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I necessari interventi di risanamento degli Istituti potranno presto contare anche sul ricorso a finanziamenti privati, previsti dalla nuova legge finanziaria
Carmelo Cavallo, Dirigente tecnico presso la Direzione generale delle Risorse materiali, dei Beni e dei Servizi
Il patrimonio edilizio destinato all'esecuzione della pena, di cui dispone attualmente l'Amministrazione, è costituito da 206 istituti penitenziari, con una capacità complessiva di circa 40.000 posti, suddivisi in:



Case circondariali n. 110
Case circondariali reclusione femminili n. 6
Case circondariali con sezioni di Case di reclusione n. 51
Case di reclusione con sezioni di Case circondariali n 2
Case di reclusione n. 20
Ospedali psichiatrici giudiziari n. 6
Case circondariali per tossicodipendenti n. 2
Case di lavoro n. 2
Sezioni Case circondariali n. 6
Semilibertà n. 1

Ove si consideri che, seppure in termini meno drammatici rispetto al più recente passato, la dimensione quantitativa della popolazione detenuta, che sembra attestarsi intorno a una media di 55.000 unità, supera la complessiva potenzialità ricettiva degli istituti, appare evidente che il sovraffollamento costituisce una condizione di aggravamento dello stato di degrado diffuso delle strutture, laddove in particolare si tratti di edifici di epoca remota.
Invero, parte degli istituti è stata rinnovata, negli ultimi decenni, a seguito del varo del programma di edilizia penitenziaria previsto dalla legge 1133/77, essendo stati già realizzati 81 nuovi istituti, mentre 4 sono in corso di costruzione o in fase di ultimazione; e sono state altresì avviate, sempre nell'ambito del predetto programma, ristrutturazioni integrali di alcuni istituti esistenti (Genova Casa circondariale, Alessandria Casa reclusione, Roma Regina Coeli Casa circondariale, Massa Casa di reclusione, Venezia Casa circondariale, La Spezia Casa circondariale, Trieste Casa circondariale, ecc.).
Il progetto di risanamento
La gestione dell'attività, normalmente denominata "Nuova edilizia", nel cui ambito viene data attuazione al programma di potenziamento e risanamento del patrimonio edilizio penitenziario, è attribuita al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti che cura la realizzazione delle opere in tutte le sue fasi: progettazione - appalto - esecuzione - collaudo dei lavori.
L'attività è finanziata con fondi erogati da leggi specifiche sui capitoli di bilancio dello stesso Ministero, gestiti direttamente da tale Dicastero, sulla base di un programma deliberato, congiuntamente con il Ministero della Giustizia, in seno al "Comitato Paritetico per l'Edilizia penitenziaria" presieduto dal Ministro della Giustizia o da un suo delegato.
Sul fronte delle risorse finanziarie si colloca una delle problematiche che hanno condizionato, e condizionano, lo stato di attuazione del programma.
L'utilizzo dei fondi, peraltro per lo più insufficienti, non è stato infatti sempre agevole, a causa delle continue rimodulazioni disposte dalle leggi finanziarie che si sono nel tempo susseguite. Rimodulazioni che hanno come conseguenza lo slittamento di parte delle quote annuali precedentemente assentite e, a volte, anche il blocco di impegni già assunti, inficiando in tal modo, con non rare soluzioni di continuità, la regolare esecuzione degli interventi e l'osservanza dei tempi programmati.
Per altro verso, le procedure tradizionali, affidate al Ministero delle Infrastrutture, assoggettate a lungaggini burocratiche, rendono oltremodo lunghi i tempi di realizzazione delle opere, rallentando conseguentemente l'attuazione dei programmi.

Il nuovo programma di interventi
Tuttavia è possibile pensare, già per il prossimo futuro, a incoraggianti prospettive, grazie all'incremento, seppur ancora modesto e con previsione di impegni di spesa in tempi dilatati, degli stanziamenti a favore della nuova edilizia disposti dalle ultime leggi finanziarie, ma grazie soprattutto al compiuto, e da tempo auspicato, recepimento a livello normativo della opportunità di avvalersi di nuove forme di finanziamento (locazione finanziaria, leasing, project financing), dando spazio all'iniziativa privata per la realizzazione di nuove strutture.
Già la legge finanziaria 2001 ha dato il via al rilancio di un nuovo programma di interventi, finalizzati, per quanto attiene alla nuova edilizia, alla sostituzione con nuove strutture di vecchi istituti da dismettere, in quanto "strutturalmente non idonei alla funzione propria"; e, allo stato attuale, sul bilancio del Ministero delle Infrastrutture sono stati disposti dalla legge finanziaria 2002, per il prossimo triennio, stanziamenti nella misura di poco meno di 52 milioni di euro rispettivamente per il 2002 e 2003 e di quasi 328 milioni di euro per il 2004.
La stessa legge finanziaria 2001, oltre a prevedere l'attuazione di tale programma attraverso l'attività, per così dire, tradizionale affidata al predetto Ministero, autorizza, per la prima volta, il ricorso anche a nuovi strumenti di finanziamento con l'intervento di privati.
Per tale finalità, i primi stanziamenti per il prossimo triennio (nella misura di quasi 21 milioni di euro annui) sono stati disposti con la legge finanziaria 2002.
Pur trattandosi di procedure appena introdotte nella Pubblica Amministrazione, che necessitano quindi di una preliminare fase di sistematizzazione, non può non contarsi sulla maggiore dinamicità dell'azione privata, in quanto non soggetta ai molteplici vincoli della normativa vigente in materia di lavori pubblici e in grado quindi, grazie a procedimenti semplificati e più veloci, di assicurare tempi più brevi, potendosi stimare in 3-4 anni il tempo necessario per la progettazione e costruzione di un istituto penitenziario di 300-500 posti.

