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Le nuove tecnologie facilitano l’accesso alla Pubblica Amministrazione. Senza uscire di casa.
di Dario De Marchi

Alzi la mano chi, almeno una volta, non ha imprecato contro le tortuosità e le complessità della burocrazia o si è arrabbiato per le attese allo sportello per una pratica.

È stato calcolato che ad ogni piccola impresa la burocrazia, anzi la “cartocrazia” (il potere della carta), costi oltre 16 miliardi di euro e 26 giorni lavorativi l’anno, il 10% del totale.

Negli ultimi anni, però, è partita una rivoluzione tecnologica e digitale le cui applicazioni non solo fanno diventare gli uffici più efficienti, ma rendono tutti i cittadini uguali davanti allo sportello, abbattendo barriere e distanze. Attraverso un call center telefonico, ma anche dal proprio personale computer, da casa o dall’ufficio, e persino dal palmare, si possono avere molte informazioni e servizi che, prima, richiedevano la presenza fisica, lunghe file d’attesa, anche reiterate, all’ufficio pubblico. È l’e-Government e sta interessando lo Stato, i ministeri e le varie amministrazioni, ma anche Regioni, Province, Comuni e gli enti da essi dipendenti.

Di strada da percorrere, però, ce n’è ancora molta. Il problema non sono le tecnologie, ormai ampiamente diffuse; né le norme, aggiornate dal Codice dell’Amministrazione Digitale, ma le resistenze culturali, umane. Con il Sistema pubblico di connettività, la maggior rete informatica pubblica d’Europa, gli uffici statali si stanno collegando tra loro e con Regioni e amministrazioni locali. Così, per sbrigare una pratica che coinvolge diversi enti, presto non sarà più necessario peregrinare presso ognuno di essi, ma saranno gli enti medesimi a scambiarsi i dati e completare le nostre pratiche. E i vantaggi ricadranno anche sui conti pubblici. Da un recupero solo del 10% dell’efficienza della Pubblica amministrazione si potrebbero recuperare 2 punti del Pil.

Ma quali sono i servizi on line della PA accessibili senza uscire di casa? Il quadro è molto vario e frammentato e ne emerge ancora un’Italia a macchie di leopardo, con eccellenze e carenze. Ma non ci sono “pagine gialle” dei servizi on line offerti dalla Pubblica amministrazione attraverso call center e siti web.

Ogni ente ha un proprio paniere più o meno ricco di servizi online. Si va dalla semplice fornitura di informazioni sugli orari degli uffici agli adempimenti necessari per vari tipi di documenti, scaricare e compilare un modulo, fino all’esecuzione digitale di una pratica. In molti casi è possibile prenotare una visita, ricevere sulla propria posta elettronica un referto o una diagnosi; pagare in modo digitale vari servizi pubblici, contravvenzioni comprese.

Ormai tutte le amministrazioni, centrali e locali, hanno un sito internet e ciascuno, in varia misura, consente pochi o tanti servizi. Dei 1.082 siti dell’amministrazione centrale, almeno metà fornisce informazioni chiave per l’accesso a procedimenti amministrativi (moduli, scadenze, modalità); informazioni su gare e concorsi è presente nell’87% dei siti, ma non in modo omogeneo. Scarsa attenzione è data all’accessibilità dei siti da parte dei disabili (Legge Stanca), così che l’innovazione anziché facilitare, è ostacolo per le categorie svantaggiate. Molto avanzate le applicazioni digitali ai servizi fiscali e doganali, soprattutto sul fronte delle entrate, anche se permane il vincolo della carta. Pure sul fronte della gestione della previdenza pubblica sono stati compiuti enormi passi in avanti raggiungendo livelli di eccellenza e di facile accesso ai cittadini nella gestione di posizioni e contributi.

Sta prendendo piede su base regionale, l’uso delle carte elettroniche per l’accesso ai servizi pubblici locali, a partire da quelli sanitari, ma in modo disomogeneo nella gamma delle possibilità di utilizzo e con diverse modalità di autentificazione, tanto da rendere impossibile l’interoperabilità nazionale. Si calcola che siano ormai quasi 16 milioni. Migliore e omogeneo l’uso della firma digitale, con oltre 3,5 milioni di card sinora diffuse. Solo nei rapporti con il Registro delle Imprese usandola le aziende ogni anno risparmiano 260 milioni di euro. La stanno adottando anche i professionisti, a partire da notai e avvocati. La Commissione UE ha indicato il modello italiano come esempio per gli altri Paesi.

Tra i molti servizi notevole successo l’ha avuto la “caserma virtuale” dei carabinieri, dove nel 2007 sono state presentate 21 mila denunce on-line. Stessa opportunità è disponibile nel sito della Polizia di Stato. Un colpo d’acce­leratore potrà venire dall’iniziativa lanciata a novembre dal ministro Renato Brunetta per facilitare l’accesso dei cittadini alla Pubblica Amministrazione e per ridurre i tempi di attesa. Si chiama “Reti amiche” e, attraverso le reti telematiche di partner come le Poste e i tabaccai, ove transitano giornalmente diversi milioni di cittadini, punta a portare la burocrazia vicino alla gente. Così negli uffici postali e tabaccherie si potrà chiedere o rinnovare il passaporto, pagare il riscatto della laurea, versare i contributi per colf e badanti e chiedere il rilascio del permesso.

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