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Carmelo Condello, 40 anni, vicesovrintendente, originario di Agrigento, a Barcellona dal 1983 dove è addetto all’ufficio matricola, afferma che il suo è un lavoro impegnativo, in cui bisogna dedicare particolare attenzione ai documenti che arrivano dalle varie autorità giudiziarie. Contenta del suo incarico si dichiara l’agente scelto Francesca Fugazzotto, 43 anni, anche lei di Barcellona e da dieci anni impegnata nel servizio a turno. Le sue mansioni vanno dai colloqui dei familiari con gli internati al servizio perquisizioni sia delle persone che degli oggetti in entrata e in uscita. La Fugazzotto si dice, poi, convinta che per migliorare le proprie prestazioni professionali niente vale più dell’esperienza guadagnata ogni giorno sul campo. Antonino Grasso, 37 anni, assistente capo, da 5 anni all’O.P.G., lavora al servizio a turno, a stretto contatto con i ricoverati, racconta che dopo gli inizi difficili, perché proveniente dalle esperienze carcerarie, dove il lavoro era completamente diverso, con l’andare del tempo ha imparato a relazionarsi con i ricoverati, un lavoro che trova oggi molto gratificante. «Il nostro lavoro – afferma - potrebbe dare frutti migliori, se sviluppato in lavoro di gruppo e in sinergia con tutte le altre professionalità». Francesco Sottile, della provincia di Palermo, sovrintendente, 48 anni, da 27 all’O.P.G., è impegnato in portineria. Un ruolo impegnativo e delicato, dichiara, che non è per nulla inferiore a quello svolto nelle sezioni detentive. Tutto deve essere fatto con passione e grande sensibilità, per ottenere il massimo di riabilitazione da parte dei ricoverati.
    

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