Questo sito web utilizza i cookies tecnici. I cookies non possono identificare l'utente. Se si proseguirà nell'utilizzo del sito si assumerà il consenso all'utilizzo.
Se si desidera utilizzare i siti senza cookie o volete saperne di più, si può leggere qui

Condividi

L’innovazione tecnologica ha trovato inaspettatamente tra le mura domestiche il suo migliore centro di sperimentazione
di Daniele Autieri

Chi avrebbe mai immaginato che un adolescente davanti al suo computer sarebbe stato più all’avanguardia di un manager di una grande impresa?

Chi avrebbe mai creduto che una casalinga seduta comodamente sul divano di casa davanti ad un lettore dvd avrebbe avuto un rapporto più stretto con la tecnologia della donna in carriera che corre per i corridoi della sua azienda? Nessuno avrebbe scommesso tanto, eppure è così. Ecco l’insolito e stupefacente risultato di uno studio commissionato da Federcomin e Anie sul grado di penetrazione dell’innovazione tecnologica all’interno della famiglia. Strano ma vero: proprio il vecchio nucleo patriarcale è, oggi, il centro più attivo dell’innovazione, il luogo dove vengono sperimentate le novità del settore e dove ci si concedono i lussi che la cinghia stretta dell’azienda raramente permette. Un trend che ha trasformato il modo di considerare la famiglia anche da parte dei produttori di servizi, dove quell’immagine un po’ sbiadita fatta di staticità e conservazione è stata sostituita da una visione moderna e dinamica. Creati per le aziende e i loro manager, i computer e le loro applicazioni, le telecamere digitali ed i cellulari, hanno scoperto, oggi, un nuovo mercato, più ricettivo, ma soprattutto più disposto a spendere. Ammonta a 18,43 miliardi di euro la cifra destinata dagli italiani a questo settore nell’anno appena trascorso; 1.460 euro per famiglia, il 17% in più dell’anno precedente proprio mentre molti altri settori dell’economia crescono lentamente o, addirittura, ristagnano. A fare da traino nella corsa all’innovazione gli studenti, vero motore della modernizzazione nella maggior parte delle famiglie. La penetrazione di PC nei nuclei familiari con figli che frequentano la scuola è aumentata dal 68 al 73%, con una crescita record nel Mezzogiorno (dal 57 al 67%).
È questa l’istantanea scattata sull’ “Italia dell’e-family”, una realtà inattesa, ma tangibile e destinata a crescere ancora. I cellulari sono, ormai, presenti nell’85,6% delle famiglie, il PC in una casa su due ed internet è utilizzato dal 34% degli italiani. Un primato che sarà presto scalzato in quella che si preannuncia come una guerra in casa. Se la diffusione del telefonino è aumentata del 9,2%, quella del computer del 14,2% e di internet del 19,1%, a fare la parte del leone sono state la macchina fotografica digitale e la larga banda, il lettore dvd e il masterizzatore. Insomma che si alternino pay tv e film in digitale, videocamere o macchine fotografiche, la lotta per accaparrarsi il mercato familiare si gioca sempre nel campo della tecnologia e dell’innovazione.
«Nonostante il rallentamento della crescita del mercato dell’Information and Communication Technology – ha detto Alberto Tripi, presidente di Federcomin (la Federazione nazionale delle imprese di telecomunicazione, radiotelevisione e informatica) – le cifre sulla diffusione delle tecnologie nelle case degli italiani sono sorprendenti. Mentre il segmento business del mercato rimane lontano dai tassi di crescita di qualche anno fa, il ramo consumer continua a crescere a due cifre. E quanto più si tratta di piattaforme digitali nascenti, come la fotocamera o il lettore dvd, tanto più queste percentuali sono alte».
Le vendite delle fotocamere digitali si sono impennate del 227% divenendo di proprietà del 15,5% degli italiani. Il lettore dvd ha aumentato la propria diffusione del 63%, mentre il masterizzatore del 65%. Una corsa al rialzo che ha scoperto nella larga banda il traino più inatteso: tra Adsl e fibra il suo aumento ha toccato il 68%. In controtendenza, invece, i videogiochi e la pay tv. La sfida lanciata dal magnate dell’editoria australiano Murdoch con l’unione di Tele+ e Stream in Sky Tv sembra, per ora, persa, mentre cresce l’attenzione verso la televisione satellitare, che passa dal 21 al 24%.
Dati altalenanti, ma che indicano tutti una tendenza all’ottimismo. Il grado di pervasività della tecnologia all’interno della famiglia italiana è in continua crescita: una su due ha il computer; una su tre l’accesso ad Internet e una su quattro il dvd, la macchina fotografica digitale e il masterizzatore. Una vera e propria rivoluzione se si considera l’arretratezza che caratterizzava il settore anche solo qualche anno fa. Se un “divide” ancora esiste va ricercato all’interno delle famiglie stesse, dove gli uomini accedono alle tecnologie ancora in percentuale maggiore rispetto alle donne, i giovani più degli anziani e le donne che lavorano più delle casalinghe.
Un divario interno che, tuttavia, non muta l’immagine complessiva e permette all’Italia di migliorare la sua condizione in ambito europeo. Sebbene ancora all’inseguimento di Francia, Germania e Inghilterra, il ritardo è stato, in parte, colmato e le prospettive consigliano ottimismo. Anche il distacco temporale dagli Stati Uniti, calcolato nella misura di quattro anni per il computer e cinque per Internet, sembra assottigliarsi. Una famiglia italiana spende, infatti, solo il 20% in meno rispetto ad una americana.
Tuttavia, il distacco più ampio risiede negli impianti di casa. La corsa verso la dotazione di apparati tecnologici non ha ovviato all’arretratezza delle dotazioni elettriche, come di quelle telefoniche. La scarsità di potenza elettrica disponibile sommata alla povertà di prese telefoniche diminuiscono di gran lunga l’impatto delle nuove tecnologie. Nonostante ciò il passo è stato fatto e l’innovazione, dopo aver trovato nella famiglia un inatteso alleato, promette di essere il traino della ricerca per i prossimi anni.
«La famiglia italiana – ha confermato anche il ministro per l’Innovazione e le Tecnologie, Lucio Stanca – è uno dei principali motori nell’utilizzo delle nuove tecnologie al punto che nel 2003 si è realizzato il sorpasso nelle vendite di personal computer a discapito di quelle di televisori. Una marcia che è andata via via rafforzandosi fino allo scorso anno, quando il numero di computer venduti, 3.658.088, ha superato quello dei televisori a quota 3.529.000».
Un dato significativo, indice di un interesse indiscusso verso la modernità e i suoi strumenti e, insieme, il segno di una società che ha intrapreso la via del cambiamento guidata proprio da una realtà, come quella familiare, che troppo spesso era stata considerata conservatrice e retrograda. Il nuovo, oggi, viene riscritto nel luogo una volta deputato alla tradizione e lì trova spunti per ridisegnare i confini di una società moderna e offrire un modello al mondo dell’impresa.

Joomla templates by a4joomla