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Regole nuove per una situazione eccezionale. È questo il pensiero del Sottosegretario alla Giustizia
Intervista a Giuseppe Valentino Sottosegretario alla Giustizia
Soffia forte il vento sul sistema - giustizia e investe tutti i settori dell'attività giudiziaria, ma non sempre è un vento polemico. Accanto ai richiami e alle

 prese di posizione più critiche, trovano posto le riflessioni pacate e la voglia di riformare questo pezzo delicato e vitale della "macchina statale".
Ne parliamo con il Sottosegretario alla Giustizia Giuseppe Valentino, 56 anni, nativo di Reggio Calabria, con una lunga esperienza di avvocato penalista maturata in numerosi processi di risonanza nazionale.

Onorevole Valentino, qual è il suo giudizio di fondo sullo stato di salute della giustizia?
"È un giudizio molto preoccupato. Le vicende della giustizia sono molto complesse e necessitano di interventi urgenti e positivi. Il disagio degli operatori è evidente e occorre capire che cosa sta accadendo, c'è un clima che non avevo mai respirato prima. Bisogna capire le ragioni di questo malessere e intervenire".

In che modo?
"Data la gravità particolare della situazione si impongono interventi che abbiano carattere di eccezionalità rispetto al passato. Occorrono interventi tesi a tutelare i principi. In sintesi direi che occorre scrivere regole radicalmente nuove".

Questo discorso vale anche per la Polizia Penitenziaria?
"Per quanto riguarda i problemi del mondo carcerario bisogna guardare con molta attenzione a questa realtà così complessa. La gente vive male, lamenta questo disagio e c'è ansia anche da parte dei rappresentanti della Polizia Penitenziaria. Il deficit del personale è una delle patologie che si aggiunge alla necessità di strutture nuove e più vivibili. Inoltre sono necessari interventi che consentano allo Stato di vigilare e garantire il recupero delle persone detenute".

Il Ministro Castelli ha evocato più volte l'efficienza come propellente che può rimettere in moto la macchina della giustizia...
"…Io sono attento a tutte le proposte in questo settore. L'importante è il risultato".

La depenalizzazione può contribuire a decongestionare il sistema carcerario?
"Ritengo che la depenalizzazione e questo nuovo corso della giustizia siano un obiettivo importante da perseguire. Se riusciremo a raggiungerlo ci sarà una ricaduta positiva in tutti i settori. Ci sono condotte che possono essere sanzionate, anche in maniera diversa. In questa direzione occorrono iniziative idonee".

La Finanziaria ha previsto un forte impegno per migliorare il livello retributivo delle Forze di Polizia. Quest'impegno sarà confermato?
"Questa è una Finanziaria d'emergenza. L'11 settembre ha avuto delle ricadute sensibili e bisogna fare i conti con queste drammatiche realtà".

Ritiene che la Società civile sia matura per contribuire alla soluzione, almeno parziale, dei problemi della giustizia?
"Certamente si può fare di più e nella Società deve aumentare la fiducia nella possibilità di recupero dei soggetti che hanno sbagliato. Non basta dire: voglio leggi severe e così i criminali stanno in galera. Bisogna ragionare e interrogarsi sulle ragioni dei loro errori".

In questa direzione anche le imprese, attraverso forme nuove come il telelavoro, possono contribuire?
"L'antidoto alla criminalità è proprio il lavoro e, lo dico pensando alla Calabria, alla mia terra, le imprese devono avere il coraggio di intervenire. Lo Stato, da parte sua, deve tutelarle contro la criminalità organizzata che stringe d'assedio le nuove iniziative".

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