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Gli articoli della Costituzione italiana sanciscono valori e principi ancora oggi fondamentali per la nostra società.

Nata sul finire del 1947, tra il 22 e il 27 dicembre, entrando in vigore il primo giorno di quel 1948 che il 10 dicembre avrebbe visto proclamare a Parigi la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani,

la Costituzione italiana ne anticipava i principali contenuti, così da conseguire prestigio anche a livello mondiale. L'aveva elaborata in un anno e mezzo di intenso ed appassionato lavoro, tra serrate polemiche ed intelligenti mediazioni, l'Assemblea detta appunto Costituente, eletta dal popolo italiano, da poco “liberato” e ansioso di rinascita, il 2 giugno 1946, il giorno stesso del Referendum istituzionale. L'esito del Referendum si riverberava con forza sia nel primo che nell'ultimo dei 139 articoli della Costituzione repubblicana, così da aprire e chiudere significativamente la legge fondamentale del nostro Paese. Recita, infatti, il primo comma dell'articolo 1: “L'Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro”, mentre l'articolo 139 sancisce che “La forma repubblicana non può essere oggetto di revisione costituzionale”, revisione consentita dall'articolo immediatamente precedente, il 138, a condizioni, come è ovvio, molto rigorose. Molto, ma neanche troppo, se è vero che, nel corso dei primi 60 anni, di revisioni della Costituzione ne sono andate in porto non poche, tra cui, per limitarci a qualche esemplificazione, quelle riguardanti il capitolo dedicato a “Le Regioni, le Province, i Comuni” e, ancor più, quella che nel 1999 ha inserito i princìpi del giusto processo nell'articolo 111 per dare attuazione agli impegni derivanti sia dalla Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti umani e delle libertà fondamentali, sia dalle indicazioni contenute nelle sentenze della Corte Europea dei Diritti Umani. Non corrono, invece, il “rischio” di essere revisionati, anche perché in linea con la Convenzione e le sentenze europee, i principi fondamentali enunciati nell'articolo 24 (“La difesa è diritto inviolabile in ogni stato e grado del procedimento. Sono assicurati ai non abbienti, con appositi istituti, i mezzi per agire e difendersi davanti ad ogni giurisdizione. La legge determina le condizioni e i modi per la riparazione degli errori giudiziari”), nell'articolo 25 (“Nessuno può essere distolto dal giudice naturale precostituito per legge. Nessuno può essere punito se non in forza di una legge che sia entrata in vigore prima del fatto connesso. Nessuno può essere sottoposto a misure di sicurezza se non nei casi previsti dalla legge”) e dall'articolo 27 (“La responsabilità penale e personale. L'imputato non è considerato colpevole sino alla condanna definitiva. Le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devono tendere alla rieducazione del condannato. Non è ammessa la pena di morte”).
Specialmente la fedeltà a quest'ultima davvero basilare prescrizione è stata in questo sessantennio un costante impegno del Parlamento e del Governo italiani, sfociando nelle reiterate iniziative assunte a livello ONU per ottenere che tutti i 194 Stati attualmente membri dell'Organizzazione non vedano mai più applicata la pena capitale, o – e sarebbe il “meglio” – abolendone completamente dai loro ordinamenti la previsione o – per lo meno – disponendone, nell'attesa di tale “meglio”, la sospensiva, detta altrimenti moratoria. L'importanza del problema è comprovata dal largo parlare che in queste ultime settimane se ne è avuto nell'ambito dell'Assemblea Generale delle Nazioni Unite, facendo acquisire sempre nuovi adepti all'iniziativa italiana. Prima o poi l'obiettivo dovrà essere raggiunto.
Giovanni Conso, dopo essere stato Giudice costituzionale dal 1982 al 1991 ed in ultimo Presidente della Corte e, poi, Ministro della Giustizia nel primo Governo Amato e nel Governo Ciampi, è attualmente Presidente dell'Accademia Nazionale dei Lincei.

Gli appuntamenti per celebrare la Costituzione

Sono molte le iniziative che la Presidenza del Consiglio dei Ministri e i singoli Ministeri realizzeranno nell'arco del 2008 per celebrare il 60° anniversario della Costituzione italiana.
Così come la Corte Costituzionale, il Consiglio di Stato, la Corte dei Conti, l'Avvocatura dello Stato e l'Accademia Nazionale dei Lincei hanno previsto, tra gennaio e marzo, delle giornate ìda dedicare alla Costituzione. Ecco di seguito alcune delle tante iniziative.
La Presidenza del Consiglio dei Ministri avvierà una vasta campagna di comunicazione istituzionale attraverso radio, TV, sale cinematografiche, stampa e provvederà alla realizzazione di Opuscoli con la traduzione della Costituzione nelle 7 lingue maggiormente utilizzate dagli immigrati. La Presidenza promuoverà anche la pubblicazione di articoli sulla Costituzione e i suoi valori su periodici e riviste specializzate delle Forze armate e delle Forze di Polizia e, inoltre, la realizzazione del volume “La Costituzione giudicata”, a cura della Fondazione Alcide De Gasperi. Il Ministero della Pubblica istruzione promuoverà la “Giornata nazionale della Costituzione”, da celebrare nel corrente anno scolastico, e un concorso nazionale sul tema del rispetto dei diritti umani. Sempre il Ministero dell'Istruzione avvierà il progetto “Dalle aule parlamentari alle aule di scuola – Lezioni di Costituzione” elaborato con la Camera dei Deputati e il Senato, che prevede l'apertura, nei siti delle Camere, di una piattaforma per la consultazione e l'utilizzazione guidata, da parte delle scuole, di documenti e altro materiale riferiti alla Costituzione italiana. Avvierà inoltre un Concorso nazionale riservato agli studenti dei licei artistici e degli istituti d'arte per la realizzazione di un bozzetto da destinare all'illustrazione di un francobollo celebrativo del 60° anniversario della Costituzione. Il Ministero per i beni e le attività culturali realizzerà, presso l'Archivio centrale dello Stato e gli Archivi di Stato delle principali città, l'allestimento di mostre ed esposizione di documenti, fotografie, manifesti originali, articoli di giornale e altra documentazione storica attinente l'entrata in vigore della Costituzione. Il Ministero per i diritti e le pari opportunità, in occasione della ricorrenza dell'8 marzo organizzerà un evento meeting politico-culturale rivolto alle scuole secondarie sul tema “La Costituzione e le libertà delle donne” con la partecipazione di personalità del mondo della cultura, dell'arte, del cinema, del teatro e della comunicazione.

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