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La rappresentativa calcistica dell'Amministrazione Penitenziaria è pronta per scalare di nuovo la Serie C
Fabrizio Cerri

Sono tutti dipendenti del Corpo di Polizia Penitenziaria. Con qualche eccezione, dovuta alla necessità di rispettare le regole della Federcalcio

 che impongono alle squadre che militano in Serie D di schierare due giocatori al di sotto dei vent'anni.
    Sono tutti animati dalla più grande passione. Senza eccezione alcuna, ancorché giocare al calcio non porti particolari benefici economici rispetto ai loro colleghi.
    Sono tutti proiettati a ritentare la scalata ai campionati professionistici, che il dirigente responsabile, Pierluigi Di Santo, ipotizza al massimo per il campionato prossimo, senza tuttavia lasciare nulla di intentato in quello in corso. Stiamo parlando dell'Astrea, la rappresentativa calcistica del Cor po di Polizia Penitenziaria, la cui storia, lunga più di cinquant'anni (fu fondata nel 1948 per volontà di un gruppo di dipendenti del ministero di Grazia e Giustizia per prendere parte al torneo amatoriale "Orlandini"), è costellata di mille episodi non solo agonistici e tecnici che ciascuno dei tantissimi soci aderenti (atleti, dirigenti, tecnici o semplici "tifosi") preferisce ripercorrere nel cantuccio della propria memoria. Ricordi quella volta che incontrammo la Nazionale italiana all'Olimpico? E quella prima amichevole con la Roma, nella stagione 4950? Certo, nell'un caso e nell'altro, fu un "bagno": ma non ricordi come ci tremavano le gambe quando entrammo in campo, e quanto iniziale rispetto per quei "mostri sacri" dei nostri beniamini che avevamo il privilegio di conoscere di persona, di stringere loro la mano, di tentare, perché no?, anche un dribbling...
    Acque passate ma non morte: perché anche di recente l'Astrea - a conferma della solidità di un impianto tecnico e societario di ottimo livello è stata scelta per amichevoli di lusso. Nell'estate scorsa, per esempio, ha fatto da sparringpartner al Torino nel precampionato, mentre in marzo è stata ospite della Roma a Trigoria per una partitella infrasettimanale. Proprio con la Roma, insieme con la Lazio e la Lodigiani, le altre due vedettes calcistiche della capitale, sono frequenti gli interscambi di giocatori: come abbiamo accennato ci sono delle necessità regolamentari da rispettare, e così non di rado ragazzi di una di queste squadre vengono inseriti nella formazione dell'Astrea a portare un contributo di esperienza ma anche a rifinire tecnica e tattica in partite vere (e talvolta dure, agonisticamente parlando), come quelle di un campionato intenso quale la serie D. Ma c'è anche il percorso inverso: di giovani talentuosi, cioè, che messisi in luce nelle file dell'Astrea vengono richiesti da squadre professionistiche. Ultimi, i casi di Agostino Devizzi, esterno destro, classe 1981, ora alla Fiorentina, e di Paolo Valerio, punta, classe 1980, attualmente nei quadri dell'Ancona.
    Ma l'Astrea merita qualche cenno di storia in più. Se non altro per precisarne le origini. Quella squadra del Cral ministeriale, sulle ali dell'entusiasmo generato dalla vittoria nel torneo "Orlandini" e grazie all'interessamento dei responsabili dell'Ufficio del personale, dott. Tommaso Jezzi e dott. Girolamo Minervini, l'anno successivo, 1949, veniva iscritta al primo campionato ufficiale di seconda divisione organizzato dalla FIGC. Era l'inizio, per la rappresentativa del Corpo degli Agenti di Custodia, di un ciclo che non avrebbe più avuto interruzioni e che si sarebbe anzi attestato su livelli di buon semiprofessionismo, con con ambizioni maggiori. Alla categoria superiore ci arrivò, sul campo, alla fine degli Anni Ottanta: al termine del campionato 198990, l'Astrea, vittoriosa nell'Interregionale, acquisì infatti il diritto all'iscrizione nel campionato professionistico della C2. Perché questo potesse avvenire, tuttavia, dovette intervenire il Parlamento che, su interessamento dell'allora ministro Vassalli, approvò una deroga alla legge 91, quella sul professionismo calcistico, che consentì all'Astrea di partecipare al suo primo campionato a livello professionistico con calciatori che mantenevano, e mantengono tuttora, lo status di dilettanti.
    Per effetto delle disposizioni contenute nella legge, da Unione sportiva l'Astrea divenne formalmente Associazione sportiva e partecipò per sei stagioni sportive alla C2, confrontandosi con realtà calcistiche dagli illustri trascorsi, quali il Catania, il Taranto, il Catanzaro. Nel 199596 una rocambolesca retrocessione nel Campionato Nazionale Dilettanti, fece da molla per una stagione, quella successiva, in cui l'Astrea vinse tutto quello che c'era da vincere, compreso il titolo di capocannoniere del campionato (Alessandro Cordelli, 20 reti, e bomber dell'Astrea con 55 reti in 144 incontri ufficiali) e con il suggello finale della Coppa Italia Dilettanti conquistata all'Olimpico a spese del Noicattaro con un perentorio 30. Ed ancora la Serie C, un paio di stagioni, nel corso delle quali alla conferma dei valori tecnici del gruppo base dei calciatori si è sono aggiunte la costituzione di un proprio settore giovanile e l'affiliazione ad una società calcistica dilettantistica per la istituzione di una scuola calcio cui posso no iscriversi, gratuitamente, i figli dei dipendenti dell'Amministrazione Penitenziaria.
    La squadra, stante l'impossibilità di attuare un piano di ringiovanimento della rosa degli atleti a disposizione per l'indispensabile ricambio generazionale, non ha tuttavia potuto ripetersi ai livelli precedenti e malgrado il massimo delle attenzioni e degli impegni non è ancora riuscita a rientrare nel panorama del calcio professionistico. Che tuttavia l'impegnopromessa è del responsabile generale dell'Astrea, Di Santo è obiettivo perseguibile, ancorché non facile. Ci sono le pre messe tecniche; c'è l'attivo interessamento del vertice societario (il Capo del Dipartimento, Gian Carlo Caselli, e Presidente dell'Associazione sportiva Astrea, è un appassionato di calcio, soprattutto di quello giocato...); ci sono anche gli incentivi di uno sponsor, Wind, e l'aiuto di uno sponsor tecnico, Admiral.
    Si gioca ancora per divertimento, come nel lontano 1948. Ma, come allora, al divertimento si fanno sempre seguire obiettivi concreti. Per l'Astrea, la Serie C e il mondo professionistico del calcio è uno di questi.

