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Viaggio all'interno del palazzo dove nascono le leggi e in cui sono custodite memorie storiche e opere d'arte

Palazzo Montecitorio, la più importante tra le sedi italiane della politica, che nel nostro ordinamento repubblicano è fondata sulla sovranità popolare e sulla rappresentatività, si presenta oggi non solo come la "stanza dei bottoni", dove sono compiute le scelte d'indirizzo politico ed è realizzata l'attività legislativa del Paese, ma anche come uno scrigno di memorie storiche e di opere

d'arte. Nel 1871, infatti, quando fu deciso che uno dei rami del Parlamento italiano avrebbe avuto la sua sede nel quartiere di Campo Marzio, al centro di Roma, a Palazzo Ludovisi - questo il nome originario - il palazzo aveva alle spalle già una lunga e ricca storia. La costruzione della parte più antica del palazzo, che si affaccia sulla piazza omonima, sorse sull'area dell'antica Roma in cui si svolgevano le assemblee elettorali, e che aveva nome mons Citatorius. A farlo edificare fu papa Innocenzo X che ne affidò il progetto a Gian Lorenzo Bernini. Nelle intenzioni del pontefice il nuovo edificio doveva essere il suo regalo di nozze alla nipote Costanza che andava sposa al principe Nicolò Ludovisi. La penuria dei mezzi e la lentezza dei lavori non gli permisero di vedere prima della sua morte, avvenuta nel 1655, che la splendida facciata. A completare il lavoro, il cui progetto fu profondamente modificato, fu chiamato Carlo Fontana, su incarico di un altro papa, Innocenzo XII, che vi aggiunse anche l'arioso campanile a vela. Le intenzioni di papa Innocenzo erano di utilizzare il palazzo come ospizio per i poveri, e vi fece applicare subito un medaglione che raffigura la Carità, ancora oggi visibile a sinistra dell'ingresso principale. Al posto dell'ospizio, che non venne però mai realizzato, Palazzo Ludovisi fu invece destinato alle attività della giustizia, e perciò noto anche con il nome di Curia Innocenziana o Curia Apostolica, le cui attività ebbero inizio nel 1695, con l'aggiunta, pochi anni dopo, anche della direzione di Polizia. Il solenne ingresso ai tribunali civili e criminali e della direzione generale della Polizia era ornato da una statua del XV secolo, oggi ospitata nell'atrio, che rappresenta Apollo nell'atto di scorticare Marsia, da lui vinto nella gara musicale. Nell'Ottocento a Roma gli avvocati non dovevano però godere grande simpatia, se è vero che il poeta Gioacchino Belli, sempre attento a cogliere gli umori popolari, scriveva in un suo celebre sonetto che le forme scolpite rappresentavano un "curiale che scortica la pelle d'un cliente!".
I diversi utilizzi del palazzo non finiscono qui, e certo quello più inusuale fu, dal 1743, quello di sede del gioco del lotto. Anche Sthendal, in visita a Roma, descrive nelle sue celebri Passeggiate il rito che si svolgeva ogni sabato sera, allorché i numeri estratti venivano gridati dal balcone del palazzo al popolo che affluiva sulla piazza. Piazza che, oggetto di un recente e contestato restauro, conobbe anche nel 1798 un'esecuzione militare per opera dei francesi, che eseguirono la fucilazione di alcuni sudditi papalini che si erano ribellati agli occupanti.
