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di Assunta Borzacchiello

 

Quando, nel dicembre del 2000, fu pubblicato il primo numero de Le Due Città, la sfida più importante era quella di offrire al personale dell'Amministrazione Penitenziaria una Rivista... ...nella quale potersi riconoscere, uno strumento utile per avviare un percorso di conoscenza di una realtà complessa nella quale operano intelligenze, capacità, professionalità, che non sempre ricevono un adeguato riconoscimento in termini di visibilità e quindi di valorizzazione del proprio fare ed essere.
Le Due Città, quindi, aveva innanzitutto lo scopo di porsi come utile strumento di comunicazione interna, un luogo virtuale dove confrontare esperienze, conoscere e comunicare situazioni e progettualità con un linguaggio chiaro e accessibile a tutti, dando spazio anche a tematiche sociali, culturali, scientifiche per non cadere nel tranello dell'autoreferenzialità.
Una Rivista istituzionale, certo, ma non per questo chiusa a stimoli esterni e, soprattutto, destinata anche a un pubblico di lettori “non istituzionali”, che sul carcere si interrogano, come studiosi, politici, giornalisti, o che nel carcere operano, come i volontari.
Non è stato facile, certo, superare diffidenze e scetticismi sulla reale capacità e volontà di comunicare attraverso le pagine di una Rivista che, essendo “istituzionale”, molti pensavano che sarebbe stata inevitabilmente ridondante di “buone intenzioni” e carente di contenuti.
Non abbiamo certo la presunzione di pensare che Le Due Città sia esente da critiche, anzi, riteniamo che le critiche fondate e sincere siano un prezioso aiuto per fa sì che la Rivista arrivi davvero a ognuno di noi e che ognuno possa trovare un po' del proprio lavoro e dei propri interessi e sia sempre di più un piacevole appuntamento riceverla nel luogo di lavoro o presso la propria abitazione, se si è scelto di riceverla privatamente.
Ci piace anche constatare che Le Due Città sia letta e apprezzata come strumento di conoscenza della realtà penitenziaria anche dai lettori “esterni”, da semplici cittadini che possono conoscerla attraverso la versione on line www.leduecitta.com.
Con questo numero chiudiamo, quindi, l'ottavo anno di vita de Le Due Città e da queste pagine inviamo a tutti i nostri lettori gli auguri per un nuovo anno nel quale realizzare sogni, progetti e impegnarsi per una buona cura di sé e della propria vita.


A.B.

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