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Gli agenti di Pesaro, benché ridotti nel numero, sono fortemente impegnati e motivati. L'assistente capo Massimo Sabatini, 39 anni, dal 1991 a Pesaro, impegnato nell'Ufficio Matricola dichiara: "Per migliorare il nostro lavoro, c'è la necessità di informatizzare i nostri servizi, e questo potrebbe attenuare sensibilmente la carenza di personale, facendoci fare un notevole salto di qualità. Con la grossa percentuale di extracomunitari, il nostro lavoro aumenta e si complica. Molti sono, infatti, quelli che usano nomi fittizi, e non sempre è agevole ottenere in collaborazione con l'ufficio emigrazioni della Questura di Pesaro la vera identità di un detenuto". L'assistente capo Leonardo Caporaletti, originario di Senigallia, a Pesaro da dieci anni, si occupa del servizio telefonate dei detenuti. "Non ho particolari difficoltà - dice - neanche con i detenuti extracomunitari. Quello che mi preme rilevare, invece, è che la struttura del carcere, benché di recente costruzione, necessiterebbe di continue manutenzioni, che non vengono però fatte". L'agente Giacomo Rossi, originario di Potenza e da cinque anni a Pesaro, è uno dei pochi accasermati e afferma: "A Pesaro mi trovo bene. Mi occupo di servizio a turno, con orari impegnativi su tre quadranti. Le difficoltà le incontro soprattutto nelle sezioni dove ci sono albanesi e marocchini. Si tratta di detenuti molto esigenti che spesso si ostinano a non collaborare. Bisogna stare molto attenti, perché hanno il loro linguaggio e con loro, forse, un atteggiamento un po' più severo non guasterebbe. Credo, poi, che noi del personale avremmo bisogno di uffici più adeguati, camere più ampie, magari i bagni con le finestre". L'agente scelto Luca Spada, 29 anni, a Pesaro dal 1999, fa il pendolare tra il carcere e Fossombrone, suo paese d'origine. Addetto alla sorveglianza nella distribuzione dei generi del sopravvitto, una lista di oltre 500 prodotti che possono essere acquistati dai detenuti, dichiara di essere contento del lavoro, anche se lamenta di doversi occupare anche "del servizio conti correnti, che dovrebbe essere svolto dal personale civile". L'agente scelto Rosaria Lupo, originaria di Palermo, sposata con due figli, si è stabilita a Pesaro dal 1993, dopo aver prestato servizio presso il carcere femminile di Venezia, La Giudecca. Svolge servizio a turno nella sezione femminile, le cui detenute sono in gran parte extracomunitarie. "Per lo più si tratta di persone che sono state ingannate da chi prometteva loro un lavoro - afferma - e poi sono state costrette alla prostituzione o allo spaccio di sostanze stupefacenti. Il nostro è un lavoro impegnativo, perché non ci limitiamo a chiudere i cancelli. A volte tra noi e le detenute s'instaura anche un rapporto di fiducia, per cui ascoltiamo i loro problemi, assistiamo ai loro sfoghi. Certo, per chi è sposata come me, e con un marito che fa il mio stesso lavoro, a risentirne è la famiglia, specie con i turni che siamo costretti a fare a causa della carenza di personale. Se si potesse passare da tre a quattro quadranti, il nostro impegno sarebbe certamente meno gravoso".

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