La "rosa" dell'Astrea

Portieri: Ass. Antonino Davì (66), Ag. Sergio Izzi (75), Sig. Giovanni Cardellini (82).

Difensori: Ag. sc. Massimiliano Di Luca (68), Isp. Henri Carnesecchi (68), Ag. Orlando Legnani (74), Ag. Alessio Piccheri (75), Ag. sc. Tullio Polidori (70), Ag. Emanuele Ripa (75), Ag. Fabrizio Salvatore (74), Ag. sc. Marco Savini (67), Ag. Federico Vannucci (76), Ag. sc. Angelo Mattei (71), Sig. Simone Merelli (82).

Centrocampisti: Sig. Riccardo Concari (82), Sig. Carlo Narcisi (81), Ag. sc. Maurizio Dalia Santi (68), Ag. Stefano Bertini (75), Sig. Daniele De Santis (81), Sig. Wagner Amabile (78), Ag. sc. Fabio Gallo (69),Ag. Michele Venanzi (77),Ag. Massimo Milana (71), Sig. Matteo Viola (81), Ag. sc. Giovanni Paris (70), Ag. sc. Massimiliano Lucà (76).

Attaccanti: Sig. Stefano Aglitti (79), Sig. Gaetano De Simone (81), Sig.Valerio Mancini (78), Ag. sc. Emanuele Chinagli (70), Ag. sc. Fabio De Sibbi (68), Ag. sc. Alessandro Cordelli (66), Ag. Luca Ripa (75), Ag. Mauro Venturi (72), Ag. Fabrizio Carli (77).

L'Astrea al top

Organi direttivi:
Presidente: Pres. Gian Carlo Caselli;
Vice Presidenti: Cons. Paolo Mancuso, Dott. Emilio Di Somma.

Staff dirigenziale:
Responsabile generale: Sig. Pierluigi Di Santo;
Dirigenti: Sig. Felice Pietrangeli, Isp. Franco Del Giudice, Isp. Gianni Diamante, Isp. Francesco Calabrò.

Staff tecnico:
Allenatore: Sig. Luigi Castiello;
Direttore tecnico: Isp. sup. Massimo Losito;
Preparatore atletico: V. Isp. Federico Santucci;
Preparatore portieri: Sig. Miro Renzaglia;

Magazzinieri: Ass. c. Giovanni Vulcano, Ag. Daniele Mattei,Ag. Fabrizio Asciolla.

Staff medico: Medico sociale: Dott. Romano Franceschetti; Massaggiatori: Isp. Marco Ottavi, Ag. Carmine Aschettino.

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