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Con questo slogan si è celebrata a Roma la Festa del Corpo di Polizia Penitenziaria. Ecco il discorso del ministro della Giustizia, Roberto Castelli

"Signor Presidente, Autorità presenti, Signore e Signori: è un onore rivolgere il mio personale saluto, anche a nome della Polizia Penitenziaria, desidero altresì manifestare a Lei, signor Presidente la mia gratitudine per la Sua illustre presenza. Oggi siamo qui

a festeggiare un Corpo di Polizia, la Polizia Penitenziaria, che fa parte di quel basilare comparto dello Stato che è la sicurezza. La sicurezza è uno dei valori fondamentalidella nostra civiltà insieme alla libertà, alla democrazia e alla giustizia. Valori che mai come oggi, dopo i tragici fatti di New York e quelli di ieri ancora oscuri, dobbiamo proteggere con tutte le nostre forze.
E qui mi sia consentito di esprimere il mio cordoglio per le migliaia di vittime innocenti di tutti i Paesi ed in particolare per i nostri compatrioti vittime di un terrorismo cieco e selvaggio. Sicurezza e giustizia vanno di pari passo. In tutto il mondo che condivide i nostri valori, il simbolo della giustizia è una donna bendata che regge una bilancia e una spada.
Bendata perché non deve fare preferenze, la bilancia in equilibrio perché non esiste giustizia senza la parità delle parti e l'equità del giudice.
La spada infine perché senza la spada che faccia rispettare le sentenze non esiste né giustizia né sicurezza.
Voi siete la spada della giustizia e dovete essere orgogliosi di ciò. Di certo io sono orgoglioso di voi e di come svolgete il vostro compito nel quotidiano. Gestendo una situazione difficilissima. In carceri sovraffollati con 56.000 detenuti per 45.000 posti, con orari gravosi, con mezzi non sempre adeguati, con problemi di ogni genere legati alla particolare natura di quell'umanità con cui giornalmente siete a contatto.
Ma sono orgoglioso di voi anche per come sapete gestire l'emergenza. Nelle difficilissime ore di Genova sono stato in mezzo a voi ed ho potuto verificare personalmente con quale sacrificio e abnegazione avete saputo lavorare in situazioni di emergenza e, diciamolo pure, di pericolo.
Questo elogio che vi faccio non deve però essere visto come la volontà di coprire le reponsabilità di chi eventualmente avesse mancato.
Vogliamo infatti che il Corpo di Polizia Penitenziaria assurga a livelli di eccellenza.
E ciò significa anche non dimenticare mai il proprio dovere e le prerogative che la nostra Costituzione attribuisce ad ogni cittadino e sono assolutamente certo che voi siete d'accordo con me.
Il Governo di cui mi onoro di far parte, in questa finanziaria fatta anche di sacrifici per la macchina dello Stato, ha inteso dare un segnale concreto potenziando le risorse per il comparto sicurezza e quindi anche per la Polizia Penitenziaria.
Ma non dobbiamo fermarci al dato sia pur importantissimo dell'adeguamento delle retribuzioni, lo sforzo che deve essere fatto ha la necessità di andare anche nella direzione di razionalizzare le risorse.
Ammodernare i penitenziari per renderli più efficienti e funzionali sia per i detenuti che per il personale, valorizzare le risorse umane.
Non sono pertanto vuote parole se dico che il bellissimo motto che sta scritto alle mie spalle "Modernità e Sicurezza" sarà la stella polare che guiderà il nostro cammino nell'anno che abbiamo di fronte".

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