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Sostenere i detenuti nel reinserimento, favorirne lo sviluppo culturale e la formazione universitaria: ecco gli obiettivi e le attività del Protocollo d’intesa tra l’Università degli Studi di Sassari e il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria.
di Patrizia Patrizi, Sergio Babudieri e Anna Bussu

Nel n. 5 /2004 di questa Rivista, si è data notizia del Protocollo d'intesa stipulato il 19 maggio 2004 tra l'Università degli Studi di Sassari e il Dipartimento dell'Amministrazione Penitenziaria.



Attraverso il Protocollo, i due Enti hanno convenuto di mettere a disposizione strutture, risorse e professionalità con le finalità di favorire lo sviluppo culturale e la formazione universitaria delle persone detenute; promuovere la ricerca scientifica per migliorare le condizioni di vita all'interno degli Istituti di pena e per sostenere i detenuti nell'obiettivo primario del reinserimento; monitorare l'andamento della popolazione penitenziaria, consentendo l'ottimizzazione sia dell'assistenza sanitaria che degli interventi di sostegno e trattamento. Il progetto coinvolge attivamente due carceri: la Casa circondariale di Sassari “San Sebastiano” e la Casa di reclusione di Alghero.
Le prime fasi del progetto hanno riguardato la nomina di Docenti Referenti per Facoltà e Corso di laurea e la costituzione degli Organismi previsti dal Protocollo1.
Diverse sono le iniziative già attivate per favorire, ai fini del reinserimento sociale, l'accesso alle offerte formative dell'Università di Sassari.
Fra le altre: l'iscrizione universitaria gratuita per il detenuto che, in occasione del percorso di studi, potrà inoltre usufruire di testi e altro materiale didattico forniti dall'ERSU (Ente Regionale Studi Universitari), nonché dell'attività di orientamento e tutoring da parte di docenti, tirocinanti, stagisti e studenti tutor. Al riguardo, le Direzioni degli Istituti penitenziari predisporranno spazi e momenti funzionali alla realizzazione delle attività previste dal Protocollo d'intesa, individuando il personale di supporto anche avvalendosi delle Associazioni di volontariato.
Nei primi mesi di attuazione del Protocollo è stata effettuata un'analisi su “Gli interessi formativi dei detenuti negli Istituti penitenziari del Centro-Nord Sardegna”,mediante questionario semistrutturato anonimo, che ha coinvolto, oltre agli Istituti penitenziari di San Sebastiano e di Alghero, gli Istituti di Tempio Pausania, Macomer, Mamone Lodè, Oristano e Nuoro (v. box a pag. 29).
Attualmente è in corso, presso la Casa circondariale di San Sebastiano, un primo ciclo di incontri su temi scelti dai detenuti e tenuti da docenti delle diverse Facoltà dell'Ateneo.
L'obiettivo di questa iniziativa consiste nel garantire a tutte le persone detenute, non solo a quelle iscritte ad un corso universitario o in possesso dei requisiti per iscriversi, una sensibilizzazione culturale su temi di loro interesse, con un coinvolgimento attivo che le renda sempre più partecipi a progetti ed attività “pensate per loro”. Le tematiche sono le più svariate come quelle sulla giustizia e il diritto penale, i diritti umani, la comunicazione, la scrittura nel contesto detentivo, la tossicodipendenza, le prospettive nella lotta all'aids, l'influenza aviaria, il giardinaggio etc. (per un quadro completo degli argomenti trattati v. box a pag. 30).
Fino ad ora l'iniziativa ha ottenuto un buon riscontro e si pensa di attivare una seconda edizione di incontri su nuovi temi di interesse della popolazione carceraria. L'inaugurazione del primo ciclo è avvenuta nella biblioteca del carcere di San Sebastiano l'8 giugno 2006. In tale occasione il Prof. Alessandro Maida, Rettore dell'Università di Sassari, ha presentato le iniziative previste dal Protocollo, coadiuvato dalla Prof. Patrizia Patrizi, Docente di Psicologia sociale, sua Delegata per le attività del Protocollo e Referente per la Facoltà di Scienze Politiche. Le attività del Protocollo stanno proseguendo in sinergia con quanto previsto dal Progetto “Orienta e Recupera: l'Università in Carcere”, attivato nell'ambito del Servizio Orientamento dell'Università di Sassari.
