Questo sito web utilizza i cookies tecnici. I cookies non possono identificare l'utente. Se si proseguirà nell'utilizzo del sito si assumerà il consenso all'utilizzo.
Se si desidera utilizzare i siti senza cookie o volete saperne di più, si può leggere qui

Condividi

Per molti aspetti il G8 di Genova è stato un avvenimento eccezionale. Al di là di ciò che è accaduto restano motivi di riflessione per il futuro.
Quale lezione si può trarre da questo evento?, come si devono affrontare in futuro situazioni di grande impegno organizzativo?
Abbiamo posto queste domande a due persone che hanno

 vissuto in prima linea quelle giornate: il generale Alfonso Mattiello, responsabile del GOM dal 1997, e il generale Claudio Ricci, direttore del Servizio centrale Traduzioni. Ecco le loro risposte.

Mattiello: FORMAZIONE E COORDINAMENTO
" Il problema principale che oggi deve affrontare non solo la Polizia Penitenziaria, ma tutta la Polizia, è di organizzare l'addestramento dei reparti che hanno funzioni di ordine pubblico in modo tale che il personale sia sempre attento ad eseguire le disposizioni che riceve.
Io ho avuto la possibilità di scegliere personalmente tutti gli uomini che sono andati a Genova, quindi li conoscevo e sono assolutamente certo che nessuno di abbia commesso gesti riprovevoli o comunque rilevanti per quanto riguarda l'azione della magistratura.
Il personale deve essere conosciuto personalmente. Occorre scegliere solo quelli che hanno un rapporto diretto non solo di gerarchia, ma di conoscenza, con i funzionari, con gli ufficiali che li hanno a disposizione. Allora c'è la tranquillità che eseguano solo le disposizioni anche quando l'ufficiale non è presente. Questo significa selezionare e qualificare continuamente il personale.
La lezione più importante che traggo dal G8 di Genova è che si deve proseguire nell'opera di selezione e pretendere che ci sia un miglioramento professionale continuo. Con l'Ufficio della formazione stiamo cercando di realizzare un progetto di formazione permanente, perché è necessario capire periodicamente il livello di preparazione e di motivazione. C'è poi un problema di coordinamento con le altre forze di Polizia, perché non si può costruire un coordinamento con altri Corpi, quando la Polizia Penitenziaria è comunque esclusa dal coordinamento nonostante le leggi dell'81 che lo prevedono".

Ricci: PIÙ PERSONALE
" Credo nel coordinamento e nella formazione anche se per quest'ultima c'è qualche differenza tra il G.o.m. e il servizio traduzioni.
Il G.o.m. ha la possibilità fisica e materiale di tenere il personale addestrato.
Il servizio traduzioni consta di circa 5.100 unità sul territorio nazionale che vivono quotidianamente con problemi di mobilità e di lavoro che non consentono di programmare o proporre dei corsi di aggiornamento, perché questo significa togliere personale ai nuclei periferici.
Torniamo sempre alla nota carenza di personale, un tema che non riguarda solo i nuclei piantonamenti e traduzioni.
Il personale dei nuclei piantonamenti e traduzioni che ha fatto servizio a Genova, è gente che ha rinunciato alle ferie: doveva finire il servizio domenica, ha finito martedì. Abbiamo potuto fare questo sforzo perché ci siamo trovati in un momento in cui le Procure non svolgevano la loro attività ordinaria; per cui il personale che doveva fruire delle ferie si è reso disponibile singolarmente a venire a Genova. Certo Genova ci ha insegnato molto.
Se ci fosse stato il vertice NATO a Pozzuoli avremmo rivisto determinate situazioni, ma nel complesso devo dire che il personale è motivato. Ha però bisogno di essere supportato perché i numeri mancano e dobbiamo lavorare ogni volta su situazioni sempre urgenti".

Joomla templates by a4joomla