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L’inaugurazione dell’Anno Giudiziario ci pone di fronte, come ogni anno, ai dati sempre più allarmanti di una disfunzione ormai cronica del “sistema Giustizia”. Eppure l’immagine che emerge dalle relazioni esposte, anche se allarmante, non deve tuttavia rimanere fine a se stessa, ma deve essere di stimolo a risvegliare ancora di più in ognuno di noi, come cittadini, quel bisogno profondo di riconoscimento del diritto e di legittimità, che sta alla base di una società civile. E deve confermare anche la consapevolezza della improcrastinabile necessità di una profonda riforma, perché la macchina della giustizia, che appare sempre più lenta e ingolfata, possa tornare a rispondere alle esigenze di una società moderna e in continua evoluzione. Si tratta di una sfida e di un compito ardui, ma perseguibili, che vedono impegnati tutti, istituzioni, vertici politici, Forze dell’Ordine (Carabinieri, Polizia di Stato, Guardia di Finanza, Polizia Penitenziaria) e rappresentanti della Giustizia. Oltre ad una sfida è anche un dovere se, come ha sottolineato il ministro Mastella, «si è tutti convinti della centralità del sistema Giustizia, vero pilastro democratico per la difesa dei diritti individuali e la sicurezza dei cittadini».

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