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La formazione professionale ha un valore importante per chi si trova in condizioni di restrizione della propria libertà.

Un valore che può essere reso ancora più significativo dalle persone direttamente coinvolte nel promuovere tali percorsi e quindi, dai docenti, dai tutor e dai coordinatori, le figure, per l'appunto, che stanno dietro all'organizzazione e alla realizzazione di un corso di formazione.

Organizzare formazione all'interno di luoghi di detenzione significa avere attenzioni particolari, sia in riferimento ai destinatari, che rispetto alle altre figure professionali con le quali è necessario scambiarsi e raccordarsi: l'équipe degli operatori interni alle strutture, con le loro varie professionalità e mansioni, ed il personale di Polizia Penitenziaria.

Ma come si manifesta l'attenzione particolare nei confronti dei detenuti sopra accennata?

Generalizzando e forse semplificando anche un po' il concetto, si può affermare che sia necessario attuare delle modalità di accompagnamento più forti, sia durante le spiegazioni dei concetti e delle conoscenze, da parte del personale docente, che durante la realizzazione di tutti i passaggi organizzativi più pratici, centrando tutte le azioni su un consistente investimento relativamente all'approccio motivazionale.

Si tratta di investire tempo e voglia, veicolando i perché del corso e di come questi siano collegati al periodo in cui la persona sarà di nuovo libera.

Proprio in virtù di questi bisogni e del valore riconosciuto alla formazione ci appare fondamentale il ruolo della cooperazione sociale, laddove sia questa a promuovere direttamente interventi di questo genere, in quanto potenzialmente in grado di coniugare competenze e professionalità con responsabilità relazionale e sociale rispetto ai soggetti beneficiari.

Il corso di giardinaggio promosso dal progetto “Fuoriluogo”, organizzato dalla cooperativa sociale Sintesi e dal Consorzio CO&SO, ha presentato queste caratteristiche, mostrando che questa tipologia di attività sia particolarmente adatta al contesto dell'OPG di Montelupo Fiorentino, in quanto è un'attività manuale che stimola la creatività del corsista e perché può essere spendibile professionalmente all'interno, in virtù della presenza di appezzamenti di terra utilizzabili, ed all'esterno, nel mercato ordinario del lavoro.

Vediamo, quindi, più nel dettaglio come si è svolto il corso, quali contenuti è riuscito a sviluppare, attraverso quali modalità e che esiti ha avuto e potrebbe avere.

Il corso si è articolato in 3 fasi: nella prima, più descrittiva, i corsisti hanno avuto modo di prendere visione di materiale illustrativo attinente all'arte di far giardini, e di apprendere le nozioni fondamentali di ecologia agraria e di fisiologia vegetale. Questi contenuti hanno permesso di progettare gli spazi delle coltivazioni da realizzare, nell'area da adibire a orto–giardino, messo a disposizione dall'OPG. In questa prima parte è stato ancor più fondamentale stimolare la partecipazione concreta e attiva degli internati.

Cercando di far sentire come propria la progettazione dello spazio a disposizione del corso.

La seconda fase ha previsto l'organizzazione della tempistica di lavoro in funzione diretta della necessità degli organismi vegetali, per compiere le loro diverse fasi: semina, germinazione, primo trapianto, accrescimento, secondo trapianto, accrescimento, fioritura, maturazione, raccolta dei frutti.

Alla presenza del gruppo eterogeneo dei partecipanti, sia per l'età che per abilità manuali, si è proceduto, quindi, alla dimostrazione pratica della corretta procedura da attuare, facendola eseguire da quei soggetti che dimostravano di aver chiaramente compreso gli aspetti tecnici in maniera maggiormente adeguata, così da uniformare l'operato anche dei soggetti meno ricettivi.

Il ciclo di coltivazione per arrivare al prodotto maturo, ha avuto inizio proprio a partire dal seme: sono stati utilizzati i piccoli semi delle piante aromatiche, quelli di media grandezza delle solanacee ortive e quelli molto grandi delle cucurbitacee, in modo da consentire a tutti, la possibilità di compiere le operazioni manuali della semina.

Per la germinazione è stato utilizzato un idoneo substrato misto-organico, predisposto su un adeguato bancale con riscaldamento basale, reso possibile da una serpentina elettrica.

Ogni partecipante, in funzione delle sue abilità tattili e percettive, ha così potuto trovare la condizione per contribuire fattivamente ad ogni fase del processo lavorativo.