La finalità ultima del Progetto consiste nella promozione dell'integrazione sociale e lavorativa di detenuti/ex detenuti mediante il recupero della coesione sociale e attraverso la realizzazione di azioni volte a rimuovere i vincoli dell'esclusione sociale. Generalmente infatti la “persona reclusa” è, per certi versi, de-socializzata a causa del periodo di restrizione e ha bisogno di un sostegno attivo per attivare le potenziali risorse atte a fronteggiare i rischi di recidiva. Uno dei momenti più delicati per il detenuto consiste proprio nel passaggio dal carcere all'esterno, nel processo di reinserimento sociale, momento che va costruito fin dai primi tempi della detenzione. Quindi l'intento è quello di migliorare la condizione detentiva, favorendo e sostenendo il reinserimento socio-lavorativo “in uscita” della persona detenuta o in esecuzione penale esterna, in quanto privilegiato fattore di protezione rispetto ad un prosieguo della carriera deviante ed elemento imprescindibile ai fini di una ricostruzione del ruolo sociale. Partiamo dal principio che la restrizione della libertà connessa alla detenzione non può e non deve configurare una restrizione della sfera culturale e, nello specifico, delle possibilità di accrescimento di conoscenze e competenze: in questa linea si collocano gli obiettivi della ricerca e della formazione scolastica e universitaria.
Fra i nuovi progetti, alcuni dei quali già avviati, citiamo:
1. il laboratorio di giardinaggio e l'allestimento di giardini all'interno degli spazi del carcere di San Sebastiano. L'azione è coordinata dal Prof. Mario Agabbio (Dipartimento di Scienze Ambientali Agrarie e Biotecnologie Agro-Alimentari), Referente per la Facoltà di Agraria;
un nuovo ciclo di incontri tematici, su altri argomenti scelti dai detenuti, svolti da docenti dell'Università. In tale occasione verranno presentate le diverse Facoltà e nello specifico i Corsi di laurea, le loro finalità e le opportunità di inserimento lavorativo;
il cineforum (ciclo di film legati da un tema di fondo, condiviso dai detenuti, e dibattito a seguire a cura del corpo docente o esperti coinvolti nell'attività);
infine per agevolare e sostenere il detenuto durante il percorso universitario e di lavoro, abbiamo ipotizzato l'affiancamento di un Jail coach, una nuova figura professionale, da noi pensata, esperta in life coaching e conoscitrice delle esigenze del contesto detentivo, che incoraggi costantemente la generazione di idee e il pensiero creativo per il raggiungimento di specifici obiettivi personali e per un approccio, più ottimista e propositivo, alle problematiche rilevate durante il percorso. Il coach, in incontri sistematici, stimolerà costantemente nei detenuti la fiducia in se stessi (empowerment) e, tramite la condivisione e lo svolgimento periodico di compiti, si incentiverà la responsabilità nei confronti delle proprie azioni. L'intento consiste nel permettere al detenuto di “riorganizzarsi”, affinché una situazione critica, come per esempio un fallimento in occasione del percorso universitario, non venga percepita come una minaccia per la propria identità sociale e personale, aiutandolo ad elaborare un nuovo repertorio di strategie comportamentali utili ad impostare una corretta soluzione del problema;
Per far conoscere le attività che stiamo realizzando con i detenuti, abbiamo predisposto un'apposita area per la Casa circondariale di San Sebastiano nel sito del Centro di Studi Urbani dell'Università degli Studi di Sassari (www.centrostudiur­bani.it: http://www.centrostudiurbani.it/giustizia_carcere.htm). In futuro una rappresentanza di detenuti interessati, insieme alle figure educative, potrebbe collaborare alla gestione dell'area, relativamente alla scelta dei contenuti da inserire.
Sempre nell'ambito del Protocollo d'intesa si inserisce il progetto LUDICA, (L'Università per i Detenuti In Carcere ad Alghero), che si prevede di realizzare nel corso dell'anno accademico 2007-2008.
Il progetto – elaborato in collaborazione con il Dott. Giampaolo Cassitta, Direttore di Area pedagogica, e finanziato dalla Fondazione Banco di Sardegna – mira a potenziare/sviluppare dimensioni che consentano la generazione di un cambiamento significativo all'interno della realtà “Istituto penitenziario”, nell'ottica dell'inclusione sociale.
I suoi principali obiettivi:
Tra gli obiettivi principali il Progetto LUDICA si prefigge di: supportare detenuti, italiani o stranieri, in possesso di diploma, che vogliano conseguire la laurea o quelli già laureati interessati a seguire un nuovo corso universitario. In questa ottica l'Istituto penitenziario di Alghero creerà “uno spazio privilegiato per la formazione” della popolazione detenuta presso gli Istituti penitenziari sardi. Sono previste borse di studio da destinare agli studenti più meritevoli, in regola con il piano di studi; migliorare gli aspetti organizzativi della Casa di reclusione di Alghero; realizzare spazi accoglienti e permanenti presso il locale della Biblioteca Fabrizio De Andrè, atti a soddisfare le esigenze di studio degli studenti detenuti.

