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La Legge n. 193/2000, nota come legge Smuraglia dal parlamentare primo firmatario del disegno di legge presentato al Parlamento (gli altri, per la cronaca, furono Ombretta Fumagalli Carulli e Luigi Manconi),

prevede incentivi per le imprese e le cooperative sociali che assumono detenuti o che svolgono attività formative nei loro confronti, e persegue pertanto l’intento di favorire l’attività lavorativa dei detenuti. È entrata in vigore nel luglio 2000. Per l’applicazione della normativa, dei decreti di attuazione del 9 novembre 2001 e del D.M. n. 87 del 25 febbraio 2002, il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria ha diramato a suo tempo ai Provveditorati regionali una circolare che ci pare opportuno ricordare qui di seguito, sia pure nella parte introduttiva.
Dopo aver premesso che la normativa ha demandato a due Decreti Interministeriali la determinazione della misura delle agevolazioni contributive e degli sgravi fiscali, da applicarsi ai datori di lavoro che impiegano manodopera detenuta, la circolare ricorda:
«Con il D.M. del Ministro della Giustizia, di concerto con il Ministro dell’Economia e delle Finanze, siglato il 9 novembre 2001 e pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 119 del 23 marzo u.s., è stata fissata nella misura dell’80% la riduzione delle aliquote complessive della contribuzione per l’assicurazione obbligatoria, previdenziale ed assistenziale, dovuta dalle cooperative sociali relativamente alla retribuzione corrisposta ai detenuti, agli internati ed agli ammessi al lavoro all’esterno, ai sensi dell’art. 21 O.P., sia per quanto riguarda la quota a carico dei datori di lavoro, sia per quanto riguarda la quota a carico dei lavoratori.
Con un secondo decreto del Ministro della Giustizia, di concerto con il Ministro del Lavoro e delle Politiche sociali ed il Ministro dell’Economia e della Finanze, sottoscritto il 25 febbraio 2002 e pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 107 del 9 maggio u.s., è stato adottato il regolamento con cui viene fissato, nella misura di 516,46 euro, un credito mensile di imposta per ogni lavoratore assunto, a favore delle imprese che assumono detenuti, internati e ammessi al lavoro esterno ai sensi dell’art. 21, per un periodo superiore a 30 giorni ed in misura proporzionale alle effettive giornate lavorative da questi prestate.
Il credito d’imposta spetta anche per quei lavoratori assunti con contratto di lavoro a tempo parziale, in misura proporzionale alle ore prestate. Lo stesso sgravio fiscale è concesso alle imprese qualora svolgano attività formativa, nei confronti dei soggetti sopraindicati, che abbia come finalità l’assunzione degli stessi; svolgano attività formativa volta a fornire professionalità ai detenuti ed agli internati da impiegare in attività lavorative gestite in proprio dall’Amministrazione penitenziaria.
Al riguardo, ai fini di una corretta applicazione della norma in parola e per le più compiute informazioni ai datori di lavoro esterni, già presenti negli istituti o che si rivolgeranno alle direzioni per proporre l’avvio di attività lavorative interne, si forniscono le seguenti indicazioni.
In primo luogo - anche a seguito del parere espresso dall’Ufficio Legislativo di questo Ministero - si fa presente che, per esigenze sistematiche, i benefici previsti dalla “Smuraglia”, ed esplicitati dai due Decreti di attuazione, hanno la stessa decorrenza retroattiva al 28 luglio 2000, data di entrata in vigore della legge stessa.
È importante, inoltre, sottolineare che sia le cooperative sociali che le aziende pubbliche e private, rientrando tutte nel novero delle imprese, sono destinatarie di entrambi i benefici previsti dalla legge n. 193/2000 - e cioè degli sgravi contributivi, a cui va ad aggiungersi l’agevolazione fiscale - qualora assumano detenuti ed internati che prestino la loro attività all’interno degli istituti penitenziari e per i sei mesi successivi allo stato di cessazione dello stato di detenzione.
Tuttavia, mentre le cooperative sociali godono dei benefici contributivi anche per gli ammessi al lavoro all’esterno ai sensi dell’art. 21, le aziende pubbliche e private potranno usufruirne solo per quei detenuti ed internati assunti per l’espletamento di attività produttive o di servizi all’interno degli istituti penitenziari.
Tutte le imprese, invece (cooperative sociali, aziende pubbliche e private) sono destinatarie del credito d’imposta, nel momento in cui facciano formazione nei confronti di detenuti, internati e ammessi all’art. 21 e/o li assumano per un periodo di sei mesi successivi alla cessazione dello stato di detenzione».(…)

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