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Un impegno complesso e delicato svolto con grande professionalità e sicurezza. Ecco il nuovo Reparto Scorte e Sicurezza
    
    
Novanta persone di vigilanza e 70 destinate al servizio scorte, un piccolo esercito a difesa del Ministero della Giustizia e delle sue sedi distaccate, che risponde al nome di Polizia Penitenziaria. La sicurezza dell’edificio come la tutela di autorità politiche, dirigenti e magistrati è, ormai, esclusivo appannaggio del Corpo di Polizia del Dap. Un riconoscimento di professionalità e capacità che equivale ad un ruolo sempre più decisivo e delicato, segno di un Corpo che sta crescendo.
In questo difficile cammino la Polizia Penitenziaria ha rilevato le funzioni che un tempo appartenevano alla Polizia e ai Carabinieri.
La sicurezza dell’edificio, catalogato come obiettivo sensibile, viene garantita con sistemi sofisticati e massima attenzione: una moderna sala regìa permette di realizzare non solo il controllo perimetrale, ma anche di visionare gli interni del palazzo e di controllare varchi e accessi, con gli uffici passi che gestiscono il traffico di visitatori.
Di pari responsabilità è il servizio scorte indirizzato a coloro che vengono posti sotto tutela da parte del Comitato per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica. Si tratta dei politici e dei dirigenti del Ministero, ma anche dei magistrati che lavorano a via Arenula. Un compito complesso e pericoloso che ha acquistato ancora maggiore prestigio dopo l’assegnazione alla Polizia Penitenziaria di parte della sicurezza del Ministro.
Professionalità ed efficienza che si scontrano con una difficile distribuzione logistica. Il reparto è, infatti, sottoposto a costanti cambiamenti che, tuttavia, vengono superati dalla professionalità e dalla tenacia degli agenti impiegati. Una situazione che sarà risolta nel breve periodo con la ristrutturazione di una palazzina, di proprietà del Ministero, interamente assegnata al reparto e in grado di ospitare uffici e ambienti operativi, spogliatoi e sale per il riposo.
Particolare importanza è stata, poi, riconosciuta al capitolo formazione, necessario per tenere il Corpo sempre al passo con i cambiamenti repentini che si registrano frequentemente nel settore sicurezza. Corsi di specializzazione e aggiornamenti vengono organizzati a scadenze regolari con il supporto del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria. Il risultato è un personale altamente specializzato, la cui professionalità è ulteriormente accresciuta dopo l’istituzione del Nucleo Scorte sancita da un Decreto Ministeriale della scorsa primavera.
«L’impegno che la Polizia Penitenziaria ha profuso nello svolgimento di questi compiti – ci dice il Colonnello Mauro D’Amico, Responsabile del Coordinamento dei Servizi di Sicurezza, Vigilanza e Autoparco – è lodevole e in grado di superare ogni genere di difficoltà e di impedimento». Un impegno che si fa ancora più complesso considerando che l’edificio di via Arenula è solo una delle sedi protette dal reparto. Oltre a questa gli agenti della Polizia Penitenziaria controllano la DG Sia (Direzione Generale dell’Approvvigionamento e Distribuzione per l’Informatica) di via Crescenzio, il Casellario Giudiziale di piazza Firenze e la DNA (Direzione Nazionale Antimafia) di via Giulia, più altre strutture minori.
Un ruolo analogo a quello svolto presso la sede centrale del Dap, in largo Luigi Daga 1, dove la Polizia Penitenziaria garantisce la sicurezza dell’edificio, gestisce il centralino e organizza il servizio autoparco. In questa sede sono circa 120 gli agenti, dei quali 40 autisti e 80 destinati ad altri servizi. L’assenza di un reparto scorte viene colmata dalla presenza dell’autoparco da cui vengono organizzati gli spostamenti dei dipendenti del Dap. Oltre a questo, gli ingressi, la sala passi e il centralino vengono gestiti con la stessa attenzione del Ministero della Giustizia.
“Gestire la struttura del Dap – dice Luigi Buttinelli, Ispettore Superiore per il Coordinamento dei servizi di sicurezza, vigilanza e autoparco – è un lavoro piuttosto complesso, ma che i ragazzi svolgono nel migliore dei modi. Le difficoltà che affrontano, dalla carenza del personale all’arretratezza di alcune strutture, pur rendendo più difficili i loro compiti, non ne ledono l’efficienza”.
Le aree in fase di ristrutturazione, la diminuzione del personale e i numerosi cambiamenti non hanno influito sulla professionalità di un lavoro che, ormai da anni, cambia solo per migliorare se stesso.
«Nell’ultima decade – conclude il Colonnello D’Amico – il personale della Polizia Penitenziaria dedicato alla sicurezza e all’autoparco del Dap è praticamente dimezzato, ma i ragazzi che ne fanno parte hanno fatto ugualmente un lavoro splendido, figlio della dedizione e del loro spirito di servizio».
Anche il reparto del Dap, così come quello di via Arenula, oltre a gestire la sicurezza del Dipartimento si occupa anche dell’Ispettorato Generale del Ministero di Giustizia e dello Stabilimento della Polizia Penitenziaria di Maccarese. Compiti diversi tra loro, ma ugualmente importanti, che spaziano su campi eterogenei ma fanno della professionalità e dell’efficienza la loro cifra unificante. È questo il volto nuovo della Polizia Penitenziaria, quello di un Corpo che cresce, professionalmente e umanamente, in grado di far fronte alle nuove sfide che si presentano senza lasciar rimpiangere il passato, ma anzi regalando fiducia al futuro.


