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Intervista a Carlo Borgomeo - amministratore delegato dell'Agenzia Sviluppo Italia

Sviluppo Italia è l'Agenzia nazionale per lo sviluppo economico e imprenditoriale del Mezzogiorno e delle altre aree svantaggiate del paese. Tra i suoi principali impegni c'è quello di promuovere attività

 produttive, iniziative occupazionali e nuova imprenditorialità, oltre a stimolare la domanda di innovazione e sviluppare sistemi locali d'impresa. La rivista "Le Due Città" ha rivolto alcune domande all'amministratore delegato Carlo Borgomeo sulla recente iniziativa del Prestito d'Onore.

Dott. Borgomeo, quali sono stati i criteri di applicazione dell'iniziativa?
"La legge 608/96 (Prestito d'Onore) si rivolge a tutti coloro che vogliono avviare un'attività imprenditoriale in qualsiasi settore (produzione di beni e fornitura di servizi), a condizione che le iniziative vengano realizzate da una ditta individuale e con un investimento complessivo di 50 milioni".

Quali sono le fasi della sua realizzazione?
"Dopo la presentazione della domanda che deve contenere una breve descrizione dell'idea il progetto viene sottoposto a due tipi di verifica: il primo, formale, sulla presenza dei requisiti richiesti dalla legge, e il secondo, di merito, finalizzato ad accertare le capacità e la propensione imprenditoriale dei proponenti e l'esistenza di presupposti di fattibilità tecnica e redditività dell'idea. I soggetti selezionati sono quindi inseriti in un corso di formazione/selezione gratuito e con frequenza obbligatoria, della durata di due mesi, che si svolge nel propria provincia di residenza. In tale fase viene redatto il piano d'impresa e vengono forniti ai proponenti tutti gli elementi utili per l'autovalutazione. Al termine del corso viene effettuata la selezione definitiva dei soggetti che vengono ammessi al finanziamento. A tutte le iniziative ammesse alle agevolazioni viene fornito un servizio di assistenza e tutoraggio mirato a contenere i rischi legati alla realizzazione dell'investimento e all'avvio produttivo, nonché a sviluppare nei neoimprenditori capacità gestionali e cultura d'impresa".

Quali sono le fasce di persone a cui si rivolge?
"I destinatari sono i disoccupati e gli inoccupati di età superiore ai 18 anni residenti nelle aree svantaggiate individuate dal Ministero del Lavoro. Si tratta quindi di fasce deboli del mercato del lavoro che comprendono individui che hanno l'ambizione di affrontare autonomamente e individualmente la scommessa lavorativa in termini professionali e imprenditoriali". Quanti sono i soggetti che hanno potuto beneficiare del "Prestito d'Onore" sino ad oggi? "Bisogna ricordare che nei primi tempi di validità della legge (1996) abbiamo ricevuto un numero inaspettato di domande, che si è andato poi stabilizzando negli anni successivi. Ad oggi sono arrivate 80.000 domande (circa il 5% delle persone in cerca di occupazione, secondo la rilevazione Istat) e 18.000 proponenti hanno avuto l'ammissione al finanziamento".

Come si collega il "Prestito d'Onore" con il reinserimento nella società degli ex detenuti?
"Il Prestito d'Onore può essere certamente considerato un'occasione per gli ex detenuti che vogliono reinserirsi nel mercato del lavoro. Da tempo stiamo lavorando proprio in questa direzione, affinché i corsi di formazione possano essere seguiti non appena termina il periodo di detenzione. La nostra ambizione, però, è quella di organizzare la formazione anche all'interno del carcere per accelerare i tempi di accesso ai finanziamenti. Per il momento il problema più grosso da risolvere è quello dell'informazione. La popolazione carceraria non ha ancora percezione del valore dello strumento del Prestito d'Onore e in genere ha un atteggiamento critico o sfiduciato verso la formazione in carcere. Quindi quello della promozione della legge e dei suoi meccanismi presso gli istituti di pena è il primo obiettivo che vogliamo e dobbiamo perseguire".

In quali regioni italiane ha avuto più risposta?
"Dall'entrata in vigore della legge la Campania è la regione dalla quale è pervenuto un maggior numero di domande, seguita da Sicilia, Puglia e Calabria".

Quali sono stati i primi benefici riscontrabili sul tessuto economico?
"Il Prestito d'Onore presenta i maggiori benefici più sul piano sociale che su quello economico. È infatti indubbio che un intervento di questo tipo, che prevede finanziamenti per piccole attività, serve essenzialmente a diffondere cultura di autoimprenditorialità, a stanare quanti decidono di misurarsi con l'avventura del mettersi in proprio. In molti casi, comunque, il Prestito d'Onore è servito a far uscire dal sommerso e da una condizione di precarietà attività già esistenti, e questo fenomeno, anche se difficilmente valutabile in maniera corretta, fa ritenere che, quando lo Stato interviene in maniera costruttiva e ragionata, i cittadini rispondono esprimendo la volontà di partecipare al tentativo di una nuova lotta.

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