I risultati attesi:
Si auspica che i detenuti sostengano, con esito positivo, gli esami previsti; maturino competenze relazionali, al fine di costituire gruppi di studio, e competenze da mettere a disposizione di altri detenuti già inseriti nel percorso penitenziario o neo-immatricolati (peer-tutoring); acquisiscano abilità sociali tali da favorire il loro reinserimento nella società. Nello specifico dei detenuti stranieri, verranno stimolate, attraverso il percorso universitario, competenze trasferibili nel loro Paese d'origine, al fine di migliorare l'integrazione sociale.
1 Comitato organizzativo, per la gestione del progetto, e Collegio didattico, per la gestione dei suoi aspetti specificamente didattici. Delegata del Rettore, Prof. Alessandro Maida, è la Prof. Patrizia Patrizi. Delegata del Provveditore Regionale per l'Amministrazione Penitenziaria della Sardegna, Dott. Francesco Massidda, è la Dott. Patrizia Incollu, Direttrice della Casa circondariale di Sassari.

Patrizia Patrizi, Professore straordinario di Psicologia sociale, Facoltà di Scienze Politiche, Dipartimento di Economia, Istituzioni e Società.

Sergio Babudieri, Professore associato di malattie Infettive, Facoltà di Medicina e Chirurgia, Istituto di Malattie Infettive.

Anna Bussu, Dottoranda in Scienze della Governance e sistemi complessi, Dipartimento di Economia, Istituzioni e Società.
La formazione dei detenuti negli Istituti del Centro-Nord Sardegna
Risultati dell'Indagine in sintesi

