazione).

 

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