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Le Fiamme Azzurre hanno mietuto nel 2006 successi sulle piste e sulle pedane. Ce ne parla il tecnico Giuliano Baccani.
di Fabrizio Cerri

L’atletica leggera delle Fiamme Azzurre dà i numeri. Sì, dà proprio i numeri, i numeri di una stagione - quella che si è appena conclusa - da registrare come tra le più lusinghiere dell’intero percorso di vita,

di attività, di iniziative, di promozioni della prima sezione sportiva della Polizia Penitenziaria. Quindici titoli italiani assoluti individuali, un titolo nazionale di società, otto titoli nazionali di categoria, un primato italiano, una migliore prestazione assoluta, una vittoria nella Coppa Europa di maratona femminile a squadre, dieci atleti nella rappresentativa italiana che ha preso parte ai Campionati europei, quattro atleti in gara ai Mondiali indoor, ventisei presenze in varie formazioni italiane che hanno partecipato a eventi internazionali, quattro atleti inseriti nella innovativa “Top 1” decisa dalla Fidal: questi sono i numeri (e che numeri!) che le Fiamme Azzurre possono esibire a conferma del loro buon diritto ad essere annoverate tra i maggiori …contribuenti dello sport italiano. Responsabile tecnico del settore da poco più di un anno, Giuliano Baccani, Vice Sovrintendente di Polizia Penitenziaria in attesa di promozione, non poteva “bagnare” meglio di così il suo esordio. Riconosce naturalmente che il merito precipuo di questa gran bella messe di risultati è, innanzitutto, degli atleti e dei loro tecnici, e di un lavoro in profondità avviato da tempo. Ma c’è anche lo zampino di Baccani, che ha messo tutto l’impegno suo personale in una generosa, instancabile e determinante opera di raccordo, di sensibilizzazione, di attenzione ai problemi degli atleti e alle loro esigenze, intrapresa insieme con i componenti dell’articolato staff tecnico della disciplina. «In questo modo - dice - ho cercato di corrispondere nel concreto alla fiducia che il Dipartimento mi ha concesso quando mi ha conferito l’incarico. Mi è sembrato che potesse essere questo l’unico modo per ringraziare i miei dirigenti per avermi affidato questo ruolo di responsabilità». Baccani, che abbiamo incontrato nel Centro tecnico di Casal del Marmo pochi giorni dopo aver partecipato alla vittoriosa spedizione in Inghilterra delle Fiamme Azzurre al Campionato europeo di cross per atleti delle Polizie penitenziarie, ci ha “accompagnato” nelle tappe salienti della stagione. «Per noi delle Fiamme Azzurre è stata proprio una stagione brillante, che si è conclusa con un riconoscimento di grande significato: l’inserimento di quattro nostri atleti (Giulio Ciotti, Chiara Rosa, Zahra Bani e Daniela Reina) nella “Top 1”, la lista di 25 atleti di primo piano decisa dalla Fidal. E avevamo cominciato proprio con quattro atleti (con Ciotti nell’alto e Chiara nel peso, c’erano Scuderi nei 60 piani e Camossi nel triplo) selezionati per i Mondiali indoor che si sono svolti a Mosca, in marzo». Più nutrita, ma altrettanto confortante per i colori delle Fiamme Azzurre, la partecipazione ai Campionati europei. A Goteborg in agosto hanno gareggiato Francesco Scuderi nella staffetta veloce, Chiara Rosa nel peso, Anna Incerti nella maratona, Zahra Bani nel giavellotto, Giulio Ciotti nell’alto, Daniela Reina nei 400 piani, Laura Bordignon nel disco, Rossella Giordano nei 20km di marcia, Nicola Trentin nel lungo ed Elisa Trevisan nell’eptathlon. Avrebbe partecipato anche il triplista Paolo Camossi, che aveva conseguito il minimo, se non fosse stato costretto a rinunciare all’ultimo momento per i suoi purtroppo frequenti problemi fisici. «La rassegna continentale - commenta Baccani - ha lasciato un po’ in tutta la spedizione italiana una sensazione quasi di ineluttabile