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Parla il cappellano, Padre Giuseppe Insana

Padre Giuseppe Insana, cappellano dell’O.P.G. e coordinatore dell’Associazione di Volontariato “Casa di solidarietà e accoglienza”

racconta così la sua esperienza religiosa e sociale: «Quando giro per i reparti sono sempre in un atteggiamento di ascolto, attento non solo alle esigenze religiose, ma anche ai bisogni e ai problemi dei ricoverati che hanno sempre un passato molto sofferto. Nonostante le loro patologie, essi hanno un punto di riferimento nella mia persona, perché mi pongo sempre con grande sincerità dinanzi alle loro richieste. Tanti non hanno famiglia o non hanno una famiglia accogliente e quindi il loro futuro è abbastanza buio: è importante dare anche a loro una speranza. Tanti hanno ripetute proroghe delle loro misure di sicurezza e spesso non per un’oggettiva pericolosità, perché vanno spesso in gita all’esterno con licenze e sanno autogestirsi, ma perché non hanno una famiglia che li accolga o un’istituzione all’esterno che possa farsi carico per riceverli. Ogni domenica c’è la celebrazione dell’Eucarestia, dove si viene in modo spontaneo, e dove loro diventano parte attiva. Canti, letture della Bibbia, preghiere dei fedeli, sono sempre 70-80 ad ogni funzione. Dal 1986 molti sono i volontari che si sono associati per aiutarci nelle licenze all’esterno, per farli anche incontrare con i familiari. Abbiamo casi concreti di riavvicinamento alle famiglie, per le quali è oggi disponibile anche un appartamento in città, quando vengono da lontano».

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