Questo sito web utilizza i cookies tecnici. I cookies non possono identificare l'utente. Se si proseguirà nell'utilizzo del sito si assumerà il consenso all'utilizzo.
Se si desidera utilizzare i siti senza cookie o volete saperne di più, si può leggere qui

Condividi

Non sono aggressivi, hanno sempre voglia di giocare e, naturalmente, non portano la divisa: scopriamo insieme come vengono addestrati i cani del Servizio Cinofili.
di Giorgio Satta

L’esperienza, portata avanti autonomamente dall’Amministrazione penitenziaria presso il Centro Addestramento cinofili di Asti, senza più dover ricorrere alla cortese ospitalità dei reparti d’istruzione cinofila della Guardia di Finanza,

ha ottenuto consensi ed oggettivi riscontri grazie alle nuove metodologie addestrative concordate, dopo un lungo lavoro di confronto e approfondimento, da parte degli istruttori cinofili del Corpo di Polizia penitenziaria Ispettore Giorgio Satta, Assistente Capo Angelo De Feo, Assistente Gianni Solinas, Assistente Capo Gerardo Testa, Assistente Capo Salvatore Matraxia, Assistente Capo Giammarco Tamburrini, Vice Sovrintendente Mauro Grisini, coordinati dal responsabile del centro Ispettore Superiore Sandro Fundoni.

Le tecniche addestrative utilizzate partono dal presupposto di trarre vantaggio da alcuni istinti naturali del cane, quali: il senso olfattivo, quello della caccia – dote quest’ultima molto sviluppata in quasi tutte le razze canine –, e la propensione al gioco.

Le tecniche impiegate inducono l’animale a dedicarsi al lavoro di ricerca con sorprendente interesse e ciò in considerazione del fatto che l’addestramento per il cane non costituisce un lavoro o una costrizione, ma un gioco, un bellissimo gioco da poter condividere con l’amico conduttore il quale farà di tutto per assecondare i fabbisogni del fedelissimo collega a quattro zampe ricambiandolo con affetto rispetto, lealtà e coerenza.

Vista l’opportunità, sfatiamo definitivamente la famosa credenza popolare secondo la quale il cane antidroga cerca le sostanze stupefacenti in quanto assuntore! Diamo atto invece e ribadiamo il concetto del gioco, infatti il cane cerca con entusiasmo il cosiddetto manicotto o fantoccio, un normalissimo asciugamano avvolto su se stesso, impregnato inizialmente di solo odore di sostanze stupefacenti, perché sa benissimo che nel trovarlo riceverà lodi e ricompense dal proprio conduttore. Durante le fasi di addestramento bisogna porre estrema cura ed attenzione a non fare mai entrare in contatto diretto il cane con la sostanza poiché questa potrebbe avere effetti dannosi, a volte anche letali, per l’animale.

L’addestramento del cane antidroga viene suddiviso in quattro fasi.

La prima, molto delicata ed importante è quella dell’affezionamento al nuovo amico conduttore; ogni aspirante cinofilo viene abbinato ad un cane, cercando, prima dell’assegnazione definitiva, di monitorare bene gli aspetti caratteriali dell’eventuale binomio, la compatibilità, la qualità della relazione che si instaura tra i due soggetti, affinché vi siano i presupposti per garantire una corretta crescita professionale per la futura unità cinofila. Effettuata la scelta ed assegnato ad ogni conduttore il cane più appropriato s’inizia con la vera fase dell’affezionamento, durante la quale ad ogni corsista viene insegnato come gestire il proprio cane sia dal punto di vista della pulizia dei locali ove questi soggiorna, la cura ed il mantenimento, sia le modalità più indicate per poter creare un corretto affiatamento fra le parti.

Quando il cane dimostra di aver trovato fiducia nei confronti del nuovo amico e si diverte a giocare con lui s’inizia l’insegnamento dell’educazione di base (seduto, terra, resta) utilizzando la cosi detta metodologia “gentile”, priva di costrizioni e basata solo su ricompense. Stabilita la relazione uomo/cane, si procede con l’associazione olfattiva agli odori delle sostanze stupefacenti leggere “hashish, marijuana, olio di hashish”. Contestualmente si insegnano anche le metodologie di ricerca in ambienti interni, esterni, su valigie, su autovetture e sulle persone. Quest’ultima tipologia di ricerca, particolarmente delicata ed importante per cani che lavoreranno ad esempio con i familiari dei detenuti, compresi anche minori, è stata anticipata, rispetto ai protocolli precedenti, in questa fase. Un attento studio delle fasi addestrative ha indotto gli istruttori ad introdurre questa innovazione metodologica con risultati molto positivi poiché sono stati eliminati fattori stressanti e si è consolidato un impiego particolarmente significativo in ambito penitenziario. Durante questa fase il cane, che fino a questo momento ha cercato il manicotto con gli occhi, comincia ad utilizzare il naso, cercando nei posti prima menzionati gli odori delle sostanze stupefacenti leggere che riconducono alla fonte primaria: il suo adorato manicotto con il quale potrà giocare con il proprio conduttore.

Quando il cane è in grado di cercare e segnalare, raspando con le zampe anteriori, le fonti odorose leggere, si può iniziare con la terza fase del corso: l’associazione olfattiva agli odori delle sostanze stupefacenti pesanti “eroina, cocaina, anfetamine ed ecstasy”. In questa fase vi è una riproposizione dell’addestramento svolto nella fase precedente con l’associazione di nuovi odori, percepiti dal cane con più difficoltà a causa della differente composizione molecolare di suddette sostanze rispetto a quelle leggere.

Anche in questo caso, dopo che l’unità cinofila fornisce prova concreta di aver superato brillantemente l’addestramento, si inizia la quarta ed ultima fase: i viaggi d’istruzione o pratica operativa di ricerca in contesti diversi come: sale colloqui di istituti penitenziari, camere detentive, stazione ferroviarie, autovetture ecc.

Questo periodo, che si protrae per tutto l’ultimo mese di corso, sotto l’attento monitoraggio degli istruttori è coronato dagli esami finali che se superati permettono di ottenere la specializzazione di conduttore di cane antidroga al personale corsista e l’attestato di “cane antidroga” al nostro fedelissimo collega.

Unitamente ai corsisti, gli attori principali di questo corso sono i cani delle diverse razze: Pastori Tedeschi, Pastori Belga Malinois, e per la prima volta in assoluto un Curly Coated Retrievier, mai utilizzato da altre Forze di Polizia del settore specifico antidroga.

I cani da destinare a tale servizio, scelti con cura da una apposita commissione nominata dall’Amministrazione Centrale, che vede partecipi alcuni tra gli istruttori prima evidenziati, sono tutti soggetti di età compresa tra i 10 e i 24 mesi che vengono sottoposti a test per verificare le doti caratteriali innate utili per l’ammissione al corso di addestramento. L’assenza totale di aggressività, la forte attitudine al gioco, accompagnata da una buona associazione in ambienti costituiscono delle ottime basi per poter creare un buon cane antidroga.

Joomla templates by a4joomla