La prima seduta del Parlamento dell'Italia unita fu inaugurata a Montecitorio da Vittorio Emanuele II il 27 novembre 1871, in un'aula prefabbricata allestita nello spazio oggi occupato dal cortile d'onore, dall'ingegner Luigi Comotto, esperto in costruzioni ferroviarie. Allestita in fretta e in furia e costruita con un'intelaiatura di ferro coperta di legno, prendeva luce da una cupola di vetro che rendeva insopportabile la temperatura nei mesi estivi, tanto che dagli scambi di battute tra l'allora Presidente Zanardelli e i giornalisti parlamentari nacque la consuetudine della cerimonia della consegna del ventaglio al Presidente della Camera, tradizione tuttora mantenuta in vita. Anche d'inverno però le cose non dovevano andare meglio, quando le temperature scendevano quasi allo zero, al punto che i deputati furono autorizzati ad indossare cappotto, sciarpa e cappello. Questa primitiva sistemazione dell'Aula fu utilizzata per 27 anni, fino a quando nel 1898, minacciò di crollare. Allora i deputati furono costretti a trasferirsi nel salone centrale, per la verità insufficiente a contenerli tutti comodamente, e solo in seguito fu costruita l' attuale Aula delle Assemblee, ricavata nell'ala posteriore del palazzo, realizzato tra il 1908 e il 1926 dall'architetto Ernesto Basile.
L'entrata principale di Montecitorio, che si apre sulla piazza omonima, introduce a metà corridoio, al "Transatlantico", il salone lungo 56 metri e largo 11,70, noto anche come "il corridoio dei passi perduti". "Il Transatlantico" con i suoi cassettoni di sapore navale, è il punto di congiunzione tra il palazzo del Fontana e quello del Basile. In fondo al "Transatlantico" si apre la buvette, un punto di ristoro-bar molto frequentato non solo dai parlamentari ma anche dai giornalisti incaricati sempre alla caccia di indicazioni politiche e indiscrezioni per le loro "veline".
Nell'Aula delle Assemblee, cuore pulsante della Camera, si accede per vari passaggi ai diversi piani. Il colore dominante degli arredi e del mobilio è nei vari toni del rosso, dai tendaggi di velluto che chiudono le arcate delle gallerie, a quello dei cuoi dei sedili dei parlamentari nei settori dell'emiciclo, alla moquette dei pavimenti. Lo spettacolo che si presenta a chi vi si affaccia per la prima volta è veramente imponente. Un ampio spazio di 780 metri quadrati che arrivano a 1.090 con le tribune, il doppio del più grande teatro italiano. In alto, al centro, corre un madrigale allegorico eseguito nel 1910 da Giulio Aristide Sartorio, mentre dietro il banco della Presidenza un grande rilievo di bronzo del torinese Davide Calandra, celebra la dinastia sabauda.
Tra i banchi prendono posto 630 deputati che restano in carica cinque anni. I deputati sono liberi di scegliersi il posto dove sedere, tuttavia per antica consuetudine, che risale alla rivoluzione francese, finiscono per occupare i classici schieramenti politici di destra, centro e sinistra, visti rispetto al Presidente della Camera che siede di fronte. Il Governo siede al centro dell'Aula, sotto il banco della Presidenza.
Col passare degli anni Montecitorio si è andato dotando di una possente macchina amministrativa.
Il Presidente, che è eletto dalla Camera, conduce i lavori, secondo le norme di un apposito Regolamento, ed è assistito dal Segretario generale, da quattro vicepresidenti, tre questori e dodici segretari. Alle dipendenze del Presidente e dei questori vi sono i commessi, con le loro coccarde tricolori, che assicurano l'ordine in Aula. L'ufficio di Presidenza, che si riunisce nella Sala della Biblioteca del Presidente, dirige l'Amministrazione e dispone tutti i mezzi materiali per il funzionamento della Camera. I lavori parlamentari sono seguiti da un gruppo di funzionari che hanno il compito di preparare e istruire i lavori preparatori e dai redicontisti che, servendosi degli stenografi sempre presenti durante le sedute, curano la stampa dei resoconti giornalieri. In tutte le loro attività, i deputati possono contare sull'aiuto di un ristretto ma preparato gruppo di collaboratori dipendenti della Camera e su un moderno sistema d'informatizzazione in continuo aggiornamento.
Da alcuni anni è stato introdotto in Aula il servizio di votazione elettronica che il deputato può manovrare grazie ad una scheda magnetica. Un'innovazione che permette di ovviare alle lungaggini delle antiche votazioni, specie quelle a scrutinio segreto.
