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L’ispettore capo Giuseppe Monaco, 40 anni, nato in provincia di Siena, ma di famiglia campana, da 20 anni nell’Amministrazione e dal 1989 nell’istituto, responsabile del Nucleo traduzioni e piantonamento, dichiara che il nucleo da lui coordinato, formato da dieci unità, è molto impegnato, a causa del forte turn over, ma di essere particolarmente grato ai funzionari regionali per l’alta sensibilità dimostrata in tutte le occasioni nei confronti del compito delicato da lui svolto. Sono particolarmente gratificato, aggiunge, dall’impegno dei ragazzi che, oltre alle alte qualità professionali, dimostrano una forte tensione morale e umana. L’assistente capo Roberto Androni, 36 anni, originario di Terni, ad Arezzo dal 1997, responsabile delle attività trattamentali, sottolinea i buoni risultati raggiunti dalle attività teatrali. Lamenta, però, di essere l’unico agente impegnato nelle attività trattamentali e che gli spazi disponibili sono troppo esigui. L’agente scelto Domenico Ciullo, 37 anni, originario di Benevento, nell’Amministrazione dal 1993 e ad Arezzo dal 1999, dove svolge servizio a turno, si dichiara soddisfatto del proprio lavoro. Il sovrintendente Roberto Alfonsi, originario di Roma, 48 anni, è ad Arezzo dal 1976, dove si occupa degli stipendi del personale di Polizia Penitenziaria, afferma che un grande aiuto deriva dalla recente informatizzazione degli uffici, e che col tempo è riuscito ad acquisire sul campo una buona preparazione specifica. Il vicesovrintendente Giovanni Pes, 45 anni, originario di Cagliari, ad Arezzo dal 1983, lavora nell’ufficio ragioneria, dove si occupa di mercedi e delle forniture dei medicinali, ma anche degli assegni degli agenti di Polizia Penitenziaria e e dei contributi dei detenuti lavoratori. Un lavoro gravoso, aggiunge, e complesso, che comunque dà le sue soddisfazioni. Il sovrintendente Moreno Mencio, 39 anni, originario di Viterbo, ad Arezzo dal 1986, proveniente da Terni, responsabile dell’Ufficio matricola, si occupa del lavoro diversificato di tutti i detenuti dell’istituto, per grado di imputazione, precisa che essendo un istituto circondariale deve impegnarsi con molte problematiche, a causa delle diversa tipologia di ristretti e dell’intenso turn over. Per migliorare il nostro lavoro, suggerisce, bisogna insistere sulla qualifica e non andare avanti sulla base di esperienze tramandate dai nostri predecessori. Dal momento che nella nostra Amministrazione sono state riconosciute altre specificità, conclude, sarebbe auspicabile avviare corsi di specializzazione anche per le nostre mansioni.
    

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