Gli istituti penitenziari che hanno aderito alla proposta di rilevazione della domanda formativa (in attuazione del Protocollo d'intesa) sono Nuoro (con 15 detenuti), Oristano e Alghero (con 1 detenuto), Sassari, Macomer e Mamone Lodè (che hanno rilevato l'assenza di detenuti con i requisiti per l'iscrizione ad un corso di studi universitari).
Il nostro campione è circoscritto in ragione di difficoltà logistiche e organizzative interne agli istituti e per la scarsa presenza di detenuti in possesso del diploma di scuola media superiore.
I detenuti che hanno partecipato alla rilevazione sono nella quasi totalità maschi, con una sola presenza femminile nella Casa circondariale di Oristano. L'età è compresa tra i 30 e i 50 anni. Solamente due detenuti non sono italiani: un rumeno residente in Italia da 20 anni e un albanese da 5, entrambi conoscono l'italiano. La maggior parte dei detenuti, al momento della somministrazione, non era ancora diplomata, ma molti stavano per conseguire il diploma in carcere.
La pena residua da scontare va dai 5 ai 10 anni. La metà del campione può usufruire di misure alternative e/o permessi premio.
Relativamente all'iscrizione universitaria, nessuno dei detenuti presenta precedenti immatricolazioni ad un corso di laurea, ma la stragrande maggioranza dichiara di aver già ragionato intorno a tale ipotesi. Al momento della rilevazione, tutti si sono dichiarati interessati, soprattutto per una motivazione personale e per poter avere maggiori opportunità di lavoro, una volta espiata la pena.
Fra le Facoltà che destano maggior interesse abbiamo Agraria, Lettere e Filosofia, Giurisprudenza e Scienze Politiche. Gli intervistati temono che dovranno fronteggiare numerose difficoltà nel corso degli studi, per esempio nel reperimento del materiale necessario per lo studio, nell'ottenimento di informazioni su corsi ed esami e nel riuscire a preparare gli esami.
Quasi tutti ritengono fondamentale la possibilità di usufruire della consulenza dei docenti, di avvalersi del supporto didattico e di essere aiutati da qualcuno. Ciò trova risposta nel programmato inserimento di studenti - tutor e comunque nella presenza di un corpo docente universitario disponibile in tal senso.
Relativamente alle esperienze di lavoro pregresse le persone detenute hanno svolto attività agro-pastorali o come operai. Quasi tutti hanno svolto più lavori. In alcuni casi non è stato possibile rilevare l'informazione.
Si è cercato, infine, di valutare le competenze linguistiche e informatiche. Tutti affermano di saper usare il computer e la maggior parte considera le proprie conoscenze informatiche adeguate. Molti inoltre parlano l'inglese ad un livello elementare. La metà del campione delle persone coinvolte dalla rilevazione afferma di avere una competenza elementare anche del francese. I detenuti vorrebbero avere la possibilità di approfondire lo studio di queste lingue.
Tra le lingue conosciute, due detenuti hanno voluto inserire anche il sardo, affermando di parlarlo, in un caso, sufficientemente, nell'altro, bene. Infine un detenuto sa parlare anche il greco e il tedesco.
In conclusione della ricerca riportiamo alcuni dei commenti liberi degli intervistati:
- Dovendo scontare una pena che non è bassa, penso che potrebbe essere un buon modo per passare il tempo. Potrebbe essere utile per il mio futuro. Rimetterebbe in moto i neuroni del mio cervello e sarebbe una sfida con me stessa. So che avrei difficoltà, ma sono convinta che sarà una bella sfida. Aiuterebbe notevolmente me stessa a re-impormi la disciplina. Favorirebbe quella che in passato era la stima in me stessa. Inoltre, probabilmente, con una laurea avrei maggiori possibilità d'impiego. Spero si possa realizzare questa esperienza per me molto importante.
- Sperando che in futuro si possa realizzare questa nuova esperienza…
- Con la speranza che si possa realizzare il desiderio di iscrivermi all'Università e fare quello che non ho potuto fare da giovane.
- Mi auguro di avere sempre le giuste motivazioni ed un supporto morale che mi agevoli per il prosieguo degli studi, così da poter arrivare al traguardo prefissato ed entrare nel mondo del lavoro con minori difficoltà.

Gli argomenti trattati
NOI E GLI ALTRI: FUNZIONI, TRAPPOLE E PROBLEMI DELLA COMUNICAZIONE UMANA – Prof. Patrizia Patrizi (Facoltà di Scienze Politiche)

L'INFLUENZA AVIARIA – Prof. Sergio Babudieri (Facoltà di Medicina e Chirurgia)

I DIRITTI UMANI: COSA SONO? – Prof. Gabriella Ponzeveroni (Facoltà di Giurisprudenza)

SCRITTURA E CARCERE – Prof. Stefano Brugnolo (Facoltà di Lingue e Letterature Straniere)

SHERLOCK HOLMES ED ALTRI, TRA CHIMICA E ROMANZO – Prof. Ugo Azzena (Facoltà di Farmacia)

I FARMACI E LA MENTE – Prof. Paolo D'Aquila (Facoltà di Farmacia)

A SCUOLA DI GIARDINAGGIO – Prof. Mario Agabbio (Facoltà di Agraria)

TOSSICODIPENDENZA: MALATTIA DEL CERVELLO? – Prof. Marco Diana (Facoltà di Farmacia)

LA FINALITà DELLA PENA E LE NUOVE FRONTIERE DEL DIRITTO PENALE: IL CASO DELLA MEDIAZIONE – Prof. Gianpaolo Demuro – Prof. M. Antonietta Foddai (Facoltà di Giurisprudenza)

PROSPETTIVE NELLA LOTTA CONTRO L'AIDS- Prof. Mario Sechi (Facoltà di Farmacia)

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