impotenza: in molti, compresi alcuni dei nostri atleti, sono arrivati a lambire il grande risultato, quello che rimane negli annali, ma poi se ne sono tornati a casa con i pur onorevoli piazzamenti. Da parte dei nostri atleti c’è la soddisfazione per un rendimento complessivo sicuramente superiore alla media: nessuno dei nostri ha deluso, alcuni, ricordo Daniela Reina e Anna Incerti, hanno migliorato il proprio personale e tutti, proprio tutti, hanno segnato prestazioni in linea con le aspettative. Talvolta, addirittura di più». Si poteva fare ancora meglio? «Forse sì. Ma per molti - parlo soprattutto dei nostri atleti - si è trattato anche di un’esperienza utilissima, di cui far tesoro alla prossima occasione. Mi sembra comunque giusto evidenziare le prestazioni di Anna Incerti nella maratona, di Chiara Rosa nel peso, di Daniela Reina nei 400 piani». Vogliamo ricordarle insieme? «La Incerti, la più giovane del sestetto azzurro della maratona, ha conquistato a Goteborg il nono posto che, con il suo nuovo primato personale, rappresenta una vera e propria impresa, con il corollario di salire sul gradino più alto del podio insieme con le altre maratonete azzurre per ricevere la medaglia d’oro nella gara di Coppa Europa di maratona a squadre. Dal canto suo, la lanciatrice ha effettuato in finale una brillante serie di lanci che le ha consentito di arrivare ad una prestigiosa ottava piazza. E bisogna dire che la pioggia e l’umidità registrate nel corso della competizione non erano certo le migliori alleate per chi, come Chiara, lancia un dinamico stile rotatorio. Quanto alla Reina, a Goteborg ha lottato fino all’ultimo per l’accesso alla finale, che ha mancato di un soffio (possiamo giudicare che il suo piazzamento e il suo tempo equivalgano ad un decimo posto assoluto), ma il meglio è venuto dopo, quando in rapida successione ha stabilito il nuovo primato assoluto e la migliore prestazione nazionale sui 500 metri». Che altro è successo nella stagione? «Beh, oltre ai campionati di categoria e a quelli di società, bisogna spendere qualche elogio in più per i Campionati assoluti, nel corso dei quali sono arrivati ben otto titoli. La prestazione complessiva delle Fiamme Azzurre a Torino in realtà ha spazzato via tutti i precedenti, perché a corona dei primi posti ci sono state tre seconde piazze, cui va poi aggiunta la tripletta delle eptatlete Elisa Trevisan, Cecilia Ricali, Francesca Carlotto e Elisa Bettini nei tricolori di prove multiple a Firenze». Ricordiamo che gli otto titoli sono stati appannaggio di Giulio Ciotti (alto, 2,25) e Angelo Iannelli (3000 siepi, 8’48”75) in campo maschile e sei del settore femminile: Daniela Reina (400 piani, 52”46), Rossella Giordano (5km di marcia, 21’28”74), Valeria Canella (salto in lungo, 6,29), Chiara Rosa (peso, 18,24), Laura Bordignon (disco, 56,31) e Zahra Bani (giavellotto, 60,38). I secondi posti sono stati conquistati da Martina Rosati (54”09, suo personale, 400 piani), Laura Gatto (6,24 nel lungo) e dal sorprendente Stefano Ciallella, un veterano al rientro nella difficile specialità delle siepi (8’57”72). «Ma i risultati - chiosa Baccani - non dicono tutto: ad esempio può legittimamente recriminare Nicola Trentin, che non è riuscito ad inquadrare la pedana del lungo e, tra i cinque nulli, ce ne sono stati un paio millimetrici ben oltre gli otto metri. Poi è arrivato un deludente quarto posto, come per Scuderi sui 100 piani, ma questa è la legge dello sport». E per quanto riguarda i campionati di categoria? «Nei campionati nazionali di categoria Under 23 hanno conquistato il titolo italiano: Cecilia Ricali nel pentathlon indoor e nell’eptathlon; Marina Caneva nel salto in alto e nel salto in alto indoor e Laura Gibilisco nel martello. Nei campionati universitari