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Intervento di Alberto Botta sindaco di Como
"I rapporti tra l'Amministrazione comunale e la Direzione del carcere sono sicuramente positivi e di grande collaborazione. Il Comune di Como ha dato vita a diverse iniziative con un

apposito stanziamento in bilancio. Tra i progetti avviati, quello di dare la possibilità ai bambini, che per ragioni drammatiche sono costretti ad entrare nel carcere, di frequentare asili comunali. L'Amministrazione, inoltre, si è fatta carico dei costosi esami del DNA, sia per le detenute straniere che non possono permetterselo, e che hanno necessità di suffragare con prove certe la loro legittima maternità, sia per evitare il rischio di tenere i bambini in carcere ingiustamente.
Stiamo lavorando anche al problema degli alloggi-parcheggio, una soluzione immediata per tutti quei detenuti che al momento della dismissione dal carcere, possano disporre di un primo appoggio e non essere costretti a girovagare alla ricerca di un posto. Vediamo i frutti che daranno questi primi progetti e poi potremo programmare altre iniziative per il futuro.
Certo, c'è ancora una certa resistenza da parte del mondo delle imprese nell'accogliere queste persone nell'attività produttiva e questo ci crea difficoltà nell'erogazione di borse-lavoro. Quello che fa ben sperare, però, è il numero sempre più folto di ex-detenuti che trovano stabile occupazione in città. Una tendenza che vedo aumentare anno dopo anno. E non solo. Anche la città, tradizionalmente chiusa e arroccata, ha cominciato ad aprirsi alle gravi problematiche dei detenuti, grazie anche al numero considerevole di volontari che operano all'interno delle mura. Uno spirito nuovo che, sono convinto, porterà a traguardi sempre più positivi".

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