La preparazione del terreno per la coltivazione delle giovani piante, è stata effettuata usando in prestito, alcune attrezzature meccaniche dell'azienda agricola, mentre le operazioni di piantagione, sarchiatura, potatura, nonché per l'esecuzione di urgenti interventi fitoiatrici, sono state realizzate con attrezzature manuali in dotazione al corso.

Non è stato neanche trascurato l'aspetto relativo alla sicurezza e della corretta postura da assumere durante lo svolgimento della varie fasi di lavoro.

Un altro aspetto che è stato tenuto in debita considerazione è quello relativo alla tendenza di alcuni soggetti a cercare di prevaricare caratterialmente sul gruppo.

All'inizio di ogni sessione di lavoro, dopo avere fatto il punto sulle colture in atto, e dopo averne discusso insieme, si procedeva, poi, alla ripartizione dei compiti da svolgere.

Si è tentato anche di stabilire un'interazione col corso di cucina, organizzato sempre all'interno dell'OPG, per far apprezzare le qualità alimentari e organolettiche dei frutti ottenuti, soprattutto per coloro che non avevano la possibilità di prepararsi il vitto per conto proprio.

L'ultima fase del corso, la terza, si è soffermata sull'illustrazione dei prodotti che si ottengono indirettamente dai vegetali, in concreto, con l'aiuto di materiale multimediale è stato illustrato il mondo delle api e i prodotti dell'alveare, attraverso l'allevamento del bestiame è stata illustrata la trasformazione dei vegetali in carne, latte e i principali derivati del latte; la coltivazione della vite per la produzione del vino; la coltivazione dei cereali per la produzione di pane, pasta e birra; la conservazione delle essenze ortofrutticole, per la commercializzazione differita e la produzione di conservanti.

Il lavoro per riabilitare
di Franco Scarpa, dirigente medico e direttore dell'OPG di Montelupo Fiorentino

L'introduzione di Corsi professionali nel nostro OPG risale agli inizi degli anni '90 quando, sulla scorta del buon andamento di corsi di socializzazione, è divenuto sempre più importante offrire ai nostri internati opportunità di formazione che consentissero loro di spendere le capacità acquisite anche nell'ambiente esterno, facilitando in tal modo percorsi di risocializzazione attraverso tirocini o borse lavoro, anche nell'ambito delle loro regioni ed in collaborazione con i Servizi territoriali di appartenenza.

Questa lunga esperienza ci ha permesso, intorno ai primi anni 2000, di relazionarsi in maniera proficua con le Agenzie Formative che hanno preso la gestione e l'organizzazione dei Corsi, finanziati dal FSE.

Ogni anno, con l'attuazione della normativa vigente, nell'ambito del Bando di pubblicizzazione degli interventi in materia di formazione professionale previsti nel Piano Sociale di Zona dell'Empolese Valdelsa è sempre stato individuato un asse specifico, con propri fondi, anche se limitati, destinati alla Formazione Professionale sia in questo Istituto che in altra struttura penitenziaria (CCF Empoli).

In particolare con la Cooperativa Sociale “Sintesi” ed il Consorzio CO&SO è stato possibile strutturare corsi (Giardinaggio ed Orticoltura, Falegnameria e Riciclaggio, Aiuto Cuoco) realmente calati nella realtà interna dell'Istituto, caratterizzati da percorsi formativi equilibrati e mirati all'utenza: sia per la durata che per la richiesta di attenzione nella parte teorica, sia per la cura, la libertà di movimento ed il tutoraggio dei docenti nella parte pratica.

Con questa nuova organizzazione è stato possibile sempre monitorare l'andamento dei Corsi con periodici incontri di valutazione (Referenti della Agenzia Formativa, Docenti dei Corsi, Referenti dell'OPG) che hanno consentito di apportare i necessari aggiustamenti in itinere laddove se ne è ravvisata l'urgenza o la necessità.

La partecipaizone alle attività di Formazione Professionale ha un importante valore anche per realizzare al meglio i percorsi di trattamento individuali e la riabilitazione degli internati, in quanto pazienti psichiatrici.

Inoltre, proprio a partire dall'esperienza maturata attraverso il Corso di Giardinaggio ed Orticoltura, è stato possibile recuperare un ampio spazio di terreno esistente all'interno dell'Istituto riattivando e modernizzando, con un finanziamento sul capitolo 7369 la ex Azienda Agricola ormai abbandonata da anni; operazione questa che ha permesso di creare 5 nuovi posti di lavoro per gli internati che avevano terminato il Corso.

Tale sistema ha anche facilitato l'inserimento di pazienti all'esterno nella Cooperativa Sociale “INTRECCI” che da tempo accoglie internati in Semilibertà o misura alternativa.

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