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Parla Padre Rino Morelli, cappellano dell’istituto  

Padre Rino Morelli, francescano dell’Ordine dei Minimi, originario di Calvi dell’Umbria, 53 anni, cappellano a Terni dal 1996, racconta così la sua missione sacerdotale:

«Vivere all’interno di un carcere è un’esperienza particolare, non solo spirituale, ma anche umana. Qui s’impara la pazienza e l’umiltà, perché stando in dialogo con tutti, ci si confronta e ci si mette in discussione. Io sono in contatto con le famiglie dei detenuti, e conservo i contatti anche con quelli che sono usciti. Per gli extracomunitari il dialogo è un po’ più impegnativo, per la loro fede, ma anche per la nostra fede. Nel mio compito sono aiutato dalla Caritas e da un gruppo di preghiera di Padre Pio, oltre che da numerosi volontari che si occupano dei bisogni anche minimi. Io seguo i detenuti anche all’esterno, come in questo momento, in cui uno, ammalato, è ricoverato presso un ospedale della città. Molti sono quelli che una volta usciti continuano a scrivermi. Quello di cui hanno più bisogno, per la loro dignità, è il lavoro. Lavoro per tutti. Se, invece, sono parcheggiati in carcere, inattivi, non solo sprecano tempo prezioso, ma non crescono spiritualmente e non riacquistano la loro dignità».

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