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Paolo Pulvirenti, infermiere di ruolo dal 1978, lamenta il trattamento economico rispetto ai pari livelli delle ASL, aggiungendo: «Gravano su di noi tutti i problemi dei ricoverati. Ci interessiamo delle gite, delle attività

ricreative, nonostante la carenza ormai cronica di personale infermieristico». Maria Scilipoti, infermiera a parcella da circa 13 anni, rincara la dose, affermando: «Mi sono trovata a lavorare sin dall’inizio con soggetti particolari, che hanno bisogno di un’assistenza individuale. E questo in una situazione di precarietà, di rinnovi biennali di contratto e con un dimezzamento di ore che non ci fa lavorare sereni. A volte mi sono trovata a fare anche da inserviente, a fare le docce ai ricoverati. Ma con la riduzione di ore, non è più possibile assicurare un’assistenza adeguata». L’infermiere Giuseppe Alberto, responsabile del servizio di prevenzione e sicurezza sul lavoro, dichiara: « Le difficoltà sono quelle che la figura del datore di lavoro è individuata forse impropriamente nel direttore che non ha quindi un potere di spesa per provvedere alla miriade di adeguamenti da fare. Anche se abbiamo provveduto agli impianti antincendio, a quelli di climatizzazzione ed elettrici, molto resta ancora da fare».

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