Gli uomini di via Arenula

90 persone alla vigilanza e 70 al servizio scorte. Sono questi i numeri della Polizia Penitenziaria presso il Ministero di Giustizia. Un piccolo esercito impegnato nella difesa dell’edificio e nella tutela del personale a rischio. Un controllo perimetrale, una moderna sala regia, nonché la gestione della sala passi mettono l’edificio di via Arenula al sicuro e ne garantiscono il monitoraggio di tutti gli ingressi e le uscite. Contestualmente il nucleo scorte, seguendo le indicazioni della Commissione per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica, garantisce la protezione delle autorità politiche e dei magistrati, fino alla tutela del ministro stesso.


Sala Regìa, Portineria e Sala passi

Oltre 1.000 dipendenti e un perimetro vastissimo, sono le misure della sede del Dap di largo Luigi Daga. Una struttura che richiede una sicurezza costante, garantita 24 ore su 24. È questo il compito svolto dalla sala regìa, dalla portineria e dalla sala passi. Alla prima spetta il controllo perimetrale di tutta la zona, più quello interno delle aree più delicate e riservate. “Siamo in costante contatto con la portineria e con l’ingresso principale”, ci dice l’Assistente Stefano Celi, di turno nella sala operativa. “Il nostro compito è di grande responsabilità anche perché la carenza del personale ci obbliga ad un’attenzione maggiore e pressoché costante”. Egualmente importante il ruolo svolto dalla portineria e dalla sala passi. Mentre la prima rappresenta l’avamposto esterno del Dap e smista gli ingressi dei veicoli, la seconda gestisce tutte le entrate e le uscite dal Dipartimento e registra le visite e le presenze.


Autoparco e centralino

Sono circa 100 i mezzi che fanno parte dell’autoparco del Dap. Il servizio è ininterrotto e il lavoro impegnativo. La struttura è concepita per prevedere gli accompagnamenti di magistrati e funzionari, ma anche di ospiti e delegazioni straniere che vengono prelevati da aeroporti o stazioni ferroviarie. Ne fanno parte in tutto 40 unità, divise in turni giornalieri di 20 persone e tutte rigorosamente appartenenti alla Polizia Penitenziaria. Il centralino, altro snodo fondamentale per la sicurezza e l’efficienza dell’edificio, smista chiamate 24 ore su 24 e coordina i contatti con gli istituti penitenziari, i tribunali e gli enti esterni, oltre ad avere un rapporto diretto con il pubblico, al quale fornisce ogni genere di informazioni, dai numeri del personale agli esiti dei concorsi.

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