La realizzazione di nuove strutture
Sono stati già individuati, con apposito decreto del Ministro della Giustizia 30 gennaio 2001, gli istituti di cui è stata prevista la dismissione, ed è stata approvata, nelle competenti sedi, la programmazione della realizzazione delle rispettive nuove strutture, cui, naturalmente, si darà corso compatibilmente con le disponibilità dei fondi stanziati sul bilancio del Ministero delle Infrastrutture ovvero, laddove praticabile, con il ricorso agli strumenti di finanziamento di cui si è detto.
Si punterà, tra l'altro, nell'attuazione di tale programma, allo spostamento degli istituti ubicati nei centri storici e alla differenziazione dei penitenziari, per caratteristiche strutturali, a seconda della tipologia di detenuti cui saranno destinati, anche al fine di contenere i costi di costruzione, dimensionando comunque le nuove strutture su capacità ricettive in grado di soddisfare le esigenze locali e di scongiurare in seguito fenomeni di sovraffollamento.
Sarà altresì prestata attenzione alle indicazioni provenienti dal nuovo Regolamento Penitenziario, assecondando l'orientamento di realizzare anche istituti di media sicurezza con offerta trattamentale intensificata.
Al riguardo, è stato studiato un modello di istituto penitenziario che, interpretando i nuovi dettami normativi regolamentari, consenta un trattamento qualificato del detenuto sotto il profilo delle opportunità di istruzione, lavoro e formazione professionale, attività culturali, ricreative e sportive. Tutto ciò indirizzato, da una parte, a migliorare la qualità della vita all'interno dell'istituto e, dall'altra, ad assicurare l'espletamento delle attività trattamentali finalizzate al recupero e reinserimento sociale dei detenuti, senza trascurare la necessità di realizzare la migliore economia nell'impiego delle risorse umane nella fase gestionale.

Gli interventi di manutenzione
Oltre che con la costruzione di nuove strutture, il patrimonio edilizio dell'Amministrazione va comunque migliorato e potenziato attraverso interventi di manutenzione, ordinaria e straordinaria, di ristrutturazione e di ampliamento.
È quotidiana, del resto, la necessità di eseguire lavori di manutenzione o riparazione di opere o di impianti, a volte imposti anche da eventi imprevedibili, per mantenere in efficienza le strutture e i relativi impianti, anche al fine di garantire la sicurezza e fronteggiare il pressante sovraffollamento.
Questa attività viene programmata e curata direttamente dall'Amministrazione Penitenziaria, attraverso le proprie strutture tecniche, con fondi stanziati sul proprio bilancio.
Nel passato, tuttavia, sono state poste a disposizione dell'Amministrazione risorse modeste e insufficienti, che hanno di fatto limitato l'avvio di consistenti e necessarie ristrutturazioni e rallentato notevolmente la realizzazione dei programmi.
Solo negli ultimi anni, si è potuto registrare un incremento dei fondi stanziati che, pur non esaurendo le effettive necessità, hanno tuttavia consentito di intraprendere concrete iniziative per la realizzazione di interventi di ristrutturazione, anche di una certa entità, in diversi istituti (Roma Rebibbia Nuovo Complesso, Pescara Casa circondariale, Milano San Vittore, Caltanissetta Casa circondariale, Civitavecchia Casa di reclusione, Padova Casa circondariale, ecc).
Peraltro, nell'attività di gestione del patrimonio edilizio ad essa assegnato e ai fini di un progressivo miglioramento delle strutture, l'Amministrazione sta operando, compatibilmente con le disponibilità dei fondi, per dare compiuta attuazione alle vigenti prescrizioni normative:
- deve infatti provvedersi all'adeguamento delle strutture al nuovo Regolamento penitenziario (D.P.R. 230/2000) e alle norme in materia di sicurezza sui luoghi di lavoro (legge 626/94);
al potenziamento degli spazi destinati al trattamento intramurale dei detenuti, con particolare riguardo alle attività lavorative e ai rapporti con i familiari (ad esempio, con spazi verdi attrezzati all'aperto);
alla predisposizione di idonee sezioni da destinare a circuiti detentivi differenziati;
alla realizzazione di spazi per alloggiare il personale e i mezzi adibiti alle traduzioni;
al miglioramento e potenziamento dell'edilizia abitativa e delle strutture alloggiative per il personale, principalmente nelle sedi più disagiate.

Le caserme e gli alloggi di servizio
Al riguardo, nuove caserme agenti sono state già ultimate presso gli istituti di La Spezia, Torino Le Vallette, Milano Opera, Genova Pontedecimo, Genova Marassi, Bari e Ragusa, mentre altre sono in corso di realizzazione presso gli istituti di Roma Rebibbia, Palermo Pagliarelli, Pisa e Padova. Sono in ristrutturazione generale le caserme presso gli istituti di Roma Regina Coeli e Palmi.
Nell'ambito del nuovo piano dell'edilizia penitenziaria, è negli intendimenti dell'Amministrazione dar corso ad ulteriori interventi per dotare gli istituti di caserme e di alloggi di servizio adeguati e rispondenti alle effettive esigenze.
Si è altresì impegnati, ritenendo di fondamentale importanza assicurare un'adeguata e costantemente aggiornata formazione del personale, nell'attività di miglioramento e potenziamento delle strutture formative.
Sono in atto interventi di ristrutturazione delle sedi già esistenti (Cairo Montenotte, Parma, Aversa) e sono in corso procedure per realizzare una Scuola di formazione al Sud, ove maggiormente si avverte, al momento, la necessità di disporre di una nuova struttura in grado di soddisfare le esigenze formative del personale presente negli istituti delle regioni meridionali.

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