Vi sono dei casi in cui il Parlamento è riunito in seduta comune. I senatori e i deputati, sotto la Presidenza del Presidente della Camera, provvedono, infatti, ogni sette anni alla nomina del Presidente della Repubblica e di alcune alte cariche dello Stato, come un terzo dei membri del Consiglio superiore della Magistratura e di cinque componenti della Corte Costituzionale.
Ai lavori dell'Aula possono assistere i giornalisti accreditati che sono oltre quattrocento e il pubblico, sistemato sulle apposite tribune.
L'attività legislativa, d'indirizzo e di controllo della Camera dei deputati non si esaurisce nel lavori dell'Aula. È, infatti, necessario un laborioso lavoro preparatorio che trova supporto in un gran numero di servizi. Innanzi tutto una Biblioteca, che contiene oltre 900.000 volumi e alcune migliaia di riviste, ospitata nel palazzo di via del Seminario e oggi aperta al pubblico; un modernissimo centro elettronico che permette ai deputati di documentarsi rapidamente su tutte le questioni su cui devono intervenire. Montecitorio, infatti, è anche la memoria storica del nostro Paese, disponendo di un archivio che conserva tutta la documentazione dell'attività parlamentare dalle prime sedute del Parlamento subalpino.
Molto del lavoro parlamentare viene anche svolto dalle tredici Commissioni permanenti, dove le proposte di legge sono assegnate secondo la materia di competenza. Normalmente le Commissioni svolgono un primo esame del progetto di legge, che poi l'Assemblea dovrà votare, nel caso in cui l'assegnazione è in sede referente. Se invece l'assegnazione è in sede redigente, l'Assemblea lo vota, ma non può modificarlo. Accade però in alcuni casi che la Commissione sia in sede legislativa: in questo caso l'approvazione non passa più per l'Aula, ma è inviata direttamente al Senato per la seconda approvazione e la firma finale del Presidente della Repubblica, perché diventi legge dello Stato.
Un'attività a parte è svolta dalle Commissioni bicamerali, cioè costituite da senatori e deputati, che si occupano specificatamente d'indirizzo, di vigilanza e di controllo. A tutte le attività della Camera è data pubblicità anche via internet.
A causa della mole di lavoro che quotidianamente viene svolta a Montecitorio, il Palazzo è diventato progressivamente sempre più cittadella autosufficiente con tutti i servizi essenziali. Dall'ufficio postale al servizio ristorante, dai locali di studio ad un'efficientissima sala stampa, dall'infermeria al servizio di barberia, ad un fornitissimo tabaccaio. E non solo. L'aumento vertiginoso delle attività della Camera dei Deputati ha richiesto sempre nuovi spazi. È il caso del complesso di Vicolo Valdina dove sono stati ricavati un gran numero d'uffici per deputati e di locali da dedicare all'organizzazione di mostre e di convegni, mentre altri edifici, come quello Teodoli, si vanno aggiungendo progressivamente alle sempre maggiori esigenze dell'attività parlamentare.
Palazzo Montecitorio si è andato arricchendo nel corso degli anni anche di numerose opere d'arte. Quadri, arazzi, stampe d'epoca, sculture, busti sono presenti in tutti i suoi ambienti, specie nei saloni di rappresentanza come quello della Lupa e del Cavaliere. La maggior parte di questi furono raccolti intorno al 1918 per abbellire il Palazzo dopo l'ampia ristrutturazione: opere del Bassano, del Solimena e di Mattia Preti si aggiungono a minori come Zarulli-Lilla, Stefano Bruzzi e Ubaldo Magnavacca.
Di grande effetto scenico è anche la "Galleria dei busti" dove ci sono le statue marmoree dei più illustri parlamentari da Cavour a Crispi, da Gramsci a Gioberti, a De Gasperi.
Dagli anni Sessanta si è proceduto all'acquisto di un gran numero di tele e sculture rappresentative delle correnti artistiche più vive del Novecento italiano. Gli autori maggiormente rappresentati sono Mafai, De Chirico, Carrà, Morandi, Pirandello, Sironi, Trombadori, Attardi, Vespignani, Treccani. Un prezioso patrimonio artistico reso fruibile a tutti i cittadini attraverso mostre e visite guidate.

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