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Si è inaugurato a Verona il “Castello delle fiabe”, il primo asilo nido aziendale per il personale dell’Amministrazione Penitenziaria
di Sebastiano Antinoro e Salvatore Vese

Può ospitare circa 30 bambini tra lattanti e bimbi più grandi, e offre una zona soggiorno, una per la notte, una mensa e tanti giochi.

È il nuovo asilo nido, inaugurato il 29 novembre 2006, e attivato l’8 gennaio scorso, realizzato nel complesso demaniale dell’Istituto penitenziario di Verona, di cui può usufruire il personale penitenziario. Il “Castello delle fiabe”, questo il suo nome, aperto dal lunedì al venerdì dalle 7.30 alle 16.30, con la previsione di diversi turni di accoglienza e di uscita in base alle esigenze delle famiglie, è il primo asilo nido aziendale per l’Amministrazione Penitenziaria, ed è il frutto di una grande collaborazione ed intesa tra Amministrazione Penitenziaria e territorio. Ma ecco, più da vicino, come si è arrivati alla realizzazione di questo “Castello” incantato. L’idea iniziale è stata quella di utilizzare le strutture già esistenti nel complesso demaniale comprendente l’Istituto penitenziario. All’esterno della precinta è situata una palazzina autonoma destinata ad alloggi demaniali, costituita da 3 piani fuori terra ed un piano interrato per i box auto. In ciascuno dei piani fuori terra si trovano due alloggi residenziali, per un totale, pertanto, di 6 appartamenti. La palazzina è dotata poi di ampia area verde condominiale. Per la realizzazione dell’asilo nido aziendale si è considerata la possibilità di riadattare i due alloggi demaniali posti al piano rialzato della palazzina da tempo non utilizzati. Ciascuno dei due alloggi demaniali, perfettamente simmetrici rispetto alla scala in comune, ha una superficie lorda di 140 mq, per una superficie complessiva quindi di 280 mq. L’accesso alla palazzina è del tutto separato ed autonomo rispetto alla struttura penitenziaria, e vi si può pervenire direttamente dalla strada comunale, escludendo, così, ogni possibile interferenza con le attività proprie dell’Istituto penitenziario. Per il riadattamento dei due alloggi demaniali ad asilo nido si sono rese necessarie importanti e significative opere murarie e sugli impianti, per rendere gli spazi conformi alle nuove necessità. I lavori di ristrutturazione hanno infatti compreso la demolizione e il rifacimento di alcune pareti, il ripristino della pavimentazione con formazione di “pavimenti caldi” nelle aree di stazionamento e gioco dei bambini, la tinteggiatura delle pareti, il rifacimento dei bagni, con l’istallazione di apparecchi sanitari idonei ad uso dei bambini, l’adeguamento degli infissi, l’adeguamento dell’impianto termico con revisione delle caldaie murali esistenti e lo spostamento dei corpi scaldanti e dei circuiti dalle pareti da demolire, il rifacimento dell’impianto elettrico e l’installazione di nuovi punti luce e prese di sicurezza. Dai preliminari incontri effettuati congiuntamente con i tecnici della Azienda U.L.S.S. n. 20 di Verona (a cui spettava il successivo parere di idoneità dei locali agli usi previsti) è emersa ancora la necessità di prevedere due accessi separati di cui uno ad esclusivo servizio delle abitazioni e, l’altro, ad esclusivo servizio dell’asilo nido. Tale ultima obbligatorietà ha reso più impegnativo l’intervento da effettuarsi, sia da un punto di vista distributivo (con la formazione di nuovi e separati circuiti di distribuzione), sia da un punto di vista strutturale con la realizzazione di nuove rampe di accesso. Per il dimensionamento e la disposizione degli spazi funzionali si è fatto comunque riferimento al quadro normativo nazionale e regionale, in particolare ci si è attenuti alle prescrizioni contenute nel Regolamento Regionale del Veneto n. 3 del 15.06.1973 (B.U.R. n. 20 del 1973) ed alle successive “linee guida per la progettazione degli asili nido nonché di micro nidi nei luoghi di lavoro” approvate dalla stessa Regione. Un aspetto importante della realizzazione dell’asilo nido è stato l’utilizzo della manodopera detenuta. Per quanto riguarda, infatti, la ristrutturazione e la trasformazione in asilo nido, si è ritenuto di effettuare parte dei lavori in economia diretta, utilizzando per quanto possibile il lavoro dei detenuti. Una scelta che trova motivazioni non solo economiche, ma anche e soprattutto di tipo sociale, viste le possibili ricadute positive conseguenti all’impegno dei detenuti nella realizzazione di un servizio destinato all’infanzia. Pertanto con la manodopera detenuta si sono effettuate tutte le lavorazioni murarie all’interno del fabbricato, non strettamente specialistiche ed, in particolare, tutte le demolizioni dei tramezzi interni, le ricostruzioni delle nuove murature, la sistemazione dei pavimenti e dei rivestimenti, le tracce murarie per l’esecuzione degli impianti termici ed elettrici, le opere di finitura quali intonaci, pitturazioni e sistemazioni aree esterne. Le attività specialistiche, invece, come il rifacimento degli impianti, la realizzazione delle rampe esterne, l’adeguamento degli infissi sono state appaltate ad imprese esterne. È importante sottolineare che i lavori di trasformazione e l’acquisto degli arredi sono stati possibili anche grazie ad un contributo finanziario erogato dalla Regione Veneto nell’ambito di un programma di interventi individuato dall’Ente locale per questo tipo di realizzazioni. La ristrutturazione dei due alloggi ha consentito così la realizzazione dell’ asilo nido aziendale con capienza recettiva complessiva di 30 bambini, suddivisi in due zone distinte: una riservata ai lattanti (compresi nella fascia di età da 3 a 12 mesi) e l’altra ai divezzi (compresi nella fascia di età da 12 a 36 mesi). In ciascuna delle due aree (lattanti e divezzi) è prevista una zona di soggiorno e una zona per il riposo (zona notte) oltre che separati servizi igienici ad uso esclusivo dei bambini. Nell’area divezzi è previsto un apposito locale da adibire a mensa separato dalla zona giorno con porta scorrevole in modo da unificare, all’occorrenza, i due ambienti. All’ingresso è prevista un’area spogliatoio per i bambini ed una reception, che funge anche da distribuzione sia per i servizi (area segreteria, area cucina – dispensa – servizi igienici per il personale) che per le attività proprie dell’asilo nido. Relativamente all’affidamento del servizio di gestione dell’asilo nido, si è proceduto ad effettuare un’indagine di mercato da cui è risultata aggiudicataria la Sol.Co Verona, Società Cooperativa Sociale Consortile che, attraverso la propria cooperativa aderente San Marco Servizi, si occuperà della gestione dell’asilo. L’analisi dei progetti socio-psico-pedagogici presentati dai partecipanti alla gara ha tenuto conto, in particolare, dei seguenti elementi, tra cui: l’aspetto socio culturale, gli elementi organizzativi, il modello d’intervento educativo, la formazione ed aggiornamento del personale, le modalità di verifica e gli indicatori di efficacia ed efficienza del servizio, da verificare con appositi strumenti di misurazione del grado di soddisfazione dell’utenza. In tale ottica è stata stipulata una convenzione con la Cooperativa Sol.Co, che opererà in conformità alle specifiche normative in materia e con particolare attenzione riguardo l’orientamento pedagogico e la metodologia didattica. Sebastiano Antinoro, ingegnere responsabile del Servizio Tecnico del Prap di Padova Salvatore Vese, responsabile Area contabile delle c.c. di Verona.

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