hanno infine conquistato il tricolore Elisa Pettini nei 100 ostacoli, Valeria Canella nel salto in lungo e Chiara Rosa nel getto del peso». Ce n’è a sufficienza, mi pare, per incorniciare veramente questa stagione… «No, in realtà non è tutto, perché non possiamo dimenticare le vittorie nei societari A1 e in quello di prove multiple. A Caorle, per i campionati di società, avevo detto alle ragazze che non ci sarebbe stato bisogno di strafare: fate il vostro compito e non ci saranno problemi. Così è stato: una vittoria a mani basse, come si dice, e come certifica lo scarto nel punteggio finale tra le FF.AA. (201) e la seconda società classificata, l’Atletica Sestese (139,5). Il prossimo anno, se tutto va secondo i programmi, ci batteremo per il titolo a Palermo. «Una settimana prima, c’era stato lo scudetto delle prove multiple, un successo arrivato con la stagione ormai agli sgoccioli, per un’annata molto impegnativa sotto il profilo agonistico. Le nostre ragazze a Molfetta si sono imposte nettamente nella classifica a squadre con 14.610 punti, un abisso scavato sulla seconda società classificata, la Nuova Atletica Varese, ferma a 11.450 punti. Anche sul piano individuale non c’è stata partita: Elisa Trevisan e Cecilia Ricali (rispettivamente 5.351 e 5.210 punti) hanno occupato le prime due posizioni, mentre Francesca Carlotto ha contribuito con un dignitoso punteggio (4.049) e l’ottavo posto personale». BOX Cronaca di un primato Un primato rimane negli annali, nessuno lo potrà mai più cancellare: così sarà anche per il 51”18 di Daniela Reina nell’albo d’oro dei 400 metri. Un record che merita che lo si ricordi anche nei particolari. A cominciare dalla pista, una pista magica, quella del “Guidobaldi” a Rieti, e continuando citando la scia di atlete importanti – alla gara del meeting sabino c’erano 4 delle 6 atlete che quest’anno erano scese sotto i 50 secondi – e poi il contributo indispensabile, quello della determinazione e della voglia di riuscire. L’atleta di Camerino, entrata con entusiasmo nel club della Polizia Penitenziaria poco più di due anni fa, è partita in ottava corsia, senza punti di riferimento: se n’è cercato uno nella forte americana Robinson, che le si è affiancata a metà del rettilineo opposto. Da allora in poi Daniela non l’ha più mollata, quell’ombra nera che le correva all’interno: sapeva che poteva essere quello il treno per il paradiso. E c’è arrivata, al termine di una volata condita di fatica e di applausi: battuto il 51”31 di Virna De Angeli, segnato più di nove anni fa ai Giochi del Mediterraneo di Bari. Daniela Reina - con un miglioramento personale di quasi due secondi e mezzo nel giro di quattro mesi – ha fatto ricredere anche quanti non credevano neppure lontanamente in questo exploit, nel suo exploit. I campioni italiani assoluti Zahra Bani giavellotto e giavellotto indoor Laura Bordignon disco Valeria Canella lungo e lungo indoor Giulio Ciotti alto Angelo Iannelli 3000 st Rossella Giordano 5 km marcia Daniela Reina 400 m e 400 m indoor Cecilia Ricali pentathlon indoor Chiara Rosa peso e peso indoor Francesco Scuderi 60 m indoor Elisa Trevisan eptathlon In evidenza anche all’estero Francesco Scuderi, Angelo Iannelli, Nicola Trentin e Daniela Reina hanno preso parte al Cinque Nazioni indoor; mentre al triangolare con Cina e Russia hanno preso parte Francesco Scuderi, Giulio Ciotti, Nicola Trentin, Daniela Reina, Chiara Rosa e Zahra Bani. Da segnalare, tra le prestazioni di nostri atleti in altri eventi internazionali, il primo posto di Chiara Rosa (peso) nella Coppa Europa B, i secondi posti di Ciotti e Scuderi in Coppa Europa, le terze posizioni conquistate da Daniela Reina, Laura Bordignon, e Zahra Bani nella Coppa Europa B.

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